Libri di Mariangela Gualtieri
Album per pensare e non pensare
Mariangela Gualtieri
Libro: Libro rilegato
editore: Bompiani
anno edizione: 2025
pagine: 112
Qui tutto è da ultimare. Chi prenderà in mano questo album e vorrà eseguire a proprio modo ciò che le rime suggeriscono lo trasformerà. Saranno allora tanti libri quanti sono i lettori, ognuno somigliante alla mano che ne ha completato i disegni.
Ruvido umano
Mariangela Gualtieri
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2024
pagine: 128
L’umanità ha le sue asprezze, la sua violenza nei confronti del mondo. E il nuovo libro di Mariangela Gualtieri si apre e si chiude con poesie che toccano il tema di questa ruvidezza. In una poesia ci si augura che «miglioreremo / siamo qui da poco. / Ancora non capiamo / e ci agitiamo troppo. / Ancora guerreggiamo». Ma nelle poesie civili che chiudono la raccolta l’indignazione sembra prevalere. All’interno di questa cornice, però, c’è il tesoro del selvatico, ci sono segni del sacro, c’è soprattutto il miracolo del silenzio, in cui «Tutto è un enigma felice / voce senza voce. Tutto dice / di sì mentre tace». Molte di queste poesie sono punteggiate dalla presenza di animali, domestici e non, quasi presenze angeliche, tramiti per «penetrare le segrete cose». Ma un altro filo conduttore della raccolta è dato dal tempo, un’entità che ci segna, ci modella, ma che prima o poi «scavalchiamo» per raggiungere «il tutto che rotola / intero. Il sontuoso / niente del cielo». Più che negli altri suoi libri, qui Mariangela Gualtieri ci parla della fine, che è fine dei singoli corpi, fine delle «maschere», ma anche continuità della vita. Modulando la sua voce tra durezze e dolcezze, incanti e disincanti, il suo è un invito all’attenzione e all’ascolto del visibile e dell’invisibile.
Bello Mondo
Mariangela Gualtieri
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2024
pagine: 104
Poesie essenziali eppure misteriose, aperte al mondo nella loro impenetrabilità, perfette per accompagnare l'attimo piú fugace e fragile dell'esistenza, sospeso tra l'infanzia e l'età adulta, tra il selvatico e l'addomesticato, in cui si vuole urlare tutto ma niente è mai chiaro. La poesia è qualcosa che fanno i morti, sembrano spesso pensare i giovani. Eppure sono proprio loro quelli piú affamati di poesia, quelli che possono accogliere la densità poetica con il cuore davvero spalancato. E questa silloge di Mariangela Gualtieri, che mai ha smesso di essere ragazza ardente, si compone delle poesie che lei stessa ha immaginato poter risuonare più forti nelle loro anime spaesate, sole e assetate di vertigine. Dentro ci sono i suoi componimenti che più bruciano, che parola dopo parola incidono solchi nella carne viva di ogni lettore, e che ne hanno fatto una delle poetesse più lette e amate d'Italia; la poetessa che meglio può arrivare a toccare i sentimenti di chi attraversa quella stagione della vita in cui ogni cosa pare brillare di un amore più intenso e più vero. Con otto disegni a colori dell'autrice.
Bestia di gioia
Mariangela Gualtieri
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2010
pagine: 137
Per la prima volta Mariangela Gualtieri ha scritto una raccolta poetica fortemente strutturata, con un ritmo meno magmatico delle precedenti, scandito da sezioni che articolano il libro alternando temi e toni diversi, in particolare il canto gioioso, quasi francescano, della natura e la riflessione sulle cose umane, sullo strappo del tempo, sul momento finale, più misterioso che triste, che trasforma il niente in "un niente più grande". In realtà le cinque sezioni del libro, se danno una sensazione di maggiore classicità (come i cinque atti del teatro antico), sono legatissime fra loro, in parte concatenate, in parte attraversate da fili addirittura lessicali, e proseguono fedelmente il discorso poetico dell'autrice, sempre fortemente ispirato. Non mancano dunque scissioni interiori, proliferare di voci profonde e laceranti, come nelle raccolte passate, ma la prospettiva trascendente è perlopiù proiettata all'esterno, su un albero, sull'aria che sta fra i corpi, sul silenzio che lega le cose. E questa prospettiva, in misura ancora maggiore che in "Senza polvere senza peso", traccia un percorso di felicità istintivo e infuocato, ma nello stesso tempo pacificante. Anche a livello metrico il libro mostra un rapporto più pacato con la tradizione, con una forte disseminazione di endecasillabi e altri versi regolari, senza perdere il senso più profondo dell'originaria aggressività.

