Libri di Giacomo Leopardi
Canti
Giacomo Leopardi
Libro
editore: Mondadori
anno edizione: 2018
pagine: 248
«Leopardi, che ha sprezzanti giudizi sulla storia, sulla scienza e sulla ragione, sta di fronte alla natura che è "sempre la stessa" con un atteggiamento di pura reverenza» scrive Giorgio Ficara. «Nel cielo stellato, vede più incanti che nella propria anima; nella luna che irraggia dolcemente la notte vede soprattutto l'immutabilità della luna, che non ha memoria, né intenzioni se non quella di rischiarare; nel tramonto della luna, che scende nell'"infinito seno" del mare, vede l'oscurità ma anche l'eterna rassicurazione dell'alba». Opera di poesia fra le più alte della letteratura di tutti i tempi, i «Canti» vengono qui riproposti in un'edizione che si caratterizza per il rigore filologico del testo, per l'accuratezza e la chiarezza del commento, per la finezza dell'analisi della poetica leopardiana nel saggio introduttivo.
Pensieri
Giacomo Leopardi
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2022
pagine: 336
Progettati come terzo pilastro – dopo i Canti e le Operette moral –, delle Opere, i Pensieri dovevano essere dedicati a ragionare sui «caratteri degli uomini» e a descrivere i loro comportamenti nella vita sociale. Dopo la morte di Leopardi furono pubblicati da Antonio Ranieri nel 1845, in una forma che prevede 111 incisivi frammenti, nei quali si dispiega una visione ramificata, compimento di quella riflessione morale che, sul modello di Pascal e Rousseau, attraversa l'intera parabola dell'autore. Presentati qui in un'edizione critica scrupolosamente commentata, che li colloca nel giusto contesto, i Pensieri leopardiani si rivelano un libretto prezioso, una sorta di bilancio autobiografico che, in serrato dialogo con il lettore, lo invita ad apprendere l'arte di saper vivere.
Operette morali
Giacomo Leopardi
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2014
pagine: 256
Libro poetico e, per questo, morale, le "Operette" leopardiane sono, insieme, teatro filosofico e narrazione fantastica, trattato sull'infelicità dei viventi, ma anche rappresentazione di quella leggerezza, e ironia, e persino letizia, che la storia della civiltà - tra violenza e astrazione - ha disperso o negato. Sui modi del comico - dallo straniamento all'antifrasi, dal burlesco al fiabesco - trascorre l'onda di un pensiero tragico. Come nel riso c'è il riverbero di una saggezza fatta esperta degli inganni del mondo, del vanire delle cose. La critica della restaurazione, di ogni forma di restaurazione e di conformismo, l'indagine sulla natura, sulla sua prossimità e indifferenza, lo sguardo sulla materia, sul suo circuito perpetuo di produzione e distruzione, il pensiero della finitudine, dell'irreversibile, del limite si fanno, in questo libro, affabulazione e dialogo, racconto e finzione teorica: ma il "deserto della vita", il silenzio della speranza, le ombre stesse del nulla hanno qui un fremito, una loro irripetibile lingua, e passione.

