Libri di Stefano Testa Bappenheim
Il giuramento di fedeltà dei vescovi. Il can. 380 del Codex Iuris Canonici del 1983. Fenotipi storico-giuridici
Stefano Testa Bappenheim
Libro: Libro in brossura
editore: Pellegrini
anno edizione: 2025
pagine: 302
Il volume ripercorre l’evoluzione storico-giuridica dell’istituto del giuramento di fedeltà dei Vescovi, sia nell’ordinamento canonico, sia nei rapporti fra Autorità religiosa ed Autorità politica.
I simboli religiosi nello spazio pubblico. Profili giuridici comparati
Stefano Testa Bappenheim
Libro: Libro in brossura
editore: Editoriale Scientifica
anno edizione: 2019
pagine: 948
I simboli religiosi, nell’immaginario collettivo, scandiscono e modulano non solo le coscienze ma, anche, le forme ed i comportamenti dell’individuo e, in senso più largo, della società, con tutto il bagaglio sistemico e burocratico che la qualifichi: non si tratta, solo, della connotazione e dell’organizzazione interna d’un Paese ma, al contrario, è il tratto ‘semantico’ di molte realtà territoriali, accomunate da un identico ‘sentire’, quand’anche separate da linee di confine, secondo i paradigmata di Habermas e quelli di Hirsch. Molto spesso sono i simboli religiosi a caratterizzare le identità di alcuni Paesi, e la società multiculturale del nostro tempo segna nel profondo le diverse realtà, allargandone al contempo infinitamente gli orizzonti sul piano della tolleranza, in una dimensione propositiva del fenomeno.
La libertà religiosa nei Paesi islamici. Profili comparati
Fabio Fede, Stefano Testa Bappenheim
Libro: Libro in brossura
editore: Editoriale Scientifica
anno edizione: 2019
pagine: 296
Come opera e quale grado di attenzione riveste, nello specifico, l’autonomo esercizio dell’opzione fideistica nei Paesi islamici e, tra questi, quali forme assume in ragione del sistema normativo operante nel territorio? A queste domande risponde, in ottica rigorosamente giuridica, il libro, che procede ad una disamina comparatista dei diversi fenotipi nei Paesi che gli Autori hanno voluto prendere in considerazione, affrontando il non semplice e nient’affatto scontato binomio libertà religiosa/diritto, che viene sviluppato sotto molteplici profili, da quello strettamente ‘costituzionale’ a quello propriamente internazionale, non dimenticando quello di natura privatistica slegato da ogni scelta coscienziale. Il filo conduttore è la posizione del soggetto che manifesta la propria libertà religiosa avendo cura, però, di non violare i principi che sottendono il diritto islamico o, più in generale, le regole del luogo.
Dalla laïcité di Parigi alla Nominatio Dei di Berlino, passando per Roma
Fabio Fede, Stefano Testa Bappenheim
Libro
editore: Giuffrè
anno edizione: 2007
pagine: 220
Il danno da uccisione di religioso, negli ordinamenti francese, tedesco ed italiano
Stefano Testa Bappenheim
Libro: Libro rilegato
editore: Pellegrini
anno edizione: 2007
pagine: 608
De qua agitur? Si tratta di stabilire se ad un Istituto religioso possa spettare un risarcimento per la perdita d'uno dei suoi componenti, ucciso colposamente o - a fortiori - dolosamente. Se è già difficile una concordanza di opinioni sulla natura dei collegamenti fra le norme dell'ordinamento canonico e quelle statali, più complesso ancora è il consequenziale problema sull'ammissibilità della diretta risarcibilità del danno subito dall'Istituto religioso per la perdita d'un proprio componente, indipendentemente dall'azione a cui sono, senza dubbio, legittimati gli eventuali parenti superstiti della vittima. La risarcibilità di questo danno rientra fra i molteplici, possibili fenotipi del danno aquiliano o extracontrattuale: in Francia, il problema è regolato dall'art. 1382 code civil; in Germania, dagli artt. 823, 844 ed 845 BGB; in Italia, dagli artt. 2043 e 2059 c.c., e 185 c.p.

