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Libri di Francesco Cossiga

La crisi della Repubblica nel carteggio Andreotti-Cossiga. Volume Vol. 3

La crisi della Repubblica nel carteggio Andreotti-Cossiga. Volume Vol. 3

Giulio Andreotti, Francesco Cossiga

Libro: Libro in brossura

editore: Edizioni di Storia e Letteratura

anno edizione: 2025

pagine: 510

La corrispondenza tra Cossiga e Andreotti in questo volume copre un arco temporale che va dal 29 luglio 1991 al 28 aprile 1992, giorno delle dimissioni anticipate del presidente della Repubblica. Si avvia con la proposta di Cossiga di concedere la grazia al leader delle Brigate Rosse, Renato Curcio, che apre un dissenso con il ministro della Giustizia, Claudio Martelli, mentre si fanno sempre più forti le preoccupazioni per la virulenza della criminalità organizzata (in agosto viene assassinato l’imprenditore Libero Grassi). Il carteggio mostra i martellanti appelli di Cossiga alla necessità di predisporre un coordinamento delle forze di polizia, di riorganizzare i servizi di intelligence e, più in generale, di riformare l’amministrazione della Giustizia. Il carteggio dà anche conto dello scontro del novembre 1991 tra Cossiga e il CSM che, contrariamente a quanto egli ha disposto, ha messo all’ordine del giorno la discussione di delicati temi che rischiano, a suo parere, di inficiare le riforme varate dal ministro della Giustizia. Altra ragione di dissidio con la magistratura e con ampi settori del mondo politico continua ad essere l’indagine su Gladio. Sono tutti temi che, insieme alle sempre più frequenti «picconate» e alla richiesta che viene dal PDS e altri partiti di opposizione di mettere in stato di accusa il presidente della Repubblica per attentato alla Costituzione, alimentano accese polemiche e approfondiscono l’isolamento del presidente della Repubblica, portando alla rottura definitiva il suo rapporto con la DC e con il suo presidente, Ciriaco De Mita. Nel febbraio 1992, infine, la mancata approvazione della legge sull’obiezione di coscienza porta a un ultimo duro dissidio politico e istituzionale tra Cossiga e Andreotti, lenito sul piano personale dalla ferma e affettuosa solidarietà che il presidente della Repubblica esprime all’amico in occasione dell’assassinio dell’on. Salvo Lima. Correda il volume un’appendice che segue la corrispondenza tra i due statisti, entrambi senatori a vita, dal maggio 1992 fino al luglio 2010, tre settimane prima della scomparsa dello statista sardo. La corrispondenza tutta tra i due statisti, toccando aspetti governativi, umani e istituzionali, restituisce le voci di due tra i maggiori protagonisti della vita politica italiana di quegli anni.
40,00

