Libri di Antimo Manzo
Il ritorno delle amazzoni
Antimo Manzo
Libro: Libro in brossura
editore: Colonnese
anno edizione: 2024
pagine: 112
Cosa accadrebbe se un giorno, all’improvviso, tutti i maschi scomparissero dalla faccia della terra? Come continuerebbe la vita, come si organizzerebbe il mondo, l’Europa, l’Italia? Se l’è chiesto Antimo Manzo – una vita tra sindacato e politica, intelligenza curiosa e vivace – in questo racconto distopico, surreale certamente ma mai banale, costruendo una cronaca “alternativa” del mondo familiare (e politico) che ci circonda, con uno spirito leggero, a metà tra i paradossi delle “donne al parlamento” di Aristofane e le suggestioni del “mondo nuovo” di Huxley.
Il regno «ritrovato» e «perduto». Napoli, il Mezzogiorno, i Borbone (1734-1860)
Antimo Manzo, Italo Talia
Libro: Libro in brossura
editore: Guida
anno edizione: 2021
pagine: 298
Questo saggio costituisce il seguito e la conclusione di un lavoro che ha impegnato i due autori a ricercare, dal periodo normanno a quello aragonese (Il tempo e la storia), e poi in quello spagnolo (Il barone dimezzato), motivi e ragioni del formarsi dell'arretratezza meridionale. L'attuale terzo saggio riguarda la formazione, la vita e la fine del Regno borbonico all'interno dello scenario europeo tra Settecento e Ottocento. Nel complesso e lungo periodo della monarchia borbonica si ritrovano esperienze e tentativi di riforme frutto di un'intensa elaborazione culturale che mira alla modernizzazione economica e sociale della società meridionale.
Il «barone dimezzato». Napoli e il Mezzogiorno tra nobili, popolo e plebe
Antimo Manzo, Italo Talia
Libro: Copertina morbida
editore: Guida
anno edizione: 2018
pagine: 140
Il periodo del vicereame (1503-1734) rappresenta non solo il "trapasso di un'epoca", dal medioevo all'età moderna, ma segna anche un'ulteriore cesura tra il Centro-nord e il Mezzogiorno d'Italia. Infatti, non solo scompaiono definitivamente le aspirazioni di autonomia dei territori meridionali ma è contrastata la crescita di nuovi ceti sociali "borghesi". Un intenso fermento sociale e politico attraversa, comunque, molti ambienti, in particolare, fino alle pagine poco conosciute della "Serenissima Real Repubblica Napoletana". In quei secoli si formano, perciò, quei meccanismi ancora diffusamente presenti che regolano i rapporti tra potere e società e tra le varie sue componenti.
Il tempo e la storia. Il Sud e l'identità perduta
Antimo Manzo, Italo Talia
Libro: Libro in brossura
editore: Tullio Pironti
anno edizione: 2015
pagine: 349
Un'indagine sulle cause della mancata autonomia del Mezzogiorno d'Italia e sulla deficitaria identità statuale, ricercate in un passato che affonda le sue radici nel periodo delle monarchie medievali. Nel tratteggiare le vicende dei regni normanno, svevo, angioino, aragonese, gli autori descrivono il lungo conflitto tra accentramento regio e autonomia-anarchia feudale. Indicano gli effetti delle "fratture" storiche e ambientali entro cui si è svolta la vicenda dell'economia e della società meridionale: dalla ipertrofia delle sue capitali, Napoli e Palermo, alla debolezza della rete urbana, alla "scioltezza" degli abitanti. Il volume, anche attraverso l'analisi delle forme di governo, del sistema fiscale, degli apparati burocratici, dell'ambiente e della natura dei luoghi, propone una lettura "senza pregiudizi" del Sud e delle sue identità.
Napoli, la città sospesa. Sindaci, amministrazioni e società dal dopoguerra a oggi
Enrico Cardillo, Antimo Manzo, Italo Talia
Libro
editore: Rubbettino
anno edizione: 2023
pagine: 218
«Napoli, la città sospesa» tra sogni e delusioni, tra un passato ingombrante e un presente difficile, tra i ritardi del cambiamento e un futuro indefinito, alla ricerca di un'identità. Il saggio, ricostruendo le vicende amministrative, economiche, territoriali ed elettorali dai tempi di Achille Lauro al sindaco Gaetano Manfredi, evidenzia la persistenza di una debole coscienza civica, la mancanza di un'élite cittadina promotrice di sviluppo e di modernizzazione, l'inadeguatezza della classe politica. Dal 1952 al 2022, tra aumento dell'astensionismo e caduta di rappresentatività degli eletti e dei partiti, Napoli è stata amministrata dalla destra, dal centrosinistra, dalla sinistra e da una coalizione del "contro tutti", ma con risultati sempre insufficienti. È possibile fermare la decadenza?