Libri di Stefania Ricciardi
Vivere con ChatGPT. E se l'intelligenza artificiale ci rendesse più umani?
Alexandre Gefen
Libro: Libro in brossura
editore: Treccani
anno edizione: 2024
pagine: 176
È l’inizio di una nuova era: l’intelligenza artificiale, la nuova grande rivoluzione tecnologica (e non solo) del nostro tempo, dopo quella di Internet, sta cambiando e cambierà definitivamente le nostre vite. Sarà uno stravolgimento inevitabile, con cui dovremo imparare a fare i conti. ChatGPT promette sostegno e assistenza per scrivere, fare ricerca, programmare, tradurre, creare immagini, discorsi o storie, sedurre, arricchirsi, ma anche per imbrogliare, fingere, mentire. Ma di che cosa si tratta veramente? Pensa davvero, è consapevole, potrà sostituirci? È un fuoco che ci brucerà o potrà insegnarci qualcosa, magari anche a diventare più umani? Avvalendosi degli strumenti della storia delle idee, delle scienze e della tecnica, e di un pizzico di filosofia, Alexandre Gefen riflette sul modo in cui ChatGPT si è già imposto nelle nostre vite, ci racconta come e dove è nato, come funziona, quali sono le sue potenzialità (e, al momento, i suoi limiti) e i migliori campi di applicazione, i pregiudizi che lo riguardano e le insidie che nasconde. Lo interroga per valutarne le risposte - talvolta davvero divertenti, talvolta deludenti, spesso sorprendenti. Ma ci svela soprattutto i segreti per utilizzarlo al meglio. Perché tra idealizzare l’ia ed esserne spaventati esiste una terza via, l’unica che l’autore ritiene possibile per il nostro futuro: comprenderla e imparare a conviverci.
Mahmoud o l'innalzamento delle acque
Antoine Wauters
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2023
pagine: 144
Siria, oggi. Un uomo anziano, un poeta, rema sulla superficie di un lago. Poi, indossati maschera e boccaglio, prende un lungo respiro e si immerge in profondità. Laggiú tutto è buio, verde e giallo e torbido nel fascio della sua torcia. Ed è allora che nella testa del poeta fioriscono i ricordi. Perché quel lago è il lago al-Assad che, creato dall’uomo quando è stata eretta la diga di Taqba sull’Eufrate, ha inghiottito la casa della sua infanzia e la sua città, distrutta dal tempo e dalla guerra come il suo cuore. Mahmoud Elmachi osserva i pesci fluttuare attorno al minareto della vecchia moschea e pensa a Sarah, il suo amore perduto. Scosta le alghe, tumide come i capelli dei morti, e pensa agli anni di prigione, segnati da torture e umiliazioni. Nuota lentamente e pensa alla guerra, ai figli che hanno imbracciato le armi senza piú tornare, alla famiglia al-Assad che ha seminato morte nel paese delle luci e dei melograni e dei cieli immensi. Ogni giorno Mahmoud esce dal suo capanno – isolato, ben nascosto alla vista – e si immerge per parlare con tutti loro, risalendo poi a pelo d’acqua dove il tempo non passa e le ore non esistono piú. La gente lo crede pazzo: Affoghi, Elmachi! Ma a Mahmoud non importa: perché è sul fondo, all’origine delle cose, che può ritrovare il mondo com’era, com’era prima della tirannia, prima degli spari per le strade, prima delle idee dagli esiti inimmaginabili. Com’era, prima della fine. Soltanto sul fondo, il minuscolo seme di gioia rimasto nel suo cuore può ancora germogliare. Poi, di nuovo sulla sua barca di legno di pino, il poeta torna remando al suo capanno: uomo solo fra le rovine, solo della stessa solitudine delle acque.
La specie umana
Robert Antelme
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2025
pagine: 496
«Crediamo di conoscere ciò che è terribile. Invece non capiamo niente. Non capiamo l’eternità della fame. Il vuoto. L’assenza. Il corpo che si consuma. La parola «niente». Noi non conosciamo i campi» (Georges Perec). Non c’è pietà e non ci sono spiegazioni in questo testo, non c’è nemmeno una lingua codificata o tantomeno letteraria per dire i campi. Qui la lingua è una parte del corpo ed è usata come tale, nella sua miseria, impotenza, malattia; ma anche nel suo ruolo biologico primario: esprimere l’istinto di sopravvivenza della specie umana. Ecco perché Robert Antelme non «racconta» soltanto l’odissea di un gruppo di deportati politici, l’itinerario sfibrante da Buchenwald a Gandersheim a Dachau, l’abbrutimento fisico e morale, il confronto quotidiano con un’alienità distruttiva e potenzialmente senza fine. Queste pagine scritte sono voce, voce allo stato puro. Accanto ai libri di Primo Levi, il libro unico che è “La specie umana” resta fra le testimonianze più radicali e più alte della letteratura concentrazionaria.
