Il tuo browser non supporta JavaScript!
Vai al contenuto della pagina

Libri di Ubaldo Fadini

Critiche e politiche della violenza. Millepiani

Critiche e politiche della violenza. Millepiani

Libro

editore: Manifestolibri

anno edizione: 2025

pagine: 238

20,00

Le mappe del possibile. Per un'estetica della salute

Le mappe del possibile. Per un'estetica della salute

Ubaldo Fadini

Libro

editore: Clinamen

anno edizione: 2007

pagine: 86

13,00

Sviluppo tecnologico e identità personale. Linee di antropologia della tecnica

Sviluppo tecnologico e identità personale. Linee di antropologia della tecnica

Ubaldo Fadini

Libro

editore: edizioni Dedalo

anno edizione: 2000

pagine: 224

Rispetto ai processi odierni di iper-tecnicizzazione del contesto di vita si può sviluppare un'analisi che vede in essi uno dei fattori dell'incrinarsi del senso di identità personale, della difficoltà da parte del soggetto a fare dell'eccedenza percettiva, realizzata dai nuovi mezzi di telecomunicazione, un'occasione di autocoscienza autonoma e ben determinata: Paul Virilio è, ad esempio, uno degli esponenti più radicali di questa posizione. Ad essa si contrappone quella di Pierre Lévy, capace di articolare una teoria degli spazi antopologici rivolta ad esaltare l'incidenza dello sviluppo tecnologico sui processi di trasformazione dell'umano, dei suoi assetti e dei suoi piani di realizzazione.
20,00

Immagine-desiderio. Contributo ad una genealogia del moderno
14,46

Principio metamorfosi. Verso un'antropologia dell'artificiale
14,46

Divenire corpo. Soggetti, ecologie, micropolitiche

Divenire corpo. Soggetti, ecologie, micropolitiche

Ubaldo Fadini

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2015

pagine: 141

L'indagine a proposito del rapporto tra l'uomo e la tecnica continua ancora oggi a oscillare tra due polarità: quella che vede la tecnica come dimensione di compensazione e rilancio di caratteristiche proprie della natura dell'uomo e quella che coglie nella progressione tecnologica la registrazione "destinale" di una perdita di protagonismo da parte dell'essere umano. All'autore di questo testo pare opportuno andare oltre la riproposizione tradizionale della relazione tra soggetto e tecnica in termini soltanto adattivi o sostitutivi/compensativi, riscontrabili ancora nell'odierno "tecno-vitalismo": ciò al fine di delineare una prospettiva di analisi "post-antropologica" della tecnica, basata sull'idea di un rapporto storicamente determinato tra "macchina" e soggettività; quel rapporto che sembra oggi contraddistinto da una sorta di "introduzione" di funzioni produttive e significative (strumentali) all'interno del corpo vivente dell'attuale soggetto-di-lavoro, con gli inevitabili effetti sulle qualificazioni anche sociali e politiche di tale soggettività nel quadro delle trasformazioni del capitalismo contemporaneo.
13,00

Istinti e istituzioni

Istinti e istituzioni

Gilles Deleuze

Libro: Libro in brossura

editore: Mimesis

anno edizione: 2014

pagine: 128

L'uomo è l'animale che sa fare la storia. Eternamente combattuto tra istinto e legge, l'essere umano sa creare, disfare, rivoluzionare. Deleuze dialoga con Kant, Darwin e Freud alla ricerca di una narrazione possibile per la bella e insuperabile ambiguità della natura umana. Tra racconto, critica, pensiero e poesia, uno dei percorsi intellettuali più affascinanti degli ultimi decenni.
7,00

Il tempo delle istituzioni. Percorsi della contemporaneità: politica e pratiche sociali

Il tempo delle istituzioni. Percorsi della contemporaneità: politica e pratiche sociali

Ubaldo Fadini

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2016

pagine: 179

Le trasformazioni attuali della questione sociale richiedono un diverso modo di concepire il tema delle istituzioni, da svolgere sempre di più nella modalità della messa a fuoco di una produzione di spazi in grado di assicurare -alle emergenze/urgenze del sociale - una significativa loro soddisfazione, al di là dello stesso scontato richiamo al ruolo dello Stato. E in questa direzione che muove il testo di Fadini, attento a cogliere una linea di "istituzionalismo critico", lungo il Novecento, effettivamente alternativa alla riconduzione del complesso istituzionale alla figura - per richiamare Althusser - dell'"apparato ideologico di Stato". E allora in tale senso che si delinea il rinvio ad esponenti di un pensiero filosofico (e non) sostanzialmente "eretico", quali ad esempio Elias Canetti e Gilles Deleuze, capaci di fornire spunti di analisi ancora fertili in vista di una riflessione sulle nuove istituzioni possibili del movimento dell'autonomia sociale. Sullo sfondo di tutto questo si coglie un rinnovato interesse alle questioni politiche e ai complessi istituzionali che possono sostenere al meglio o comunque in maniera crescente la soddisfazione di desideri di apertura e libertà, di ciò che cresce - al livello delle pratiche di soggettivazione - sui terreni di un'esperienza sempre più problematica a causa delle situazioni contraddittorie, difficili, di un paesaggio socio-culturale in grande trasformazione.
16,00

