Libri di Gabriele Lavia
Fare corpo, fare anima
Gabriele Lavia
Libro: Libro in brossura
editore: Cue Press
anno edizione: 2025
pagine: 176
L’Opera d’Arte di un Attore, come ogni Opera d’Arte, ha la sua ‘origine’ in un ‘certo, speciale, misterioso’… ‘fare’. Fare il Teatro. Fare una Parte. Questo ‘fare’ è un ‘Mettere in Opera l’Anima e il Corpo dell’Attore’. In parole semplici l’Opera di un Attore è un certo ‘Fare Speciale’ che ‘fa’ Anima e ‘fa’ Corpo.
Teatro al centro. Grassi, Strehler, de Bosio: registi tra dittatura e repubblica
Fabrizio Pompei
Libro: Libro in brossura
editore: Menabò
anno edizione: 2020
pagine: 266
Lo spettacolo dal vivo non è estraneo alla società civile in cui nasce, anzi ne è lo specchio e allo stesso tempo è il luogo in cui la società può riflettere su se stessa. Attraverso lo studio e l'analisi delle vicende di Paolo Grassi, Giorgio Strehler e Gianfranco de Bosio, viene ricostruito il percorso di un'intera generazione che, nata all'interno del Ventennio, supera, non senza traumi, la caduta del regime, l'armistizio, la resistenza e la proclamazione della Repubblica e diventa punto di riferimento per la rinascita del teatro italiano. Sulla base degli studi esistenti e di fonti storiche dirette, come lettere, interviste e testimonianze inedite dei protagonisti del volume, si ripercorrono i primi anni di attività dei giovani registi, che, attraverso momenti di esaltazioni e di crisi profonde, di successi e di cadute, danno vita ad un momento storico particolarmente denso per le vicende del teatro in Italia. Introduzione di Gabriele Lavia.
Mefisto
Guido Mazzella
Libro: Libro in brossura
editore: Robin Edizioni
anno edizione: 2018
pagine: 204
"Guido Mazzella ha un amore speciale per il medioevo. È un mondo in cui ama ritrovarsi e sguazzare con gioia per reinventarlo, raccontando la storia che gli sta a cuore. In questo caso la storia è l'impossibile 'armonia' tra l'uomo e il potere. Armos indica, appunto, una specie di lotta senza vincitori. Sono tutti vinti nell''armonia', nel legame indissolubile della lotta dei contrari. Da armos deriva la parola 'arma'. La documentazione storiografica rigorosa serve all'autore per compiere il suo 'tradimento' storico fino in fondo, senza tirarsi indietro nemmeno dalla lingua che deve 'mascherare' di un'antichità appena velata da un'eco ironica e di pura fantasia (indomabilmente giovanile!) per raccontare la sua favola 'antica' e, quindi, 'contemporanea'." (dalla prefazione di Gabriele Lavia)
Se vuoi essere contemporaneo leggi i classici
Gabriele Lavia
Libro: Copertina rigida
editore: Piemme
anno edizione: 2017
pagine: 214
"Pensate forse che Melville volesse veramente parlare di balene e capitani? In ogni lettura classica c'è sempre una Moby Dick bianca da cercare e da cui lasciarsi trascinare giù, nel profondo. Non è cattiva quella balena, al contrario, è l'unica possibilità che Achab ha a disposizione per inabissarsi nel mistero di se stesso. Solo inseguendo il capodoglio nei flutti, il capitano - e con lui il lettore - potrà crescere e diventare più umano". Da questa provocazione prende le mosse un'affascinante passeggiata con i geni della letteratura di un protagonista del teatro italiano - regista e attore internazionale -, che ci svela perché abbiamo ancora bisogno dei classici e perché possono salvarci: dalla mediocrità esistenziale, dall'asfissia mentale, dal degrado civile. Noi moderni li consideriamo lontani dalle nostre vite, tomi voluminosi che stanno a impolverarsi sulle librerie. Invece, i classici parlano di noi, delle nostre storture e mostruosità, ma anche della nostra bellezza e della nostra meraviglia. È ciò che li rende intramontabili, eternamente contemporanei. I grandi autori del passato sono i veri rivoluzionari della storia, perché hanno la capacità unica di "rivoltarci" dal di dentro. Quando li accostiamo in punta di piedi, sentiamo che la nostra interiorità è scossa nelle viscere. Predisporsi alla lettura di un grande capolavoro per conoscerlo e goderne non è affatto facile, ci avverte Lavia, che offre anche alcune semplici istruzioni per non lasciarsi intimidire di fronte a questi giganti, senza mai dimenticare che "leggere non è un passatempo, ma riempire il tempo di domande e di significato".