La sconfitta
Pierre Minet
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2023
pagine: 256
Intorno alla metà degli anni Venti, Pierre Minet, stanco della vita provinciale di Reims, fugge a Parigi. Non ha casa, non ha bagagli, soltanto una cartella con dentro una camicia sporca da lavare nei lavandini dei caffè, un quaderno su cui scrivere poesie e un paio di fazzoletti. Gli abiti sono sdruciti ma le scarpe lucide, giusto per poterle contemplare di tanto in tanto e sentirsi cosí elegante da non pensare alla miseria e alla fame. Trascorre il tempo tra avventure, frequentazione di ricchi personaggi e bizzarre figure dei bassifondi, liaison di ogni tipo e, infine, stringe amicizia con Gilbert-Lecomte, Daumal e Vailland. Minet ha poco piú di quindici anni e Gilbert-Lecomte soltanto qualche anno in piú. Viene anche lui da Reims, ma è già una celebrità a Parigi. Ha fondato con René Daumal e Roger Vailland Le Grand Jeu, la rivista che lascerà il segno nella storia della letteratura francese. Cominciano cosí per Minet «mesi senza nessun fine recondito, nessun calcolo, nessun fine in genere», mesi di poesia totale, di continua meraviglia, uno stato di grazia col quale affrontare la vita col «cuore e l’anima di un bambino». Circa venti anni dopo, Pierre Minet pubblica La sconfitta. Gilbert-Lecomte è morto. Il suo corpo, voracemente torturato dalla droga, non era finalmente piú d’intralcio allo spirito. Eppure, quella morte assedia, strazia Minet. Rappresenta, infatti, anche la sua fine, la fine del Pierre della libertà, della fame, della «creatura da sogno» della sua giovinezza… La sconfitta è una delle opere fondamentali dell’avanguardia francese. Un libro in cui si svela come le posizioni artistiche e letterarie raccolte attorno al gruppo del Grand Jeu non fossero semplici questioni di princípi estetici, ma appartenessero a una vera e propria condotta di vita. Nelle sue pagine sono racchiusi tutti i temi propri di quegli «adolescenti uniti da mille affinità mistiche» (Roger Vailland): condurre l’intera esistenza all’insegna della poesia, espandere le frontiere della percezione, vivere la vita secondo l’intensità che solo l’immaginazione sa dare. La presente traduzione costituisce la prima edizione italiana di questo libro, in cui Minet osa salire sul piedistallo della poesia e strombazzare il suo scintillio.
Ci rivediamo lassù
Pierre Lemaitre
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2023
pagine: 480
Sopravvissuti alla carneficina della Grande Guerra, nel 1918 Albert ed Édouard si ritrovano emarginati dalla società. Umile e insicuro impiegato che ha perso tutto, proprio alla fine del conflitto Albert viene salvato sul campo di battaglia da Édouard, un ragazzo ricco, sfacciato ed eccentrico, dalle notevoli doti artistiche. Dopo il congedo, condannati a una vita grama da esclusi, decidono di prendersi la loro rivincita inventandosi una colossale truffa ai danni del loro Paese ed ergendo il sacrilegio allo status di opera d'arte. Affresco di rara potenza evocativa, "Ci rivediamo lassù" è un romanzo che racconta gli affanni del primo dopoguerra, le illusioni dell'armistizio, l'ipocrisia dello Stato che glorifica i suoi morti ma si dimentica dei vivi, l'abominio innalzato a virtù. In un'atmosfera crepuscolare e visionaria, Pierre Lemaitre orchestra la grande tragedia di una generazione perduta. Con il racconto "Un eroe".
Diario di un parroco di campagna
Georges Bernanos
Libro: Libro in brossura
editore: Bompiani
anno edizione: 2021
pagine: 368
“Per lei l’amicizia è una vocazione,” osservava un giorno un mio vecchio maestro, il canonico Durieux. “Stia attento che non si trasformi in passione. Tra tutte, è l’unica da cui non si guarisce.” Dal diario di un giovane parroco del piccolo paese di Ambricourt, nel nord della Francia, emerge il percorso umano e spirituale di un’anima semplice, determinata ad avvicinare alla fede autentica una comunità chiusa e ostile. Sfilano tra luci e molte ombre personaggi come il conte e la contessa, la loro figlia Chantal e l’istitutrice, il dottore di paese e l’ex compagno di seminario. L’unica arma contro la diffidenza dei compaesani è la parola del Vangelo portata di casa in casa in sella a una sgangherata bicicletta. Insignito del Grand Prix de l’Académie Française nel 1936 e tradotto in tutto il mondo, il Diario è stato adattato per il cinema da Robert Bresson nell’omonimo film del 1951. Un classico che svela i tormenti della lotta contro il Male ma anche la passione della giovinezza e dell’amicizia con una prosa cristallina e potente, da riscoprire oggi nella nuova traduzione di Stefania Ricciardi.
Suite francese
Irène Némirovsky
Libro: Libro in brossura
editore: Bompiani
anno edizione: 2020
pagine: 588
«Suite francese» è il titolo dei primi due "movimenti" di quello che avrebbe dovuto somigliare a un poema sinfonico di Irène Némirovsky, composto da cinque parti, di cui solo le prime due sono state completate e pubblicate. La prima parte, «Temporale di giugno», racconta l'esodo di massa dei francesi che, all'arrivo delle truppe naziste, si sono spostati con figli, vecchi, malati e intere case caricate su veicoli di fortuna. Il secondo pezzo, «Dolce», è ambientato in una piccola città della campagna francese, Bussy, nei primi mesi, stranamente tranquilli, dell'occupazione tedesca e narra di due donne: la vedova Angellier e sua nuora, che si innamora di un giovane ufficiale tedesco.

