Franco Angeli: Gli sguardi
Menti che si svelano. Caratteristiche e funzioni della self-disclosure dell'analista
Giuseppe Craparo
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2024
pagine: 180
È utile per il paziente che l'analista sveli aspetti della propria vita, i propri pensieri, sentimenti, motivazioni, fantasie, sogni, aspettative? In psicoanalisi, attorno alla self-disclosure dell'analista c'è ancora oggi un vivace dibattito fra chi è apertamente contrario e chi a favore. A queste due posizioni se ne aggiunge una terza più cauta: quella di coloro che, pur riconoscendo l'utilità dell'autosvelamento, consigliano di farlo quando necessario. Coloro che aderiscono ad una visione dell'analisi centrata sull'idea della frustrazione, descrivono la self-disclosure come un atto che priva l'analista della sua funzione terapeutica, limitando significativamente l'efficacia del trattamento. All'opposto si collocano coloro che considerano necessario che l'analista giochi "a carte scoperte", affinché la relazione analitica sia un'esperienza umana e affettiva con effetti positivi sul processo di guarigione. Tra questi due estremi si collocano coloro che sostengono che quando l'autosvelarsi o il non farlo, da parte dell'analista, diventa una posizione analitica fissa e non modulata c'è il rischio che si crei un'atmosfera insicura dal punto di vista relazionale e affettivo; per questo motivo l'analista dovrebbe valutare responsabilmente, volta per volta, la necessità di un proprio autosvelamento. Intrecciando riflessioni generali sulla relazione analitica con quelle specifiche sulle caratteristiche e le funzioni della self-disclosure dell'analista, il volume si rivolge ad analisti, psicoterapeuti e a tutti coloro che sono interessati a comprendere le dinamiche che intercorrono nella relazione di cura.
Dispiegando margini. Nei dintorni di D.W. Winnicott. E oltre
Paolo Fabozzi
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2024
pagine: 228
Il margine è al contempo qualcosa che separa e che unisce, che distanzia e che avvicina. Winnicott ha trasformato in uno spazio la linea che divide il mondo interno dal mondo esterno. Più precisamente, l'ha trasformata non solo in uno spazio esteso, bensì in uno spazio il cui destino, se le cose vanno bene, è quello di non esserci. Uno spazio potenziale, dunque, che rivoluziona sia la concezione binaria del pensiero occidentale, sia il modo di concepire il passaggio e l'oscillazione dagli stati di fusionalità a quelli di separatezza. Sono numerosi i confini che Winnicott ha portato alla nostra attenzione clinica. Confini o margini da continuare ad esplorare per evitare il rischio di trasformare le teorie esistenti in qualcosa di sclerotizzato e privo di vita. D'altronde, una delle "visioni" più amate da Winnicott per render conto delle proprie intuizioni era il paradosso, visione che ci colloca sulla fune dell'equilibrista e ci espone ad una condizione di confine, nella quale il pendere da una parte rischia di farci perdere la presenza dell'altra, sopprimendo le numerose articolazioni dell'esperienza. "Dispiegando margini" ha come meta l'ampliamento della nostra comprensione clinica e teorica, ed è il risultato del modo in cui il lavoro clinico ha portato l'Autore a dialogare in modo personale con i testi winnicottiani con l'obiettivo di avviare una duplice espansione. Da un lato, la comprensione di quei fenomeni che hanno creato tensioni sulla sua esperienza clinica, le sue teorie e la sua tecnica; e, dall'altro lato, il tentativo di cogliere ciò che del pensiero di Winnicott è ancora embrionale, per provare a svilupparlo. La complessità delle concezioni delplaying e dell'uso di un oggetto, la teoria del narcisismo e la sua relazione con la distruttività, la genesi dell'interpretazione e il ruolo della soggettività, l'identificazione di una nuova forma di controtransfert, alcune manifestazioni cliniche dell'inconscio non rimosso, sono le tematiche esplorate in questo volume.
Settant'anni tra psicoanalisi e dintorni. Dialoghi e interviste
Pier Francesco Galli
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2024
pagine: 186
Questo libro raccoglie alcune delle interviste - nove in tutto - fatte a Pier Francesco Galli nel corso degli ultimi decenni. La prima intervista è la trascrizione di una lunga conversazione con il regista Francesco Merini, in preparazione del film I settant'anni di un maestro, che fu prodotto da alcuni amici stretti e regalato a Pier Francesco Galli nel 2001 per il suo settantesimo compleanno; vent'anni dopo fu poi pubblicata in un libriccino intitolato Un'intervista, donato da Alberto Merini, Francesco Merini, Irene Galli, Marianna Bolko e Paolo Migone a Pier Francesco Galli il 9 novembre 2021 in occasione del suo novantesimo compleanno. Le altre otto interviste, pubblicate in ordine cronologico, vanno dai primi anni 1980 al 2022. I colleghi che hanno condotto le interviste sono, rispettivamente, Carlo Viganò, Anna Grazia, Giovanni Jervis, Giovanna Gallio, Ettore Perrella, Federica Burattini, Franco Merlini & Luciana La Stella, e il Comitato direttivo della rivista Plexus (Ugo Corino, Giovanni Di Stefano, Gabriele Profita e Giuseppe Ruvolo). Come scrive nell'introduzione Paolo Migone, che ha curato il libro, nel complesso queste interviste rendono bene l'idea del percorso culturale di Pier Francesco Galli e riguardano settant'anni di vita professionale, anzi, potremmo dire, novant'anni di vita. È praticamente un auto da fé, in cui l'Autore "si confessa" pubblicamente e racconta quale è stato il senso della sua vita, il motore che l'ha spinto in tutti questi anni, le principali motivazioni e gli interessi che ha avuto: la psicoanalisi, la formazione in psicoterapia e in psichiatria, la crisi della psichiatria, la supervisione nei Servizi di salute mentale, etc.

