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Artemide: Arte e cataloghi

Joseph Anton Koch nel 250º anniversario della nascita. Catalogo della mostra (Olevano Romano, 27 luglio-4 novembre 2018)

Joseph Anton Koch nel 250º anniversario della nascita. Catalogo della mostra (Olevano Romano, 27 luglio-4 novembre 2018)

Libro: Libro in brossura

editore: Artemide

anno edizione: 2018

pagine: 140

"Immediata e spontanea l'empatia di Koch con l'arroccato borgo degli Equi dove egli innalza la natura del luogo a categoria sacrale ed eroica che non è quella di Hackert, prodotto dell'illuminismo pittorico, né quella di Turner troppo anticipatrice per i tempi. Con Olevano e la sua gente si avvera l'epifania dell'arte di Koch favorita dalla sintonia con le comuni origini, la sposa olevanese, l'indole morale: una pastorale olevanese a prezioso suggello di un'arte, a suo modo, unica ed originale. Ad Olevano Koch rinnova l'incontro con la natura che aveva segnato i primordi della sua esistenza ma qui muta il contesto naturale, qui il dialogo si compie e si fa più serrato fino a proporsi quale dimora privilegiata dei propri miti, dei propri sogni. Ad Olevano, rustico autentico luogo dell'anima, Joseph Anton Koch darà l'avvio ad una piccola repubblica dell'arte dove tuttora, in virtù delle iniziative di un nucleo di cittadini illuminati che si riconoscono nel segno dell'AMO, aleggia lo spirito e il messaggio che hanno motivato nei secoli la presenza costante e numerosa di artisti, tedeschi in prima linea". Contributi di: Alberto Barsi, Silvano De Giusti, Pier Andrea De Rosa, Jörg Garms, Kira Kofoed, Marco Lodoli, Serafino Mampieri, Claudia Nordhoff, Domenico Riccardi, Valentina Rocchi.
28,00

Nuove scritture dall'Austria

Nuove scritture dall'Austria

Libro: Copertina morbida

editore: Artemide

anno edizione: 2018

pagine: 135

"L'Austria di oggi si distingue in ambito letterario per la notevole produzione di opere da parte di giovani e giovanissimi autori. Sul fatto che la letteratura austriaca occupi un posto particolare nell'ambito della letteratura di lingua tedesca non vi sono dubbi dal punto di vista storico-culturale e storico-letterario. Nel dopoguerra anche scrittori come Ingeborg Bachmann e Thomas Bernhard si dichiararono appartenenti a una letteratura specificamente austriaca. Ma cosa contraddistingue questa specificità austriaca? Non sono tanto le particolarità tematiche o stilistiche quanto piuttosto il tono utilizzato, la spiccata consapevolezza della forma e della lingua, il giocare con le tradizioni e una pronunciata individualità. E non è un caso che la frase del cabarettista Karl Farkas, ripetutamente citata, sia oggi di nuovo diffusa: "A dividere i tedeschi e gli austriaci è la loro lingua comune". Anche il presente volume si ricollega alla teoria della specificità austriaca. Nuove scritture dall'Austria raccoglie 15 voci del panorama letterario dell'Austria contemporanea..." (Dalla presentazione di Elke Atzler)
15,00

Tracce di colore. Policromia di sculture in pietra nell'Italia tardomedievale. Studi e restauri

Tracce di colore. Policromia di sculture in pietra nell'Italia tardomedievale. Studi e restauri

Eliana Billi

Libro: Libro in brossura

editore: Artemide

anno edizione: 2018

pagine: 128

Anche l'Italia come i paesi d'oltralpe ha colorato nel Medioevo le sue sculture in pietra. Molti monumenti romanici e gotici della penisola conservano ancora le "tracce di colore" di cui nei secoli si era persa memoria. Da qualche decennio restauri rispettosi delle superfici in pietra restituiscono la voce alle finiture policrome che in origine rivestivano la scultura, colorandola in parte o interamente. L'analisi materiale delle coloriture ricostruisce il complesso processo tecnico di realizzazione, la scelta dei pigmenti e dei leganti, la preparazione delle superfici e infine la stesura del colore che completava la creazione della scultura e ne arricchiva le potenzialità espressive. In questo libro si presentano a confronto casi studio di monumenti tardomedievali dell'Italia centro-settentrionale.
25,00

