Libri di Mario Giacomelli
Mario Giacomelli. Oltre il visibile
Mario Giacomelli
Libro
editore: Electa
anno edizione: 2026
pagine: 296
Mario Giacomelli è riconosciuto tra i maestri della cultura visiva del Novecento
Centoquaranta e non li dimostra. La filarmonica di Roccatederighi
Mario Giacomelli, Mauro Bartolini, Paolo Ricci, Gabriele Baldanzi
Libro: Libro in brossura
editore: C&P Adver Effigi
anno edizione: 2022
pagine: 181
Un “libretto” per fissare la memoria di 140 anni di vita della banda di Roccatederighi. Si attraversano cinque generazioni di Salvestroni – da Odoardo a Davide – per raccontare i 140 anni di storia della Filarmonica Giuseppe Verdi di Roccatederighi. Mauro Bartolini, questa volta nel ruolo di coordinatore prima ancora che di scrittore, riesce a domare penne diverse, a unire con un filo rosso (il colore delle divise della banda) le narrazioni asettiche del giornalista Gabriele Baldanzi, la vena romanza di Mario Giacomelli, le piacevoli intuizioni di Paolo Ricci. Si mischia il passato remoto, quello recente, il presente, insistendo sui personaggi, gli aneddoti, ma soprattutto le fotografie. Alla fine gli autori riescono a centrare l’obiettivo: a certificare l’importanza di questa istituzione, la sua trasversalità, il ruolo sociale della “Musica”. La banda, in ogni epoca, si dimostra specchio del paese e dei tempi. Una storia di note a tratti avvincente, a volte dolente, che ora i rocchigiani hanno la possibilità di ripercorrere.
Sei nessuno anche tu? Ediz. inglese e italiana
Emily Dickinson, Mario Giacomelli
Libro: Libro in brossura
editore: Arcipelago Itaca
anno edizione: 2017
pagine: 64
Le poetiche Marche
Mario Giacomelli, Giorgio Cutini, Eros De Finis
Libro: Libro in brossura
editore: Quattroventi
anno edizione: 2017
pagine: 75
“Se si volesse stabilire qual è il paesaggio italiano più tipico, bisognerebbe indicare le Marche. L'Italia, nel suo insieme, è una specie di prisma, nel quale sembrano riflettersi tutti i paesaggi della terra, facendo atti di presenza in proporzioni moderate e armonizzandosi l'un l'altro. L'Italia, con i suoi paesaggi, è un distillato del mondo; le Marche dell'Italia. Qui abbiamo l'esempio più integro di quel paesaggio medio, dolce, senza mollezza, equilibrato, moderato, quasi che l'uomo stesso ne avesse fornito il disegno. Non esiste una terra meno gotica o meno barocca. La stessa fecondità della terra, la varietà dei coltivi e degli alberi sembrano essere usate a uno scopo ornamentale. È abitudine dei viaggiatori stranieri, cercando quale delle nostre regioni dia il senso peculiare del nostro paese, indicare la Toscana e l'Umbria. Credo che questo accada perché di solito le Marche sono fuori dei loro itinerari. Questa regione infatti non è conosciuta ai più per visione diretta in proporzione alla sua grande bellezza naturale e artistica. È una terra filtrata, civile, la più classica anzi delle nostre terre. Giardino quasi interamente chiuso dalle montagne, le Marche sono accantonate, si direbbe, fuori circuito. Non vi passa il turista che attraversa l'Italia per averne un concetto, che si definisce sintetico, e invece è soltanto convenzionale. Spintosi qualche volta fino a Urbino, egli per lo più dirotta, profittando delle ultime comode traversali a nord a Roma, la Flaminia e la Tiberina, verso l'interno e il versante tirrenico. Le vere Marche gli restano così precluse.” (Guido Piovene, “Viaggio in Italia”, 1957). Premessa di Galliano Crinella.