La crisi della Repubblica nel carteggio Andreotti-Cossiga. Volume Vol. 2

La crisi della Repubblica nel carteggio Andreotti-Cossiga. Volume Vol. 2

Giulio Andreotti, Francesco Cossiga

Libro: Libro in brossura

editore: Edizioni di Storia e Letteratura

anno edizione: 2025

pagine: 440

La fitta corrispondenza tra Giulio Andreotti e Francesco Cossiga, pubblicata in questo secondo volume e risalente al periodo tra il 27 settembre 1990 e il 25 luglio 1991, è incentrata sulla crisi del Golfo e sull’operazione Gladio. La preoccupazione principale, a livello internazionale, dei due statisti è l’ultimatum imposto dalle Nazioni Unite all’Iraq di ritirarsi dal Kuwait, che apre la possibilità concreta di un coinvolgimento bellico in Italia. Dal carteggio emerge in particolar modo la figura di Cossiga, che tenta, con avvisi e raccomandazioni al governo, di trovare soluzioni che rendano compatibile la Costituzione e gli impegni militari che il governo è pronto ad assumere. Sul piano interno, stanno invece la polemica su Gladio e le accuse di alto tradimento e attentato alla Costituzione rivolte al presidente della Repubblica. Saranno poi alcune dichiarazioni su Gladio rilasciate da esponenti del governo a turbare maggiormente il quadro istituzionale e a spingere Cossiga, nel dicembre 1990, a minacciare di aprire una crisi istituzionale se Andreotti non avesse assunto una presa di posizione pubblica riguardo Gladio. Tra gli altri argomenti significativi, si legge dell’attacco del PDS nei confronti del capo dello Stato, del referendum per l’abolizione delle preferenze plurime nelle elezioni della Camera e delle origini del messaggio sulle riforme istituzionali inviato da Cossiga nel giugno 1991, in cui si mostrano i dissensi politici e personali con Andreotti e il senso di isolamento da alcuni settori della Democrazia Cristiana. La corrispondenza tutta tra i due statisti, toccando aspetti governativi, umani e istituzionali, restituisce le voci di due tra i maggiori protagonisti della vita politica italiana di quegli anni.
38,00

La crisi della Repubblica nel carteggio Andreotti-Cossiga. Volume Vol. 1

La crisi della Repubblica nel carteggio Andreotti-Cossiga. Volume Vol. 1

Giulio Andreotti, Francesco Cossiga

Libro

editore: Edizioni di Storia e Letteratura

anno edizione: 2025

pagine: 440

Sullo sfondo dei mutamenti epocali che vedono l'avvio della fine della Guerra fredda, la riunificazione della Germania e, dall'agosto 1990, l'invasione del Kuwait da parte dell'Iraq, il carteggio pubblicato in questo volume testimonia l'azione di Cossiga per meglio definire il ruolo del presidente della Repubblica sulle questioni dell'amnistia, del Consiglio Supremo di Difesa e, soprattutto, del comando delle Forze Armate. La prima guerra del Golfo, infatti, impone, per la prima volta nella storia repubblicana, la scelta di un eventuale impegno bellico, sollevando nuovi delicati problemi circa le rispettive responsabilità degli organi costituzionali e aprendo, a livello istituzionale, oltre che nell'opinione pubblica e nelle forze politiche, i primi interrogativi circa l'interpretazione da dare all'art. 11 della Costituzione. Tra gli altri temi affrontati, si registra l'avvio della campagna di contestazione nei confronti di Cossiga per le sue prese di posizione pubbliche, in particolare a difesa dell'organizzazione segreta Gladio, e la difficoltà di funzionamento delle istituzioni, che il presidente della Repubblica segnala costantemente nelle sue lettere al presidente del Consiglio, con i suoi richiami a limitare la decretazione d'urgenza e a provvedere alla riforma della Giustizia. Una tematica, quest'ultima, che, insieme alla lotta alla criminalità organizzata, esplode nel marzo 1990, quando si giunge allo scontro tra Cossiga e il CSM sulla questione della libertà di associazione dei magistrati, che il presidente della Repubblica difende nel caso di un magistrato regolarmente iscritto a una loggia massonica. La corrispondenza tutta tra i due statisti, toccando aspetti governativi, umani e istituzionali, restituisce le voci di due tra i maggiori protagonisti della vita politica italiana di quegli anni.
36,00

Il mio mestiere, l'avvocato

Il mio mestiere, l'avvocato

Franco Gianoni

Libro: Libro in brossura

editore: Armando Dadò Editore

anno edizione: 2016

pagine: 372

25,00

Mi chiamo Cassandra. Arguzie, giudizi e vaticini di un profeta incompreso

Mi chiamo Cassandra. Arguzie, giudizi e vaticini di un profeta incompreso

Francesco Cossiga

Libro: Libro in brossura

editore: Rubbettino

anno edizione: 2007

pagine: 163

"Un personaggio nel teatrino della politica italiana". Ecco come spesso Francesco Cossiga si è definito. Questo volumetto raccoglie le battute che il Presidente Emerito della Repubblica ha "recitato" sui giornali in interviste o articoli di proprio pugno: un copione paradossale e spesso contradditorio fatto apposta per un personaggio che può interpretare la giovane Cassandra, profetessa condannata a non essere mai creduta, e la vecchia Pizia, nota veggente che molto fiuto ebbe nel predire le disgrazie dei potenti dell'antichità. E i potenti italiani? Riuscirà davvero il nostro "ex" per eccellenza a indovinarne il futuro?
9,00

