Adelphi
Vangelo nero
Seicho Matsumoto
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2025
pagine: 420
Bianca e maestosa, la chiesa cristiana di Musashino, quieto sobborgo di Tokyo, infonde un senso di profonda devozione, e un gr
Colpo di luna
Georges Simenon
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2025
pagine: 166
Joseph Timar ha lasciato La Rochelle pieno di entusiasmo e spavalderia e quando ha fatto il suo ingresso al Central, l'unico albergo di Libreville, mentre il boy gli serviva un whisky nel caffè dalle pareti adorne di maschere africane, si è sentito un vero colono. Poi c'è stata la prima notte, piena di fruscii, di rumori indefinibili, tutto un brulicare di animali sconosciuti. Al risveglio l'ha vista sulla porta, che esaminava il suo corpo di adolescente con uno sguardo carico di una sensualità intenerita, quasi materna. Da quella mattina è diventato l'amante di Adèle, la proprietaria del Central.
L'Africa che dicono misteriosa
Georges Simenon
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2025
pagine: 171
Negli anni del suo apprendistato letterario Simenon sfornava a un ritmo forsennato romanzi popolari, molti dei quali ambientati in luoghi esotici, a lui del tutto ignoti, con il solo aiuto di un mappamondo e di un'enciclopedia. Il mondo che creava era bello, perché, dichiarerà in seguito, era «artificiale». Un giorno, però, gli viene voglia di vedere com'è fatto davvero, il mondo. Cominciando dall'Africa. Si imbarca quindi, insieme all'inseparabile Tigy, per Il Cairo, da dove raggiunge Assuan; da lì sorvolerà il Sudan, per poi discendere il Congo fino a Kinshasa, e sulla via del ritorno fare scalo a Port-Gentil, Libreville e Conakry. Solo dopo essere rientrato in Francia ricaverà da questo lungo viaggio i reportage qui raccolti – nei quali non solo non indulge all'esotismo, ma soprattutto assume un tono di denuncia che a molti, all'epoca, farà storcere il naso. «L'Africa ci manda al diavolo» scrive Simenon «e fa bene!». Quello che ha visto non gli è piaciuto affatto – anzi, il più delle volte lo ha profondamente disgustato. Certo, alcuni degli aneddoti che racconta, con la verve che gli conosciamo, lo hanno stupito, a momenti anche divertito; e, con quella voracità impudica che è nella sua natura, non ha perso occasione di scattare fotografie (più di settecento). Tuttavia non nasconde in alcun modo, della realtà coloniale, il fondo più torbido e atroce: né il disprezzo che i bianchi nutrono nei confronti dei neri, né lo sfruttamento e la violenza di cui questi sono vittime – né tantomeno il sordido abbrutimento dei coloni stessi, che Simenon descriverà, a caldo, in quel formidabile romanzo che è "Colpo di luna".
Il libro bianco
Han Kang
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2025
pagine: 160
È in una tiepida primavera di Seoul, quando le magnolie in fiore parlano di rinnovamento e rinascita, che Han Kang matura l’idea di scrivere un libro sul bianco. Ma solo nel corso di un lungo soggiorno all’estero, mentre vaga per le strade di una città sepolta sotto la neve, il suo progetto comincia a prendere corpo intorno al ricordo della sorella maggiore, morta poche ore dopo la nascita. Narrare la sua storia è un modo di restituirle la vita che non ha avuto, facendole dono di tutte quelle cose bianche, in cui si rivela la «parte di noi che rimane intatta, pulita, indistruttibile a dispetto di tutto». Le prime che Han Kang ci pone sotto gli occhi sono proprio le fasce cucite per la neonata, il camicino che la madre prepara per lei e la bimba stessa, simile a un dolcetto di riso. E bianco sarà tutto ciò che alla sorella la scrittrice offrirà: una zolletta di zucchero, un pugno di sale grosso, il volto della luna, la schiuma delle onde, il respiro che il gelo condensa e rende visibile, la neve – materia «fragile, effimera eppure di una bellezza impetuosa» – e le stelle limpide e fredde della Via Lattea, capaci di «lavare lo sguardo all’istante». Perché la purezza del bianco e il potere curativo delle parole possano lenire il dolore e alleviare la perdita.
Natura morta con briglia. Il secolo d’oro olandese
Zbigniew Herbert
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2025
pagine: 190
Come ha osservato una volta Brodskij, i versi di Zbigniew Herbert, con la loro geometrica nitidezza e glaciale lucidità, hanno il potere di lasciare un’impronta fisica nella «materia cerebrale» di chi legge. Altrettanto si può dire di queste prose, che fanno rivivere sotto i nostri occhi il «secolo d’oro» olandese, con la qualità iperreale e allucinatoria di certe decalcomanie. Lente d’osservazione privilegiata è la pittura, una pittura che sprigiona nell’immediatezza di un dettaglio – un ciuffo di salici, una goccia d’acqua, un mulino solitario, la forma di una nuvola, i canali e le rosse città – «l’immensità del mondo e il cuore delle cose». Ma Herbert non ci immerge solo nei mirabili paesaggi di Jan van Goyen, nel «chiarore plumbeo» che precede i suoi temporali, o nella «pigra luminescenza dorata» dei suoi pomeriggi estivi, ci conduce anche nelle botteghe degli artisti, nei salotti di «rappresentanti molto conservatori delle virtù calviniste», al centro della vita di questa «nazione frugale, sobria, industriosa». Sfogliando talora recondite pagine di storia – da quelle drammatiche della ‘tulipanomania’ a quelle velate di mistero che dischiude l’unico quadro sopravvissuto di Torrentius, oscuro pittore perseguitato per eresia –, Herbert mescola narrazione, diario di viaggio e riflessione, senza mai spogliarsi del suo sguardo poetico, giungendo così a rivelarci il volto più segreto del Seicento olandese.
