Libri di Federico Italiano
L'arte di non credere a nulla
Raoul Schrott
Libro: Libro in brossura
editore: Crocetti
anno edizione: 2025
pagine: 176
Nel prologo a questo libro, Raoul Schrott sostiene di aver ritrovato nella Biblioteca Classense di Ravenna un manoscritto del Settecento intitolato Manuale dell’esistenza transitoria, traduzione italiana di un testo latino attribuito a Matthias Knutzen, chierico ed erudito famoso per essere stato il primo ateo dichiarato dell’Europa moderna. Di questo manoscritto immaginario Schrott traduce in tedesco alcuni passaggi, che accosta alle sue poesie. Ogni testo, così, fornisce l’occasione per mettere a fuoco “le imprevedibili svolte della vita”, per porsi domande sul successo e trovare la grandezza nel fallimento. La precarietà dell’esistenza non trova un riscatto nella speranza o nella visione di una gloria futura, ma nell’apprezzare la bellezza del momento presente. La vera arte è restare incerti – capaci di mantenere contemporaneamente due idee contraddittorie nella mente: la consapevolezza della futilità di ogni sforzo e la convinzione nella necessità di ribellarsi.
La grande nevicata
Federico Italiano
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2023
pagine: 77
La grande nevicata è una raccolta concepita in piena pandemia e plasmata dalle claustrofobie (e claustrofilie) generatesi in questo biennio, al termine segnato dalla guerra in Ucraina e dal riemerge della minaccia nucleare, dell'ombra fascista sul futuro dell'Europa. Eppure questa di Federico Italiano - voce del 1976, già affermata in Italia e In Europa - è una raccolta non schiacciata sull'oggi, un attraversamento del presente che tiene per mano la bussola della memoria, in una perenne oscillazione tra eventi, oggetti e habitat di un poeta nato in Piemonte nel pieno degli anni di piombo ma cresciuto nella generazione post-sessantottesca. Non-generazione cui è interdetto concepirsi come politica, rivoluzionaria, adulta, collettiva. Come ne "La grande nevicata del 1985" - testo centrale e title track del libro - nata dal ricordo di quella grande gelata che, dal Nord al Sud, invase l'Italia a metà anni Ottanta e resta ancora epos nello stupore di molti adulti al tempo bambini. L'eccezionalità di un evento atmosferico in grado di segnare uno spartiacque nella vita dell'io e rispetto agli eventi storici contemporanei (il "disgelo" nella Guerra Fredda, l'ascesa nel 1985 di Gorbaciov) coniugando ricordo e meteorologia, erotismo e riflessione filosofica, infanzia e vita adulta tramite un lavoro formale e consustanziale sulla memoria e i suoi oggetti infantili (il passamontagna, le tipologie di memoria della neve). Un moto perpetuo tra passato e presente capace di evidenziare le tendenze di una poesia mossa, sin dall'infanzia, più dall'intelligenza del gioco che dall'azione diretta calata negli eventi della storia. Come nel gioco "Calumet" (una sciarada che durante il lockdown diventa archeologia cognitiva), o in "Allenamento nella nebbia" (la nebbia comune denominatore che lega una corsa autunnale in un parco di Vienna agli allenamenti di calcio da ragazzo). Come in "Walkie-talkie" (ricetrasmittente dell'infanzia che funge da correlativo oggettivo del presente) o in "Yeti", dove la "linea della neve" diviene spazio liminale tra realtà e immaginazione, infanzia e vita adulta. Autobiografia e storia.
Habitat
Federico Italiano
Libro: Libro in brossura
editore: Elliot
anno edizione: 2020
pagine: 88
"In autunno, siamo corpi speciali, che liberano ostaggi da ricci, gusci, da sotto i piumoni, che si privano di maglia e di sonno, perlustrando chilometri di pelle, in difesa di sé stessi."
L'impronta
Federico Italiano
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2014
"L'impronta", così s'intitola il nuovo libro di Federico Italiano. E di tracce di coerenza, di una poetica compatta fedelmente tradotta nei versi, il che non sempre, lo sappiamo, accade, è disseminata l'opera di quest'autore, sin dalla raccolta d'esordio, "Nella costanza" (2003), che porta in esergo alcuni versi di William Shakespeare. Poesia filologica quindi, cartografica, poesia inesorabilmente colta.
L'invasione dei granchi giganti
Federico Italiano
Libro
editore: Marietti 1820
anno edizione: 2010
pagine: 88
«La poesia di Federico Italiano tenta le vie di una possibile epica per il nuovo millennio. Senza ridursi alle scarne e spesso vanitose registrazioni dell'esistente, e senza restare arrampicata ai modelli poetici centrali del Novecento, la voce di questo poeta alterna, con misteriosa grazia e libertà, fraseggi narrativi a fendenti lirici. La poesia di Italiano si muove seguendo un richiamo. La sua fedeltà a quel richiamo, incomprensibile a orecchi che non siano come i suoi allenati all'ultrasuono, è la sua fuga dalla rovina, la possibile letizia». (Davide Rondoni)
I mirmidoni
Federico Italiano, Andrea Boyer
Libro: Copertina morbida
editore: Il Faggio
anno edizione: 2006
pagine: 32
Nella costanza
Federico Italiano
Libro: Copertina morbida
editore: Ass. Culturale Atelier
anno edizione: 2003
pagine: 60
Tra miele e pietra. Aspetti di geopoetica in Montale e Celan
Federico Italiano
Libro: Copertina morbida
editore: Mimesis
anno edizione: 2009
pagine: 140
Godzilla e altre poesie
Federico Italiano
Libro: Libro in brossura
editore: Guanda
anno edizione: 2026
pagine: 96
È sorprendente trovare Godzilla nel titolo della raccolta di poesie di un autore guidato intimamente dall'endecasillabo e dalle variazioni che la figura metrica offre. Se poi consideriamo, eventualmente appoggiandoci all'autorità di Ungaretti, come quel ritmo sia la cadenza naturale per chi scrive versi nella nostra lingua, ecco che troviamo nel libro di Federico Italiano un singolare incontro fra tradizione letteraria e frammenti di cultura pop. L'incrocio è certo inusuale, ma ispirato. E inquietante. Perché è la categoria del «mostruoso», di cui Godzilla rappresenta un emblema storico, a circolare ossessivamente nelle pagine, declinata in immagini che focalizzano mutazioni e degradi ambientali per reinterpretarli visionariamente come avvisaglie d'una apocalisse a venire. Il poeta, dunque, si lancia dentro un universo in folle metamorfosi e a rischio di collasso, dove si intravedono, nei dettagli del vivere quotidiano, le tracce d'un futuro crash epocale; dove, per dirla con Antonio Porta, incombe «l'aria della fine». E sta qui la forza di versi che procedono per accumulazioni paratattiche e sembrano voler inquadrare un epilogo al quale continuano, invece, solo ad alludere con un movimento di rinvio insistito, estenuato. Il dramma, insomma, è lì: nell'aspettare l'inevitabile. E il lettore diventa, in qualche modo, co-protagonista d'una attesa angosciante. E, a libro chiuso, non si ritroverà pacificato con il mondo. Ma in possesso di qualche consapevolezza in più.

