Arya
La conoscenza suprema. Essere la concretezza luminosa dell'idea
Giandomenico Casalino
Libro: Libro in brossura
editore: Arya
anno edizione: 2012
pagine: 96
"Solo nel momento in cui l'uomo-soggetto o io storico-sociale scompare, anche nel linguaggio, poiché si è riconosciuto essere universale, il Sé, in quell'istante è l'Intero e da quell'istante parlerà di sé a sé stesso. Parlerà tutte le sue lingue, ma quella del Sapere Assoluto e della Conoscenza suprema è solo quella del Sé che tutte le contiene, le comprende e le parla (come è dato riconoscere nell'esperienza sciamanica...), per la semplice ragione che il Sé è il Risultato ed è la Verità, ma il Risultato-Verità è anche l'intero processo come stati e livelli di anima-conoscenza-essere, la Verità sta già nella prima e basale conoscenza sensibile come nello spirare del vento, lì c'è già lo Spirito, solo che non ne ha ancora consapevolezza, quindi è Anima del Mondo, quale sonno dello Spirito. Crediamo che sia del tutto evidente che stiamo avviando il tentativo, alquanto difficoltoso, di "esprimere" la coscienza dell'Intero, oseremmo dire il suo sentimento, il tentativo, forse esperito per la prima volta nella scrittura filosofica, di far parlare il Mondo da sé, senza alcuna traccia né tantomeno presenza di 'qualcosa' o 'qualcuno' estraneo o esterno ad esso..."
Scritti sulla massoneria volgare speculativa
Julius Evola
Libro: Libro in brossura
editore: Arya
anno edizione: 2012
pagine: 192
Sul finire del 1600 la "Massoneria operativa" entra in profonda crisi, per morire nel 1717 e trasformarsi in un'associazione di uomini di "buona volontà", assiepati sotto le bandiere dell'egualitarismo democratico. Attraverso la sopravvivenza solo virtuale di una sovrastruttura gerarchico-simbolica, condizionata da un confuso e artificioso sincretismo pseudo filosofico, si sviluppa la "Massoneria volgare speculativa". Ormai priva di luce, ma forte solo nella quantità, dalla seconda metà del '900 la Massoneria galleggia in forma semplicemente "testimoniale", essendosi radicata in essa l'inquinante sostanza antitradizionale, esatto contrario della Via iniziatica sapienziale. Julius Evola lo aveva compreso e l'ha scritto, perché i veri iniziati - del suo tempo e delle generazioni a venire - non avessero a cadere in trappola.

