Giappichelli: Recta ratio. Testi e studi fil. dir. VII
Veritas est adaequatio rei et intellectus. L'epistemologia tommasiana di fronte alle problematiche del processo penale
Elvio Ancona
Libro: Libro in brossura
editore: Giappichelli
anno edizione: 2020
pagine: 203
Ha ancora senso cercare la verità nel processo? Ha ancora senso in un processo penale quale il nostro, basato sul principio del contraddittorio e connotato da regole di esclusione probatoria che appaiono talvolta impeditive di un autentico accertamento dei fatti di causa? Ma soprattutto, ammesso che continui a svolgere un ruolo nel contesto forense, di quale verità stiamo parlando? E di quale concezione della verità avremmo bisogno? Riconsiderata per rispondere a queste domande, la dottrina tommasiana dell'adaequatio si mostra in grado di apportare un significativo contributo all'epistemologia giudiziaria, in quanto, in combinazione con la riflessione dell'Aquinate sulla certitudo probabilis delle testimonianze, permette di coniugare la consapevolezza che nell'amministrazione della giustizia, come in ogni materia variabile e contingente, non possiamo raggiungere certezze assolute, con la convinzione di poter nondimeno conoscere ciò che con più probabilità si è effettivamente verificato. La dialettica disputativa praticata dal maestro domenicano nella ricerca dell'adaequatio fornisce poi un supporto logico e metodologico che appare particolarmente idoneo alla selezione e al controllo delle ipotesi decisorie formulate nel corso del giudizio, consentendo di individuare quella, tra le alternative disponibili, che più probabilmente "corrisponde" alla realtà dei fatti di causa, e addirittura, come deve essere nel caso del processo penale, di appurare se l'affermazione di colpevolezza vi corrisponda "al di là di ogni ragionevole dubbio".
Che cosa è la discriminazione? Un'introduzione teorica al diritto antidiscriminatorio
Elena Consiglio
Libro: Libro in brossura
editore: Giappichelli
anno edizione: 2020
pagine: 231
Qual è la natura della discriminazione? Quando una previsione, un criterio o una pratica possono dirsi "discriminatori"? Perché discriminare è ingiusto? Qual è, se c'è, il fondamento morale del diritto antidiscriminatorio? Questo libro ricostruisce in chiave critica le risposte che la letteratura recente ha dato ai quesiti relativi alla definizione di "discriminazione" e alla giustificazione dei divieti di discriminare; al contempo evidenzia le questioni che rimangono aperte, tratteggiando le linee direttrici di ulteriori ricerche. Il testo è rivolto ai giuristi sia teorici, sia pratici. A questi ultimi spetta il compito, difficile ma di cruciale importanza, di argomentare la discriminazione nei casi concreti.
Ripensare il diritto naturale e la dignità umana. Tradizione e attualità di due topoi etico-giuridici
Libro: Libro in brossura
editore: Giappichelli
anno edizione: 2020
pagine: X-347
In una società pluralistica e multiculturale il diritto viene sempre più caricato con l'aspettativa di garantire la coesione sociale. Allo stesso momento, esistono sempre meno presupposti morali condivisi da tutti. Il diritto dovrebbe quindi garantire ciò di cui viene privato: un consenso morale. Contrariamente alle voci disgregative del "nichilismo giuridico", questo volume ricorre ad approcci attuali che cercano di trovare nelle idee "classiche" di "diritto naturale" e "dignità umana" delle costanti invariabili che il diritto deve presupporre, precisamente per la sua propria natura di essere diritto. A tal fine presenta i contributi di due convegni sul tema "Ripensare il diritto naturale e la dignità umana", indagando "Tradizione e attualità di due topoi etico-giuridici". Il volume si rivolge a chi condivide la necessità di una prospettiva interdisciplinare tra giurisprudenza e filosofia politica, combinando aspetti sistematici e storici.

