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Garzanti: Grandi libri con testo a fronte

Poesie. Testo originale a fronte

Poesie. Testo originale a fronte

Carlo Porta

Libro: Libro in brossura

editore: Garzanti

anno edizione: 2025

pagine: 592

I versi del «Gran Meneghino» – così lo chiamava Montale – hanno il coraggio dell'originalità: composti tra il 1810 e il 1820, portano alla ribalta il mondo popolare attraverso storie vivide e insieme sofferte di antieroi umiliati e offesi dalla vita (Giovannin Bongee, la Ninetta del Verzee, il Marchionn di gamb avert). Esponente della borghesia liberale, erede dell'illuminismo lombardo ma aperto ai primi fermenti romantici, Porta prende di mira il clero e la nobiltà, i ceti che dalla Restaurazione miravano a trarre i maggiori vantaggi, con una indignazione morale e sociale senza pari nella letteratura dell'epoca: denuncia la miseria della povera gente, la tracotanza dei nobili retrivi e ignoranti, il bigottismo e lo spirito reazionario del mondo clericale. Lungi dall'essere un verseggiatore popolare o un cantastorie naïf, Porta si inserisce in una tradizione letteraria che nella capitale lombarda vantava gli esempi autorevoli di Carlo Maria Maggi, Domenico Balestrieri e Carl'Antonio Tanzi. Ma nella sua opera il dialetto si fa più duttile, più ricco di invenzioni espressive e di registri, dal plebeo all'aristocratico. «Ciò che colpisce», ha scritto Giovanni Testori, «è la pregnanza fisica della sua parola. Leggendo Porta è quasi impossibile resistere alla tentazione di pronunciarlo, di dirlo, di recitarlo».
16,00 €

Inni-Chioma di Berenice. Testo greco a fronte

Inni-Chioma di Berenice. Testo greco a fronte

Callimaco

Libro: Libro in brossura

editore: Garzanti

anno edizione: 2024

pagine: 224

Capolavori di erudizione e ricercatezza, i sei componimenti raccolti negli Inni sono dedicati alle principali divinità dell'Olimpo greco (Zeus, Apollo, Artemide, Pallade, Demetra e all'isola di Deloche ad Apollo diede i natali). Ispirandosi alla tradizione secolare della poesia religiosa, e in particolare agli Inni omerici, Callimaco rinnova il genere sino a rifondarlo. Sono ormai lontani il fiducioso abbandono dei lirici così come la profondità delle invocazioni dei tragici: splendidi e solenni, gli dei di Callimaco sono idoli innalzati su piedistalli. L'interesse del poeta si concentra sul mito e sulle favole antiche, cui guarda con la curiosità dell'antiquario più che con il timore reverenziale dell'uomo di fronte al mistero del divino. Di questa nuova sensibilità raffinata e libresca, tipica della cultura ellenistica, fornisce una preziosa testimonianza anche la Chioma di Berenice, forse la più nota delle elegie di Callimaco. Proposta qui anche nella traduzione di Catullo e nella volgarizzazione di Ugo Foscolo, racconta della bellissima chioma della regina d'Egitto offerta in voto ad Afrodite per propiziare il ritorno dello sposo e trasformata dalla dea in costellazione del cielo boreale.
12,00 €

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