Giornale di uno straniero a Parigi
Curzio Malaparte
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2025
Nel giugno del 1947 Malaparte torna a Parigi dopo quattordici anni: non di assenza ma «d’esilio», precisa, come se la Francia fosse per lui una seconda patria. Una patria anzitutto letteraria: non a caso lo scrittore moderno che sente più vicino è Chateaubriand, di cui condivide i gusti, l’indole, i sentimenti, le inclinazioni – e la profonda malinconia: «È in virtù di Chateaubriand che, talvolta, mi sento francese». Non si tratta però solo di inclinazioni letterarie: «Ogni volta che attraverso la frontiera francese,» confessa «respiro meglio, dormo, mi sento tranquillo, e sicuro». È un’intera civiltà ad attirarlo irresistibilmente: la modernità «raffinatissima e intransigente» dell’età di Luigi XV, fiduciosa nell’«uomo perfetto»; la follia «fredda, chiara» di Cocteau e Giraudoux, che correggono con l’immaginazione quanto di troppo cartesiano c’è nello spirito francese; il colore del cielo di Parigi, degli alberi e dell’acqua della Senna, che Madame Schiaparelli sa catturare nelle sue stoffe. Ma il giornale di Malaparte è un racconto attorno a un «io» destinato al naufragio, in un’epoca che non gli appartiene più. I salons dove intreccia conversazioni con scrittori, gente di teatro, artisti e diplomatici sono ormai solo un riverbero del passato. I quattordici anni trascorsi hanno scavato un solco: nello sguardo di Mauriac, Malaparte coglie ora un oscuro rimprovero, e in quello di Camus incomprensione se non odio. È lo scotto che deve pagare in quanto italiano, e sospetto di collaborazionismo. Intorno a lui ormai serpeggia la convinzione «che soltanto i Francesi abbiano lottato per la libertà»: il sogno di una patria ideale non ha retto all’impatto della Storia, e ha lasciato posto alla lacerante solitudine di chi si scopre straniero in due patrie.
Il dito in bocca
Fleur Jaeggy
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2025
pagine: 103
Di fronte a Lung, la giovane protagonista di questo romanzo, i medici, e non solo loro, restano perplessi: non ha mai abbandonato l’abitudine di mettersi il dito in bocca, risponde alle domande mostrando lo smalto delle unghie, racconta lucidamente, leggermente, i fatti della sua vita, ma la chiarezza è apparente ed è facile perdersi fra le sue parole, peraltro scarse; quanto ai fatti, potrebbero far rabbrividire, se non si fosse distratti dal tono agile, sconsiderato e preciso della narratrice. Lo zio-padre Jochim, la madre Marween, le tragiche storie del piccolo fiammiferaio e dell’amica Armance, l’incontro laconico con un grande filosofo, la scimmia albina, lo strano caso del professor Walter, l’enigmatico e sapiente Nathan – con l’aiuto di tutti questi elementi Lung ci presenta un puzzle che non si chiude da nessun lato, e che possiamo tentare di ricostruire solo perché ci sentiamo guidati con discrezione e talento algebrico. Lung attraversa le sue storie senza fermarsi mai, in uno stato di continua sospensione, di dubbia identità, con un passo che ci sembra di vedere per la prima volta – di sonnambula o di veggente –, lasciando dietro di sé una costellazione di emblemi aforistici e la traccia di una presenza dimenticata e fondamentale della letteratura: l’ironia romantica.
Un problema musicale. Lettere 1960-1979
Oliver Sacks
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2025
pagine: 574
«Le parole sono il mezzo espressivo nel quale devo tradurre la realtà. Io vivo di parole, immagini, metafore, sillabe, rime. È più forte di me» scrive il giovane Oliver Sacks in una lettera che lascia presagire, oltre alla nascita imminente dello scrittore, una divorante passione epistolare che coltiverà per tutta la vita, riversandola su familiari, amici, amanti, colleghi, poeti e scienziati come Auden e Lurija – i suoi «buoni padri» – e comuni lettori. Un «immane diluvio di parole», attraverso il quale oggi ci è dato ripercorrere l’esistenza di Sacks e osservarne da una prospettiva inedita le «tortuosità emotive», l’oscillare fra depressione paralizzante e creatività maniacale, gli entusiasmi, le inquietudini e la battaglia contro il mondo della medicina che tendeva a osteggiarlo. Quasi in tempo reale assistiamo, negli anni di Risvegli, al radicarsi in lui della convinzione che non ci sia approccio clinico valido senza «comprensione empatica e compassionevole» del paziente. E che ogni malattia sia in fondo, come diceva Novalis, «un problema musicale», così come ogni cura è «una soluzione musicale». Ma, soprattutto, queste lettere – che per Sacks sono a un tempo estensione della pratica medica, pagine di diario e strumento di autoanalisi – celano un giacimento inestimabile di umanità e di acume, di insaziabile curiosità e stupore infantile, con il quale questo singolare, debordante «astronomo del mondo interiore» torna ancora una volta a incantarci.
