Libri di Roberto Mantovani
Eroi silenziosi. Da Tenzing e Mahdi a Minima G, il trionfo degli alpinisti locali sulle grandi montagne di Himalaya e Karakorum
Bernadette McDonald
Libro: Libro rilegato
editore: Mulatero Editore
anno edizione: 2025
pagine: 288
Maurice Herzog è ampiamente noto nel mondo dell'alpinismo - e non solo - come il primo uomo ad aver raggiunto la vetta dell'Annapurna. Ma quanti conoscono Ang Tharkay, lo sherpa che, durante la spedizione francese del 1950, trasportò Herzog per chilometri nonostante i suoi gravi congelamenti? Spesso dimenticati nei resoconti ufficiali, gli alpinisti locali dell'Himalaya e del Karakorum, come Tharkay, sono stati elementi fondamentali nelle spedizioni e nelle prime ascensioni delle montagne più alte e impegnative del mondo. In Eroi silenziosi, la pluripremiata autrice Bernadette McDonald restituisce loro il posto che meritano, offrendo un racconto intenso e appassionato delle imprese di alpinisti sherpa, balti, ladakhi, hunza, astori, magar, bhotia, rai e gurung. Dal tragico esordio delle spedizioni al Nanga Parbat, alla storica salita all'Everest di Tenzing Norgay nel 1953, fino ai successi meno conosciuti di molti altri, Eroi silenziosi rende finalmente giustizia a chi è sempre rimasto nell'ombra, sia nella storia che nel presente. Nel XXI secolo, gli scalatori locali stanno conquistando il centro della scena. Una squadra di alpinisti nepalesi ha recentemente raggiunto per prima la vetta del K2 in inverno - intonando insieme l'inno nazionale nei passi finali verso la cima. L'intero Pakistan ha pianto la scomparsa del leggendario Little Karim, noto per i suoi coraggiosi salvataggi in quota e per il profondo impegno verso la sua comunità. Ma questo riconoscimento è arrivato dopo un lungo percorso: per decenni, una tradizione radicata ha privilegiato gli alpinisti stranieri a discapito di quelli locali. Superare l'ombra di questo colonialismo dell'alpinismo richiede tempo, determinazione e un cambiamento culturale profondo. Grazie a un accesso diretto e privilegiato alle fonti - gli alpinisti e le loro famiglie - e con il supporto di ricercatori sul campo in Pakistan e Nepal, McDonald ha scritto un'opera destinata a rivoluzionare il modo in cui percepiamo la storia e l'eredità dell'alpinismo sulle montagne più alte della Terra.
Everest 1922. L'epica storia del primo tentativo sulla montagna più alta del mondo
Mick Conefrey
Libro: Libro rilegato
editore: Mulatero Editore
anno edizione: 2024
pagine: 280
Continua a rimanere la montagna più famosa del mondo, l'Everest, oltre che ovviamente la più alta, ma negli ultimi anni la sua reputazione è cambiata radicalmente, con lunghe code di alpinisti sulla parete del Lhotse, racconti raccapriccianti di cadaveri congelati e mucchi di spazzatura ad alta quota. Eppure non è sempre stato così. Un tempo l'Everest era remoto e inaccessibile, un luogo misterioso, dove solo i più coraggiosi ed eroici osavano mettere il naso. Il primo tentativo alpinistico nel 1922, da parte di George Leigh Mallory e di una squadra britannica, è una storia straordinaria piena di controversie, drammi e incidenti, popolata da una serie di personaggi straordinari che sembrano usciti da Indiana Jones. La spedizione si è conclusa in tragedia quando, al terzo tentativo di raggiungere la vetta, il gruppo di Mallory è stato colpito da una valanga che ha provocato la morte di sette portatori. Mick Conefrey ha consultato diari, lettere e resoconti inediti per creare una ricca narrativa incentrata sui personaggi, esplorando le motivazioni e i drammi privati di individui chiave e descrivendo dettagliatamente i comportamenti dietro le quinte e le aspre rivalità celate da queste avventure epiche.
Forse lassù è meglio. Cronache da un mondo sospeso
Roberto Mantovani
Libro: Libro in brossura
editore: Fusta Editore
anno edizione: 2018
pagine: 128
Un viaggio nel cuore della montagna, tra le valli cuneesi e quelle del settore alpino più meridionale della provincia di Torino. Una tavolozza di storie, di ricordi e di incontri. Scampoli di esperienze e di vite vissute, più che frammenti di escursioni e di alpinismo. un piccolo coro di voci alpine la cui sonorità è stata per troppo tempo smorzata dal piccolo orizzonte della realtà contadina e che oggi, suo malgrado, deve fare i conti con il silenzio delle borgate abbandonate, dei boschi incolti e dei pascoli abbandonati all'incuria e al logorio del tempo. Una doppia manciata di racconti che cercano di non lasciarsi intrappolare dalle sirene della nostalgia e che, pur senza rinunciare a riflettere sul passato, non dimenticano il presente e, soprattutto, si interrogano sul futuro. Perché, anche se non è facile da immaginare, in quest’angolo delle Alpi l’avvenire non è affatto scontato: nel crogiolo delle valli che circondano il monviso, un po’ ovunque – e non da oggi – si accendono segnali di speranza e di rinnovamento che lasciano intravedere promesse di un futuro migliore.