Il mio mestiere, l'avvocato

Il mio mestiere, l'avvocato

Franco Gianoni

Libro: Libro in brossura

editore: Giappichelli

anno edizione: 2019

pagine: 512

«Così, sono avvocato e sono trascorsi molti anni da quando, il 14 dicembre 1955, vestito di nero con la mano destra alzata, unico postulante davanti ai nove giudici che componevano l'intero Tribunale d'appello di allora, con un po' di orgoglio e tanta emozione, ho letto la bella formula del giuramento dell'avvocato. In quel tempo, in Ticino, un avvocato era "qualcuno", come si usava dire. Probabilmente perché ve ne erano pochi e ogni nuovo arrivato era salutato dalla stampa e festeggiato non solo dai famigliari, ma anche da amici e conoscenti, dal Pretore e da qualche collega anziano che non temeva più la concorrenza. È stato così anche per me. Che cosa rimane oggi del prestigio professionale di quel tempo? Poca cosa. Persino la formula del giuramento è stata sfrondata. Certo, i fatti si sono succeduti in modo vertiginoso e con essi le idee e i costumi si sono evoluti; ma anche noi avvocati, con la nostra superficialità, il nostro arrivismo, i nostri abusi, i nostri vizi capitali insomma, perché siamo uomini né più né meno degli altri, abbiamo contribuito al suo discredito agli occhi di molti. Eppure, nonostante questo e l'ironia immortalata nei disegni di Daumier, la nostra professione rimane fra tutte una delle più belle e delle più nobili. Chi, infatti, meglio dell'avvocato, può portare concretamente conforto allo sconforto e protezione agli interessi quando la meritano, infondendo al tempo stesso il coraggio di continuare nonostante tutto? E chi, se non l'avvocato, è in grado di assolvere la funzione, che da sola ne giustifica l'esistenza, di difendere l'individuo contro le manifestazioni perverse della società generate dall'arroganza del potere? Ma il colpevole?! Come è possibile difendere senza discernimento, sia il bene sia il male, è il rimprovero mosso all'avvocato in tutti i tempi e a tutte le latitudini. Certo, il colpevole! Però l'avvocato non dimentica mai la vittima, perché non è insensibile, non solo di fronte ad atti efferati che rivoltano la coscienza collettiva, ma anche di fronte a quelli meno gravi, anche nell'ambito civile, generalmente ignorati dall'opinione pubblica, che turbano l'armonia sociale.» (l'autore). Prefazione di Francesco Cossiga.
35,00

La passione e la politica

La passione e la politica

Francesco Cossiga

Libro

editore: Rizzoli

anno edizione: 2010

11,50

Fotti il potere. Gli arcana della politica e dell'umana natura

Fotti il potere. Gli arcana della politica e dell'umana natura

Francesco Cossiga, Andrea Cangini

Libro: Libro rilegato

editore: Aliberti

anno edizione: 2010

pagine: 297

Le regole non scritte, i meccanismi profondi, le dinamiche eterne del gioco: per la prima volta un protagonista indiscusso della vita pubblica italiana racconta senza pudore né ipocrisia cos'è e come funziona la politica. Sapientemente indirizzato dal giornalista Andrea Cangini, il presidente Francesco Cossiga mette a nudo il potere e con esso l'uomo che lo incarna. Svela l'arcano, dice l'indicibile, strappa la maschera alla realtà con l'ironia e l'arguzia di chi ha cavalcato lungo le strade impervie della Prima e della Seconda repubblica. Aneddoti, riflessioni, rimandi storici, vere e proprie rivelazioni accompagnano il lettore alla scoperta di verità "scandalose" fino a oggi mai rivelate con tanta schiettezza. La natura del potere, il ruolo del denaro, l'uso dei servizi segreti, la violenza, la guerra, le massonerie, i rapporti tra stati, la religione, il Vaticano, la verità, la finzione, i complotti, il caso, il lato di tenebra dell'uomo e del politico. Il trionfo e la caduta, la vita e la morte.
17,00