Esercizi negativi. In margine a «sommario di decomposizione»
Emil M. Cioran
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2025
pagine: 265
I testi qui raccolti ci offrono il privilegio raro di penetrare nel laboratorio di Cioran e di assistere, per così dire in presa diretta, al distillarsi del suo pensiero. Scopriamo così come il Cioran degli inizi, più lirico, più «scarmigliato», «più apertamente provocatorio», arrivi alla folgorante condensazione del frammento. «Gli Esercizi negativi mostrano l’“esplosione” vissuta e il lento lavoro di rifinitura dello stile» osserva Ingrid Astier, e basterà scorrere anche solo i titoli di alcuni capitoli – «L’assoluto e le sue caricature», «L’improbabile come salvezza», «Il suicidio come strumento di conoscenza», «Tra Dio e il verme», «Del solo modo di sopportare gli uomini» – per cogliere la forza dirompente di un libro dal quale non si esce indenni. Perché «un libro deve frugare nelle ferite, anzi deve provocarle. Un libro deve essere un pericolo», affermerà molti anni più tardi lo stesso Cioran, svelando l’intento profondo di queste pagine, che alla minaccia dell’accecamento preferiscono la lucidità dell’insonnia.
Sull'eguaglianza di tutte le cose. Lezioni americane
Carlo Rovelli
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2025
pagine: 214
La scienza del XX secolo ha modificato per sempre la nostra comprensione della realtà, anche se siamo ben lontani dal poter affermare che questa realtà abbia un senso (forse non accadrà mai). Eppure, è grazie alla meccanica quantistica che il pensiero può dirsi per la prima volta libero di percorrere strade veramente ignote. A coltivare quello shock permanente, fatto di «stupore e vertigine», è Carlo Rovelli che, dalle "Sette brevi lezioni di fisica", con leggerezza si muove fra gli abissi speculativi della relatività quantistica, senza paura di toccarne il fondo – anche perché quel fondo, secondo lui, non esiste. «Elettroni e mente, sassi e leggi, giudizi e galassie non sono di natura essenzialmente diversa gli uni dagli altri. Sono nozioni che si illuminano a vicenda». Di questo continuo gioco di specchi è fatto il mondo, e per comprenderlo in tutta la sua complessità, per vederne la coerenza e «sentire che è la nostra casa», scrive Rovelli, bisogna fare un salto ulteriore e accogliere l’incertezza che è al cuore della conoscenza, quella che porta all’«eguaglianza di tutte le cose». Come il personaggio di un racconto del Zhuangzi – uno dei grandi libri dell’antichità – che dopo aver sognato di essere una farfalla «svolazzante e soddisfatta della sua sorte» non sa più se è stato lui a sognare la farfalla o è la farfalla a sognare lui.
L'ultimo caso di miss Awdrey-Gore
Edward Gorey
Libro: Libro rilegato
editore: Adelphi
anno edizione: 2025
pagine: 63
Questo libro riproduce fedelmente, comprese le evidenti lacune, il contenuto di un misterioso plico rinvenuto qualche tempo dopo la morte di Miss Awdrey-Gore, assassinata all’età di novantasette anni in circostanze ancora da chiarire. Dopo il ritrovamento del corpo esanime della nota giallista era stato infatti subito evidente che si trattasse di un caso di omicidio. Ma solo la fortuita ricomparsa di un pacchetto indirizzato all’editore della beneamata scrittrice – contenente quel che sembra l’abbozzo incompiuto del suo ultimo romanzo – potrebbe sciogliere l’enigma della sua morte. O forse no. Tra frammenti elusivi, indizi fin troppo vistosi e schegge di una trama sfuggente, Edward Gorey ci delizia dipanando e aggrovigliando il filo di uno sconcertante giallo speculativo. Età di lettura: da 6 anni.
Tre signore in riva al mare
Rhoda Levine
Libro: Libro rilegato
editore: Adelphi
anno edizione: 2025
pagine: 37
Nel più remoto dei luoghi, in tre case in riva al mare, vivono le signore di questa storia: Edith Dell’Estasi, Catherine Dell’Accordo e Alice Del Rischio. Ma perché una di loro passa la gran parte delle sue giornate appollaiata su un albero, col bello e il cattivo tempo, a scrutare l’orizzonte? Un racconto lieve e struggente sulla forza visionaria del sogno d’amore, dove la grazia dei disegni di Edward Gorey incontra a passo di danza le rime di Rhoda Levine. Età di lettura: da 6 anni.

