Libri di Stefano Faravelli
La foglia di fico. Storie di alberi, donne, uomini
Antonio Pascale
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 320
Una ramificazione di storie, nodose e belle come i tronchi di olivo. Imparando a leggere le piante si scorgono le donne e gli uomini così come sono, nel ciclo spontaneo della loro natura, contraddittoria e vitale. Le piante sono dei fari, racchiudono simboli millenari, essenziali, nitidi. Riescono a sfidare le avversità e ci offrono un modello di resistenza, perché con tenacia mettono in mostra la potenza delle contraddizioni: il desiderio di vivere e amare (espresso dal ciliegio) che può procurare frustrazione e insicurezza; la forza (della quercia) che ci può abbandonare all’istante; la democrazia come processo di adattamento tra profondità e superficie (l’olivo); la necessità di un rito di passaggio (grano), di un viaggio che comprenda una morte per rinascere. Questo libro è un oroscopo, oltre che una sorta di botanica dei sentimenti. D’altra parte le piante sono uno strumento d’eccezione per affrontare la nostra misteriosa natura: somigliano a noi più di quanto avremmo mai creduto.
Torino visioni urbane
Mostacci Simone
Libro: Libro rilegato
editore: Graphot
anno edizione: 2025
pagine: 80
Un racconto per immagini, un flusso visivo sospeso tra il reale e l'immaginario. Luci che cambiano, dettagli architettonici, gesti minimi e poetici rivelano Torino in una narrazione che fonde scorci urbani e frammenti di quotidianità. "… nel libro su Torino, opera di Simone Mostacci, che ora è qui tra le mie mani, il carattere di questa città, dove sono nato e dove vivo, è imprigionato come il genio nella lampada di Aladino. Sfogliare le pagine è come sfregare la lampada: il genio appare." (dalla prefazione di Stefano Faravelli)
Verso Capo Horn
Stefano Faravelli
Libro: Libro rilegato
editore: Adelphi
anno edizione: 2025
pagine: 180
«Non ci troverete nulla. Non c’è nulla in Patagonia»: il giudizio, lapidario, è di Borges, e viene riportato da Paul Theroux in "Ritorno in Patagonia". Che le cose non stiano proprio così lo ha dimostrato Chatwin, offrendoci il ritratto vitale di una terra arida ma nient’affatto immobile, un luogo dove non è necessario mettersi alla ricerca di storie, perché sono le storie a venire da te. E lo conferma anche Stefano Faravelli, con questo carnet de voyage – «sintesi di visione e pensiero ... intrecciarsi di una partitura disegnata (o dipinta) con quella scritta» – dedicato alla sua esperienza a bordo dell’Adriatica, salpata dal porto di Ushuaia con l’intento di doppiare Capo Horn, ma sorpresa da una tempesta e costretta a trovare riparo sull’Isola Navarino, nel Canale Beagle. «Una disavventura, più che un’avventura», che però non gli ha impedito di seguire la sua personalissima «Via del Taccuino». Con il piglio curioso del viaggiatore esperto e l’attenzione maniacale ai particolari del naturalista, Faravelli riesce nell’impresa di racchiudere in poche pagine l’infinitamente piccolo e lo sterminato, il presente e il passato. Le venature sulla superficie di una conchiglia diventano così unità di misura e chiave di lettura dell’immensità dell’oceano, le rotte degli antichi navigatori si sovrappongono a quelle degli uccelli e dei delfini che seguono l’Adriatica, il disegno si fonde con le parole, le carte nautiche con i francobolli. Il risultato è una sorta di mappa mentale – qui fedelmente riprodotta –, come a suggerire che ci sono luoghi troppo estesi, e complessi, per essere rappresentati dalle mappe tradizionali.
La foglia di fico. Storie di alberi, donne, uomini
Antonio Pascale
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2021
pagine: 296
«Negli anni ho cominciato a pensare che qualunque strada si possa intraprendere per la felicità, questa debba necessariamente passare per una pineta. Una pineta da attraversare e un mare da raggiungere». C'è in questo libro l'invenzione di una forma, felicissima e leggera: il racconto in fiore, dove ogni uomo si staglia come un albero, a braccia aperte sotto il cielo. Una ramificazione di storie, intrecciate come l'edera, antiche come il grano, contorte e nodose e belle come i tronchi di olivo. Imparando a leggere le piante forse si scorgono le donne e gli uomini così come sono, nel ciclo spontaneo della loro natura, contraddittoria e vitale. Entrate sotto l'ombra dei rami in fiore: qui ci siete voi.