La versione di K. Sessant'anni di controstoria

La versione di K. Sessant'anni di controstoria

Francesco Cossiga

Libro: Libro rilegato

editore: Rizzoli

anno edizione: 2009

pagine: 207

La storia dell'Italia post-bellica comincia nella notte del 4 gennaio 1947, quando Alcide De Gasperi, presidente del Consiglio dei ministri, si imbarca su un aereo e vola verso gli Stati Uniti. Un viaggio diplomatico che segna una svolta, un confine tra un "prima" e un "dopo". Ma che, secondo molti, sarebbe anche all'origine di una storia nazionale di sovranità limitata, di misteri, di verità non rivelate, di poteri forti o occulti che hanno tramato contro lo Stato e nello Stato. Da quella notte del 1947 fino allo scandalo delle escort dell'estate 2009, Francesco Cossiga ripercorre in questo libro oltre sessant'anni di vita pubblica italiana. Si è detto che nessun Paese al mondo abbia più misteri dell'Italia: dalla lista, mai trovata, degli spioni dell'Ovra a quella di coloro da internare in caso di golpe al vero elenco degli iscritti alla loggia P2. In effetti, circostanze inspiegabili si sono presentate con ricorrenza: sono sparite le quattro valigie di pelle verde di Togliatti, così come quelle di Moro; la borsa di Calvi fu esibita in tv, ma parzialmente svuotata; e perché mai, nel 1964, Nenni disse che sentiva "tintinnar di sciabole"? Per arrivare a oggi, molti si domandano quale sia la vera origine della fortuna economica di Silvio Berlusconi e, nella cronaca più recente, che cosa succedesse davvero alle feste nelle sue ville. Di tutto ciò, dei momenti drammatici come il caso Moro e di aspetti mai venuti alla luce quali i rapporti con il mondo arabo, Francesco Cossiga dà ora la sua versione.
5,90

Novissime picconate

Novissime picconate

Claudio Sabelli Fioretti, Francesco Cossiga

Libro: Libro rilegato

editore: Aliberti

anno edizione: 2009

pagine: 173

"Novissime picconate" è, a suo modo, un instant book. Nel senso più nobile del ternane. L'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga (secondo la sua stessa, paradossale definizione "il peggiore presidente della storia repubblicana") torna a "picconare", menando fendenti a destra e a sinistra. Lo fa nella forma compiuta e già rodata dell'intervista-dialogo con Claudio Sabelli Fioretti, ormai suo interlocutore di fiducia, l'unico che riesca a tenere testa alle sue "mattane" (altra autodefinizione) senza scomporsi, e anzi rilanciando ogni volta. L'uomo di Stato più eterodosso che la storia dell'Italia repubblicana possa annoverare entra "a gamba tesa" sul quadro politico degli ultimi mesi, delle ultime settimane. Alternando il piccone al fioretto, come suo solito, l'ironia amara e feroce di Cossiga non risparmia nessuno. Ce n'è per tutti, naturalmente: a partire da Obama, passando per Berlusconi (e per la figlia Barbara), per Veltroni e D'Alema (senza nascondere la sua notoria simpatia per quest'ultimo), per Di Pietro (senza fare mistero della sua risaputa antipatia per l'ex pm).
9,90

Discorso sulla giustizia

Discorso sulla giustizia

Francesco Cossiga

Libro: Libro rilegato

editore: Liberilibri

anno edizione: 2008

pagine: 116

9,00

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