I filosofi antichi nell'arte italiana del Seicento. Stile, iconografia, contesti

I filosofi antichi nell'arte italiana del Seicento. Stile, iconografia, contesti

Libro: Libro in brossura

editore: Artemide

anno edizione: 2018

pagine: 256

A partire dai pionieristici interventi di Werner Weisbach, Delphine Fitz Darby, Albert Blankert e Oreste Ferrari il tema dell'iconografia dei filosofi antichi nel XVII secolo ha ottenuto una progressiva messa a fuoco. In anni più recenti gli studi su molti pittori attivi in età barocca hanno rivolto nuova attenzione sull'argomento, ponendo in luce lo sviluppo del tema iconografico nell'opera di ciascuno di essi (si vedano soprattutto i casi di Salvator Rosa, Jusepe de Ribera, Luca Giordano, Pietro Testa, Giovanni Benedetto Castiglione, Pietro della Vecchia). Da tempo, tuttavia, la storiografia ha avvertito la necessità di una discussione di più schietta natura interdisciplinare. Accanto a nuove proposte attributive, il volume riflette sugli sviluppi di questo filone iconografico in alcuni dei maggiori centri italiani, tenendo conto anche di quanto andava svolgendosi in altri Paesi europei. La pluralità delle tematiche e la conseguente pluralità di approcci metodologici produce nuove aperture a confronti e visioni ampie e stimolanti. Nel volume, infatti, molteplici sono le questioni affrontate: dal rapporto tra iconografia dei filosofi antichi nel XVII secolo e modelli antichi, medievali e rinascimentali, sino al collezionismo e alla storia sociale di committenti ed artisti. L'analisi ravvicinata di alcune iconografie - Socrate, Democrito, Epicuro, Esopo, Cicerone - e la ricostruzione dei contenti per i quali le opere furono create ha fatto emergere notevoli novità. Il libro contribuisce alla conoscenza del fitto intreccio tra la produzione di opere raffiguranti filosofi antichi con le scelte culturali dei committenti nel più ampio contesto del dibattito filosofico e scientifico seicentesco.
30,00

Il mondo rappresentato. Metafora del viaggio e viaggi reali

Il mondo rappresentato. Metafora del viaggio e viaggi reali

Libro: Libro in brossura

editore: Artemide

anno edizione: 2017

pagine: 350

Il volume prende le mosse dal convegno organizzato dalla Sovrintendenza Capitolina presso il Museo di Roma (Palazzo Braschi) nel dicembre 2014 con il titolo "I sogni nel cassetto. Metafora del viaggio e viaggi reali". Il cassetto è la "cassela" del pantoscopio, il popolare strumento con il quale, attraverso una funicella, si facevano scorrere le stampe ottiche per offrire agli spettatori l'opportunità di vedere luoghi sconosciuti, compiendo un viaggio immaginario. Da quelle giornate di studio sono derivati gli approfondimenti e i contributi oggetto di questo libro che affronta i diversi aspetti legati al tema del viaggio: dalla cartografia alla letteratura, dalle vedute ottiche ai diorami, ai panorami, alla fotografia, fino alle soglie del cinema. Le immagini che illustrano questo complesso percorso - esso stesso articolato come un viaggio - provengono dalle collezioni grafiche-fotografiche-pittoriche del Museo di Roma, del Museo di Roma in Trastevere, del Museo Napoleonico, del Museo del gioco e del giocattolo presso la Centrale Montemartini. La presentazione di un ricco apparato: iconografico, in gran parte inedito, rappresenta l'occasione per far conoscere a un più vasto pubblico la ricchezza delle raccolte comunali.
35,00

Ancient Cyprus, an unexpected journey. Communities in continuity and transition

Ancient Cyprus, an unexpected journey. Communities in continuity and transition

Libro: Copertina morbida

editore: Artemide

anno edizione: 2017

pagine: 244

30,00

Pietro Testa's «Alexander the great saved from the rive»

Pietro Testa's «Alexander the great saved from the rive»

