Libri di Wlodek Goldkorn
Il bambino che venne dal fiume. Le avventure di Mosè
Wlodek Goldkorn
Libro
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2021
pagine: 112
Nessuno pensava di poter attraversare il deserto e mettersi in salvo al di là del mare, ma Mosè voleva che il suo popolo fosse libero, così cominciò a raccontare una storia... Età di lettura: da 9 anni.
Anus mundi. Cinque anni ad Auschwitz-Birkenau
Wieslaw Kielar
Libro: Libro in brossura
editore: Giuntina
anno edizione: 2024
pagine: 422
Wieslaw Kielar arrivò ad Auschwitz nel giugno 1940, pochi giorni dopo l’apertura del campo. Faceva parte, insieme ad altri 727 prigionieri polacchi, del primo convoglio di manodopera destinata al lavoro forzato. Al suo arrivo c’erano solo poche decine di internati tedeschi trasferiti lì dal campo di Sachsenhausen. Triangolo rosso, prigioniero politico, a lui fu assegnato il numero 290. Siamo solo all’inizio dell’orrore. Mentre il campo cresceva in estensione e atrocità, svolse molti lavori diversi – fu infermiere, falegname, elettricista, trasportatore di cadaveri –, incontrò detenuti e detenute provenienti da ogni parte d’Europa, fu protagonista o testimone di fatti più o meno importanti: violenze e massacri, ma anche amori, amicizie, fughe e speranze. Sebbene prigioniero politico, non mancano nelle sue memorie i riferimenti ai deportati ebrei e alla disperazione della loro condizione, con particolare empatia verso le donne ebree orrendamente vessate, sfinite, annientate. Per cinque anni, da Auschwitz fino a Wöbbelin, passando per Monowitz, Birkenau, Neuengamme e altri campi satellite, fino al maggio 1945, Kielar visse e subì i tormenti della macchina concentrazionaria nazista, che poté poi raccontare in questo libro feroce e potente. Prefazione di Wlodek Goldkorn.
Alla fine della storia
Dovid Bergelson
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2023
pagine: 352
All’inizio del Novecento, la bella Mirele Hurvitz vive in uno shtetl dell’Europa orientale. Anche se intorno a lei tutto sta cambiando, le sue giornate scorrono monotone: la vita di provincia, opprimente e restrittiva, è una costrizione intollerabile da cui sogna di fuggire, pensando di poter stare meglio altrove. E così si lascia corteggiare da uomini perdutamente innamorati, illudendosi che siano in grado di indicarle la strada e dare un senso alla sua esistenza. Ma agli occhi di Mirele aspirazioni e realtà non coincidono, e l’interruzione sistematica delle sue relazioni è inevitabile. Mentre la borghesia ebraico-russa attraversa un vertiginoso momento di passaggio, lei continua indifferente a interrogarsi su quando cominci “la vita vera”, incapace di trovare consolazione nel passato come pure di immaginare un futuro. È una donna in rivolta, intelligente e istruita, malinconica, sensibile, che si dibatte fra memoria e progresso. Come scrive Daniela Mantovan nella postfazione, Mirele è una figura in bilico tra un mondo scomparso e uno ancora in divenire. E la sua instabilità, il suo essere fuori da schemi e modelli tradizionali, il suo rifiuto dei compromessi, il suo essere disposta a tutto, fanno di lei una protagonista dei nostri tempi. Erede di una storia al tramonto, Mirele è – al pari di Madame Bovary e Anna Karenina – un’eroina incantevole, spigolosa, affascinante che ha segnato in modo indelebile la letteratura moderna.
Diario
Anne Frank
Libro: Libro in brossura
editore: Giunti Editore
anno edizione: 2023
pagine: 368
Per il tredicesimo compleanno Anne riceve un album con la copertina a quadretti che diventerà il suo diario, proseguito poi su altri quaderni. Comincia a scriverlo pochi giorni prima che la sua famiglia, di origine ebraica, si trasferisca nella “Casa sul retro”, il nascondiglio che l’accoglierà per due anni fino alla scoperta da parte della polizia nazista nell’agosto 1944: è la prima redazione, con tanto di foto incollate sopra, che questa edizione riproduce. Il 28 marzo del 1944 il governo dei Paesi Bassi lancia un appello alla popolazione, incoraggiandola a tenere diari perché, dopo la guerra, saranno pubblicati. Da quel momento Anne comincia una seconda redazione del suo diario, con l’idea di poter un giorno farlo pubblicare, ma non la completa perché viene deportata ad Auschwitz. Il suo diario tuttavia le sopravviverà, continuando a emozionare generazioni di lettori. Questa nuova edizione, fedele agli scritti di Anne e con una traduzione dal nederlandese attenta a rendere l’immediatezza e la spontaneità della lingua, è curata da Franco Paris ed è preceduta da uno scritto di Wlodek Goldkorn, il quale ci restituisce un ritratto che va al di là della tradizionale immagine che si ha di Anne e sottolinea il grande valore letterario della sua opera.
L'ultima lezione
Zygmunt Bauman, Wlodek Goldkorn
Libro: Copertina morbida
editore: Laterza
anno edizione: 2018
pagine: 75
Bauman era uno degli ultimi veri intellettuali pubblici in circolazione e attività in questi primi due decenni del Terzo Millennio. Certo, era un accademico, e di successo: un sociologo e sicuramente anche un filosofo. Ma che cosa è un intellettuale pubblico ? È una figura che trae, in Occidente, le sue origini dalla tradizione dei profeti, uomini contro il potere, così come ci è stata tramandata più nella versione ebraica - anarchica, iconoclastica, irriverente - che in quella cristiana dove potere e sapere coincidono.