L'ultima grande montagna. La prima salita del Kangchenjunga
Mick Conefrey
Libro: Libro rilegato
editore: Mulatero Editore
anno edizione: 2022
pagine: 256
Nel primo pomeriggio del 25 maggio 1955, gli alpinisti britannici George Band e Joe Brown lasciano le loro orme un paio di metri sotto la vetta del Kangchenjunga, in segno di rispetto verso gli dei locali, che abitano lassù. È la terza montagna più alta del mondo, il settimo Ottomila raggiunto dall'uomo, ma secondo John Hunt, il capo della vittoriosa spedizione all'Everest del 1953, è stata "the most difficult feat in mountaineering", l'impresa più difficile dell'alpinismo. Mick Conefrey racconta le vicende di questa montagna bella e terribile fin dalle prime esplorazioni di Douglas Fresh-field nel 1899, accompagnato dal fotografo biellese Vittorio Sella. E poi il folle tentativo del "mago" Aleister Crowley nel 1905, terminato in tragedia. E ancora la sfida che ha anticipato i tempi del tedesco Paul Bauer, dimenticata a causa delle sue simpatie naziste. O quella di un altro tedesco, Gùnter Dyhrenfurth, che dalla Germania è scappato a Hollywood in fuga dalla follia hitleriana. "L'ultima grande montagna" è l'affresco di un'epoca, tra alpinismo e grande storia, imprescindibile per chiunque sia appassionato alla saga della corsa agli Ottomila. Introduzione di Roberto Mantovani.
Winter 8000. Himalaya d'inverno: gli alpinisti che hanno sfidato la montagna nella stagione impossibile
Bernadette McDonald
Libro: Libro rilegato
editore: Mulatero Editore
anno edizione: 2020
pagine: 336
"Winter 8000" è l'ultima opera di Bernadette McDonald, pluripremiata scrittrice canadese specializzata in montagna e alpinismo. Il libro dedica un capitolo ad ognuno dei giganti di 8.000 metri e racconta la sfida dell'uomo per conquistarne la vetta in invernale: Everest, Manaslu, Dhaulagiri, Cho Oyu, Kangchenjunga, Annapurna, Lhotse, Shishapangma, Makalu, Gasherbrum II, Gasherbrum I, Broad Peak, Nanga Parbat e K2. Questi sono i nomi delle vette leggendarie di cui si occupa la McDonald, ripercorrendo le gesta dei polacchi, primi assalitori degli 8000 invernali sotto la spinta del team di Andrzej Zawada, per poi passare dalle imprese di tutti i grandi alpinisti internazionali, compreso il nostro Simone Moro, o Tomek Mackiwicz ed Elisabeth Revol, noti per la drammatica vicenda sul Nanga Parbat del 2018. Con 32 pagine di foto esclusive.
Ciak, si scala! Storia del film di alpinismo e arrampicata
Roberto Mantovani
Libro: Libro in brossura
editore: CAI Edizioni
anno edizione: 2020
pagine: 256
Questo volume, che ripercorre la storia del cinema d'alpinismo dalle origini fino a oggi, intende gettare uno sguardo sull'evoluzione della narrazione per immagini compiuta in 120 anni di storia, coinvolgendo differenti tecniche di racconto e di ripresa negli ambienti verticali. Ne risulta un agile compendio che restituisce scene ed emozioni di una frequentazione della montagna che ha conosciuto mutamenti profondi nel corso del XX secolo, in linea con gli eventi storici che hanno plasmato la cultura dell'epoca moderna. Nelle pagine corredate da foto, locandine e fotogrammi d'epoca si compie dunque un affascinante viaggio alla scoperta degli inizi pionieristici del muto e del bianco e nero, passando per il Cervino di inizio Novecento, fino ad arrivare agli exploit estremi riprodotti in digitale nel terzo millennio. Cosi, dalle Alpi fino ai colossi himalayani, la storia dell'alpinismo viene raccontata alla luce del magico mondo della celluloide, per capire come il brivido della vetta sia arrivato nelle sale e nelle case di tutti noi.
Monviso. L'icona della montagna piemontese
Roberto Mantovani
Libro: Libro rilegato
editore: Fusta Editore
anno edizione: 2016
pagine: 192
Un volume che ripercorre l'affascinante storia delle alpi dal neolitico, dove dal Monviso si estraevano le pietre verdi di cui si è trovata traccia nelle più disparate parti del mondo, dal primo traforo delle Alpi, alle mitiche salite di Matthews fino alle recenti scoperte destinate a cambiare la storia dell'alpinismo. Da Matthews a Quintino Sella fino ai giorni nostri, i protagonisti delle salite e anche i campioni dello sci ripido autori di discese spettacolori. Un racconto che ha il suo fulcro nella cuspide di una bellissima montagna di 3841 metri, sospesa sul crinale delle Cozie, tra i severi massicci delle Alpi nord occidentali e le valli che, più a sud, un'infinità di fatti, eventi e realtà differenti che, collegati tra loro, sono in grado di dar vita a una narrazione affascinante. Una storia che si può apprendere solo spostandosi con il passo lento dell'escursionista, e magari pernottando nei rifugi alpini disseminati nel territorio di quello che è da poco diventato un importante Parco regionale naturale, collocato all'interno delle Riserve della Biosfera dell'Unesco.

