Libri di Federigo Bambi
Gli statuti della Repubblica fiorentina del 1355 in volgare. Volume Vol. 1-2-3
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Olschki
anno edizione: 2023
pagine: 1566
Gli Statuti della Repubblica fiorentina del 1355 in volgare raccolgono per la prima volta i codici fondamentali del diritto municipale del XIV secolo, testi che rappresentano uno straordinario monumento della cultura politica fiorentina e della lingua italiana nelle sue forme più antiche. La volgarizzazione dei due precedenti latini (gli Statuti del Capitano del Popolo e gli Statuti del Podestà), che fin dalla sua prima realizzazione ebbe l'intento di rendere il diritto cittadino accessibile alla lettura di tutti i fiorentini, rappresentò un'impresa di grande impatto politico e comunicativo, con cui il comune di Firenze intese sottolineare la forza e la vitalità dell'identità urbana. Il progetto di edizione che una équipe di studiosi ha realizzato, su iniziativa della Deputazione di Storia Patria per la Toscana, per la prima volta dopo oltre 650 anni mette a disposizione degli studiosi e della cittadinanza documenti di grande interesse per comprendere la vita del tempo in tutti i suoi risvolti, raccontata e regolata nello Statuto con la freschezza della prosa volgare. Presentata in una raffinata edizione in tre volumi in cofanetto per 1582 pagine, comprende nell'ordine lo Statuto del Capitano del Popolo preceduto da tre ampie introduzioni di carattere storico e linguistico, lo Statuto del Podestà e infine un terzo volume che ospita i diversi indici, nonché l'analisi linguistica dei lemmi in volgare occorrenti nel testo statutario.
Scrivere in latino, leggere in volgare. Glossario dei testi notarili bilingui tra Due e Trecento
Federigo Bambi
Libro
editore: Giuffrè
anno edizione: 2018
pagine: 380
Lingua e diritto. Scritto e parlato nelle professioni legali
Libro: Libro in brossura
editore: Pisa University Press
anno edizione: 2013
pagine: 195
Il lavoro dell'avvocato è fatto di parole perché di parole è fatto il processo, dove il giudice governa il linguaggio e di parole è fatto il dialogo tra avvocato, giudice, testimoni e contraddittori. Inoltre di parole sono la legge e il diritto, e ogni argomento nel processo affida la sua efficacia alla forza della parola detta e scritta. È pertanto essenziale per i giuristi pratici una competenza linguistica che consiste nell'arte di costruire un testo, scritto o parlato, al quale la struttura e la forma sono dati dai contenuti razionali, e lo stile e l'efficacia comunicativa derivano dall'uso corretto e appropriato delle parole. Scorrendo le pagine di grandi giuristi, da Scialoja a Calamandrei, a Satta, si scoprono una scelta lessicale, una sintassi, una piacevolezza di lettura che nulla hanno da invidiare a quelle di maestri della letteratura; un esempio per tutti coloro che lavorano con le parole del diritto perché liberino il loro scrivere da appesantimenti e concrezioni vecchie di secoli: che è proprio l'invito che viene dalle pagine di questo libro.
Lingua e processo. Le parole del diritto di fronte al giudice. Atti del convegno (Firenze, 4 aprile 2014)
Libro: Libro in brossura
editore: Accademia della Crusca
anno edizione: 2016
Ancora un incontro tra linguisti e giuristi che si sono di nuovo ritrovati nella Villa di Castello, questa volta per discutere insieme della lingua che si manifesta nel processo. Il processo, che accerta i diritti, è anche un banco di prova della lingua del diritto e della sua capacità comunicativa perché è la scena dove s’incontrano protagonisti diversi: la legge, i giudici, gli avvocati, i cancellieri, i consulenti, i poliziotti, i carabinieri, e le parti private. Più che un crogiuolo il processo è apparso una fucina: un luogo dove si fonde, ma anche – senza confondere – talvolta si crea un lessico nuovo. Ma con un rischio per la lingua giuridica: che aumentino i momenti di incomunicabilità; non solo tra i giuristi e i cittadini comuni con evidente pregiudizio alla fine pure per la democrazia, ma anche tra gli stessi cultori del diritto che spesso, tutti presi all'interno dei loro specialismi, non si capiscono più, per paradosso, neppure tra loro. Una maggiore consapevolezza linguistica dovrà contribuire a restituire a tutti i giuristi una base culturale comune, che sia di cultura alta e non meramente tecnica, per tornare a comprendersi, e farsi comprendere di più dai cittadini.