Libri di Sandro Busso
L'altra politica. la partecipazione tra movimenti sociali e attivismo civico nei vecchi e nuovi conflitti
Libro: Libro in brossura
editore: McGraw-Hill Education
anno edizione: 2025
Nella società contemporanea, scossa da un accelerato processo di mutamento sociale e politico che investe tanto le variabili strutturali quanto le condizioni soggettive della vita sociale, esiste un’ampia varietà di azioni e di pratiche che hanno una profonda valenza politica, ma che mal si prestano a essere spiegate utilizzando categorie e concetti con cui siamo abituati ad analizzare la politica stessa. Questo volume offre un quadro quanto mai articolato e aggiornato di tali esperienze, che prendono forma fuori dai confini della sfera delle istituzioni della democrazia rappresentativa, dunque nello spazio dell’altra politica. Dalle nuove lotte per il lavoro alle trasformazioni dei movimenti sociali, dalle forme della partecipazione cosiddetta “civile” fino agli ambiti raramente considerati dalla manualistica tradizionale come il tifo organizzato e le mobilitazioni dei migranti che lavorano come braccianti agricoli, i capitoli che compongono il manuale restituiscono uno sguardo d’insieme, supportato sia da solide chiavi di lettura teoriche e analitiche sia da esperienze e pratiche estremamente attuali. Per questi motivi, il testo si rivolge a un’ampia platea di studentesse e studenti, ricercatrici e ricercatori nonché cittadini, interessati a comprendere il complesso intreccio tra mutamento sociale e politico.
Lavorare meno. Se otto ore vi sembran poche
Sandro Busso
Libro: Libro in brossura
editore: EGA-Edizioni Gruppo Abele
anno edizione: 2023
pagine: 192
«Lavorare meno è per molti un sogno e per alcuni un obiettivo, ma una pratica per pochi. Da queste basi nasce l’idea di fondo del volume: oggi lavorare meno è un traguardo che, forse a differenza di un tempo, non si può raggiungere ex lege normando la durata della giornata lavorativa, ma richiede una trasformazione radicale che va ben oltre i confini del mercato del lavoro. [...] È infatti indispensabile un cambiamento di paradigma che crei innanzitutto spazi di legittimità politica per questa opzione al di là della sua mera sostenibilità economica. Una trasformazione verso un modello di società in cui il lavoro rivesta un ruolo meno centrale non solo in termini di organizzazione della vita quotidiana e gestione del tempo, ma anche in termini di costruzione delle identità individuali, politiche e sociali». Condizioni imprescindibili per realizzare questa “rivoluzione”, insieme all’emancipazione e al rifiuto del lavoro insostenibile, sono nuove e radicali forme di redistribuzione del reddito: «Esistono a oggi le condizioni perché il lavoro esca dall’orizzonte della necessità e dell’obbligo».