Stefan Albl

Libro: Copertina morbida

editore: Artemide

anno edizione: 2017

pagine: 126

30,00

Cultura due. L'architettura ai tempi di Stalin

Cultura due. L'architettura ai tempi di Stalin

Vladimir Papernyj

Libro: Copertina morbida

editore: Artemide

anno edizione: 2017

pagine: 302

"Questo libro ha alle spalle una storia che da sola merita attenzione e considerazione. Fra il 1975 e il 1979 Vladimir Papernyj lavorò a una tesi di dottorato presso l'Istituto Statale di Storia dell'Architettura di Mosca, nell'ambito del Dipartimento di Problemi Sociologici dell'Architettura Sovietica. L'Unione Sovietica brezneviana non accettò il suo elaborato sull'evoluzione delle tendenze che l'architettura socialista aveva sviluppato fra la nascita del Paese, dopo la Rivoluzione d'ottobre, e il rivolgimento staliniano degli anni Trenta e Quaranta. Troppo originale nel metodo, troppo provocatorio nella teorizzazione, troppo distante dal grigiore apatico che, in quegli anni, doveva caratterizzare ogni prodotto dell'arte e della cultura. Nel 1981 l'autore emigrò negli Stati Uniti e soltanto là, quattro anni più tardi, la sua dissertazione vide la luce in forma di libro, in lingua russa, per i tipi della casa editrice Ardis. Storica istituzione fondata dagli studiosi Cari ed Ellendea Proffer, specializzata nella pubblicazione di testi di letteratura e saggistica russa che l'URSS ritenesse non raccomandati e di cui non fosse opportuna la diffusione. A Los Angeles Papernyj, dopo avere insegnato Cultura russa alla University of Southern California, si concentro sull'attività di designer aprendo uno studio che riscosse riconoscimenti e stima universali, continuando a collaborare con istituzioni culturali e testate giornalistiche. Dopo il crollo del regime sovietico, nel 1996, la prestigiosa casa editrice NLO di Mosca ristampò il volume in terra patria, apportando debite correzioni e integrazioni. Nel 2002 la Cambridge University Press lo pubblicò in traduzione inglese col titolo: Architecture in theAge of Stalin. Culture Two. L'edizione italiana di oggi colma finalmente una grave lacuna nel nostro Paese e rende il dovuto omaggio a un testo fondamentale per chiunque si occupi di storia culturale sovietica. Non soltanto architettonica..." (Gian Piero Pirett)
30,00

All'ombra delle piramidi. La mastaba del dignitario Nefer

All'ombra delle piramidi. La mastaba del dignitario Nefer

Maddalena Cima

Libro: Libro in brossura

editore: Artemide

anno edizione: 2017

pagine: 63

La collezione Barracco, sapientemente raccolta per formare un “museo della scultura antica comparata”, comprende opere d’arte egizia, assira, fenicia, cipriota, etrusca, greca e romana, fino a qualche esemplare di arte medievale. Per quanto riguarda l’arte egizia, alla quale Barracco dedicò la maggiore attenzione, la collezione comprende notevolissimi frammenti di scultura funeraria, come appunto la Mastaba del dignitario Nefer.
15,00

Immagini e arte sacra nel concilio di Trento. «Per istruire, ricordare, meditare e trarne frutti»

Immagini e arte sacra nel concilio di Trento. «Per istruire, ricordare, meditare e trarne frutti»