Divenire umani. Per una nuova antropologia filosofica

Divenire umani. Per una nuova antropologia filosofica

Ubaldo Fadini

Libro: Libro in brossura

editore: McGraw-Hill Education

anno edizione: 2024

pagine: 130

La delineazione di una nuova antropologia filosofica mira a cogliere le articolazioni del modo complessivo di fare esperienza da parte di quel soggetto contemporaneo che si costituisce a partire da accelerazioni proprie di una socializzazione di carattere intermittente, con effetti di continuità e discontinuità che sono da riferire specificamente alle logiche di funzionamento della nostra società. In tale prospettiva, appare importante proporre oggi la questione della cosiddetta metamorfosi antropologica, vale a dire delle trasformazioni decisive che riguardano un soggetto riconfigurato da nessi originali di progressioni tecnologiche estremamente sofisticate e singolari espressioni di qualità umane. Accanto alla questione di taglio antropologico, in senso filosofico, in grado di riaffermare un'immagine dell'essere umano come essere di relazione, fondamentalmente di parte, si pone anche il problema del mondo, a sua volta da considerare plurale nel suo porsi come rete di relazioni e proprio in ciò partner indispensabile dell'umano con i suoi divenire.
18,00

Ecologia del possibile. Razionalità, esistenza, amicizia

Ecologia del possibile. Razionalità, esistenza, amicizia

Gianluca De Fazio

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 113

L’incontro tra filosofia ed ecologia è oggi una sfida teorica di primo piano. Contro una interpretazione naturalistica e un riduzionismo ambientalista del pensiero ecologico, per lo più dominante nel discorso attuale, il testo affronta il portato critico e metodologico dell’ecologia filosofica, nella sua formulazione ecosofica, attraversandone gli aspetti etici e istituzionali. A partire dal posizionamento teorico di matrice francese, e dall’assunto per il quale l’ecologia si definisce come scienza delle relazioni, il saggio dialoga con alcuni dei dibattiti più recenti – lo statuto dell’essere vivente, il dualismo natura-cultura, le implicazioni ontologiche dell’etnografia contemporanea – facendo emergere la rilevanza etica (e politico) della questione ecologica, attraverso problematiche classiche della filosofia, come il tema dell’amicizia, dei processi istituzionali e il nodo cruciale della soggettività. I tragitti descritti nel libro hanno l’obiettivo di porre il concetto di possibile al centro di un’etica ecologica, un’etica, cioè, basata sulla capacità dell’essere vivente di istituire e valorizzare delle relazioni al fine di aumentare le potenzialità esistenziali individuali e collettive.
10,00

Disattivare. Un'idea di filosofia

Disattivare. Un'idea di filosofia

Ubaldo Fadini

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2024

pagine: 147

Filosofia, sociologia, teatro, letteratura: sono questi alcuni degli ambiti d’indagine e di sperimentazione che questo libro attraversa con l’intento di ritrovare in essi la presenza significativa del motivo della disattivazione, dell’interruzione/sospensione di ciò che viene comunemente considerato stabile nelle sue configurazioni e meccaniche di funzionamento. Tale motivo ha una lunga storia, in primo luogo in area antropologico-filosofica (con Paul Alsberg e Günther Anders), laddove l’attenzione si rivolge al rapporto complesso tra le pratiche del disattivare, a livello corporeo e tecnico, e la ricerca di un adattamento più soddisfacente alla realtà, da considerarsi comunque sempre provvisorio, temporaneo. Fadini segue la vicenda intricata del disattivare in spazi teorici che possono risultare anche sorprendenti: ad esempio, quelli propri della ricerca del giovane Deleuze, con la sua riflessione sul tema dell’istituzione e dell’istinto, e che trovano altri sviluppi significativi nelle pagine dedicate dal filosofo francese a Carmelo Bene e a Samuel Beckett. Se la disattivazione è in ogni caso qualcosa che specifica in molteplici modalità il divenire umano, allora si tratta di riuscire a sospenderla a sua volta, sia pure momentaneamente e nei limiti del possibile, al fine di richiamare la stessa provvisorietà/revocabilità delle sue realizzazioni e per riaffermare così il carattere sempre limitato e parziale di qualsiasi – pretesa di – messa in ordine della sensibilità e dell’intelligenza umane.
14,00

Dialoghi con l'amico insonne. La perdita del peggio

Dialoghi con l'amico insonne. La perdita del peggio

Ubaldo Fadini

Libro: Libro in brossura

editore: Clinamen

anno edizione: 2023

pagine: 136

Una conversazione continuamente interrotta con un amico lontano. Il desiderio di costruire lo spazio di una comunicazione che si fa più acuta nella stanchezza / spossatezza dell'essere insonne, nel momento in cui si arriva a prendere molto sul serio quello che viene detto, anche perché al contempo se ne diffida. Tra filosofia e letteratura, questo testo si propone di ricercare motivi, temi, figure, di diversa provenienza, di fatto eterogenei, in grado di rendere le frontiere disciplinari qualcosa di errante, di mobile, nel tempo apparentemente perso dell'insonnia, laddove tutto sembra quasi sparire o assumere il dis/valore dello scarto, dell'imprevedibile, dell'improbabile. Se appunto l'"ordine della notte", quello definitivo, ci attende, come scrive il poeta, ecco che proprio la conversazione notturna, interrotta e ripresa continuamente, rende presente un disagio, un fastidio rispetto all'accomodarsi nelle abitudini tramandate, incessantemente riproposte e così sopportate. Ma questo disagio, questo fastidio, manifesta l'esigenza vitale di prendere le distanze, anche minime, da ciò che si è e che ci viene imposto di essere.
14,90

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.