Libro: Copertina morbida

editore: Artemide

anno edizione: 2016

pagine: 255

La prima parte di questo volume è dedicata alla teologia dell'immagine, con i contributi di Franc?ois Boespflug, Le manteau des saints, ou comment le concile de Trente a placé les images sous leur protection; di Michelina Tenace, All'origine del Decreto sulle immagini di Trento, il Concilio Nicea II, e di Alessandra Bartolomei Romagnoli, Rappresentazioni della santità mistica prima e dopo il Concilio di Trento. La seconda parte riguarda, invece, l'identità e la genesi del decreto, a cominciare dal contributo di Paolo Prodi, Storia, natura e pietà: il problema della disciplina delle immagini nell'età tridentina. Altri tre saggi sono incentrati sulla presenza al concilio del teologo gesuita Diego Laínez e sul suo ruolo nella genesi del decreto sulle immagini: Paul Oberholzer SJ, Diego Laínez come teologo del Concilio e la presenza gesuita nel concetto della sua identità; Lydia Salviucci Insolera, La formulazione del Decreto sulle immagini nei manoscritti di p. Diego Laínez, e Mirella Saulini, Diego Laínez e l'elaborazione della scrittura del Decreto. La terza parte riguarda la ricezione del decreto, con alcuni esempi storici e artistici chiarificatori: Roberto Pancheri, La raffigurazione del concilio di Trento come "historia sacra"; Cristina Mandosi, Istruzione del cardinale Gabriele Paleotti per la Costruzione delle Cappelle nei Palazzi, e Anna Eleanor Signorini, Le cappelle gentilizie a Roma dalle norme tridentine ai primi trattati di fine '500: il caso dell'agostiniana Cappella Cavalletti (1603-1605). L'ultima parte è dedicata alla pala d'altare dell'Assunzione della Vergine di Scipione Pulzone nella cappella Bandini, in S. Silvestro al Quirinale, la cui iconografia deriva da una consultazione avuta dai committenti direttamente con il cardinale Gabriele Paleotti. L'analisi di questa famosa pala serve a rimarcare la complessità dell'incontro concreto tra il significato teologico dell'immagine e la sua effettiva elaborazione in un'opera d'arte. I contributi sono di Luigi Mezzadri CM, San Silvestro al Quirinale fra rinascimenti e riforme; di Lydia Salviucci Insolera, L'Assunzione della Vergine di Scipione Pulzone tra stile e teologia, e di Cristiana Bigari, Gli stucchi cinquecenteschi e la pala d'altare della cappella Bandini in S. Silvestro al Quirinale. In appendice, a cura di Mirella Saulini, le trascrizioni latine e le relative traduzioni del decreto tridentino, con una selezione di brani di p. Laínez.
30,00

Il metodo del conoscitore, approcci, limiti, prospettive

Il metodo del conoscitore, approcci, limiti, prospettive

Libro: Libro in brossura

editore: Artemide

anno edizione: 2016

pagine: 352

Tra le fondamentali competenze dello storico dell'arte vi sono l'attribuzione, la datazione dei manufatti artistici e l'individuazione delle reciproche relazioni tra le opere. In questo, ma non solo, consiste il compito del "conoscitore", al quale è dedicata la riflessione metodologica presentata in questo libro attraverso contributi originali che indagano i limiti e le prospettive di questa disciplina. I saggi qui raccolti illustrano in modo esemplare l'approccio degli studiosi di disegno, pittura, scultura, architettura e arti decorative, ma si confrontano anche con la figura del "conoscitore", con la storia di alcuni casi significativi di connoisseurship, nonché con le tecniche attualmente impiegate nella diagnostica artistica e con i nuovi strumenti offerti dalla tecnologia. I singoli contributi e gli inediti case studies dimostrano come un utilizzo consapevole del tradizionale approccio del conoscitore, unitamente all'impiego critico di metodi di-indagine alternativi, possa condurre a nuovi e decisivi risultati nella ricerca storico-artistica. In un momento in cui la connoisseurship scompare dagli insegnamenti accademici istituzionali non solo in Italia, ma anche in altri paesi europei ed americani, Il Metodo del conoscitore si pone come riferimento per le nuove generazioni di storici dell'arte, ma si rivolge anche agli esperti, ai collezionisti e agli appassionati d'arte. Testi di Alina Aggujaro, Stefan Albi, Franco Barbieri, Gabriele Barucca, Peter Bell, Marco Simone Bolzoni, Francesco Caglioti, Marco Cardinali, Andrea G. De Marchi, Sylvia Ferino-Pagden, Ursula Verena Fischer Pace, Alvar González-Palacios, Mina Gregori, Tod A. Marder, Fernando Marías, Carla Mazzarella Jennifer Montagu, Björn Ommer, Eric Pagliano, Simonetta Prosperi Valenti Rodino, Marco Riccomini, Artur Rosenauer, Bruno Toscano, presentati da Stefania Gerevini e Ariane Várela Braga.
30,00

Niccolò Tornioli (1606-1651). Art and patronage in Baroque

Niccolò Tornioli (1606-1651). Art and patronage in Baroque

Giulia Martina Weston

Libro: Copertina morbida

editore: Artemide

anno edizione: 2016

pagine: 239

30,00

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