Libri di F. Perrelli
Ciandala
August Strindberg
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2016
pagine: 163
"La crisi vera, l'osso del nichilismo, viene messa a nudo in Ciandala, con le sue contraddizioni inestricabili, con le sue asprezze stilistiche, con le analisi ossessive del protagonista che così realizza il risultato consueto della vivisezione strindberghiana: lo sfibrarsi del soggetto, il suo diluirsi in termini di inconscio, il suo strozzarsi in nodi nevrotici. [...] L'osso del nichilismo è, ancora, la scena di devastazione rurale che Strindberg traccia in Ciandala, voluta antitesi e sovvertimento del settecentesco culto del giardino che magnificava la panteistica fusione fra uomo e natura. [...] Il paradiso sentimentale, il sogno rousseauiano, sono sfumati, la caduta dell'angelo romantico ribelle e maledetto vede il soggetto confitto in un inferno schopenhaueriano, popolato di dannati, di demoni umani caricaturalmente distorti. [...] Ciandala, libro nero per eccellenza, è il febbrile laboratorio nel quale si trattano sperimentalmente questi fermenti, in cui la scrittura pura comincia a morire per trapassare in quella aperta a una ricerca senza limiti, aperta all'eccesso." (dallo scritto di Franco Perrelli)
Storia europea del teatro italiano
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2016
pagine: 383
Il volume - attraverso i saggi di quattordici specialisti - ricostruisce dalle radici medievali ai giorni nostri la storia di una straordinaria civiltà teatrale, quella italiana, nelle sue connotazioni regionali e, parallelamente, nel suo fitto interscambio con il continente europeo. Dopo aver analizzato le manifestazioni spettacolari di Piemonte e Liguria, dell'area lombardo-veneta, dell'Emilia e della Toscana, di Roma, di Napoli e della Sicilia, il libro si addentra nella storia della danza e dell'opera musicale, affrontando ancora le tradizioni degli artisti della scena e dei "grandi attori" e concludendo con un articolato quadro del Novecento nazionale. La materia è scomposta e riorganizzata per snodi essenziali, nell'intento di proporre un viaggio nel tempo e negli spazi umani di un'espressività scenica affascinante e propagatrice d'impulsi decisivi per la cultura e il costume europei.
I pilastri della società
Henrik Ibsen
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2014
pagine: 118
"Le colonne della società", opera che Henrik Ibsen pubblica nell'ottobre del 1877, inaugura il grande ciclo dei suoi drammi borghesi, e, non a caso, per tecnica e per temi, lascerà una profonda impressione sia sul pubblico sia sugli intellettuali e gli artisti del tempo. Al di là di questo contingente successo, "Le colonne della società" è un grande e complesso dramma sul tema dell'ipocrisia sociale (davvero degno del Tartufo di Molière) e dell'onestà pubblica, tutt'altro che risolto in semplici termini moralistici o positivisticamente ottimistici, ma pregno d'implicazioni dostoevskiane, che illuminano la complessità dell'essere umano e la lotta fra il bene e il male che agita la coscienza di ognuno. La presente traduzione di Franco Perrelli, dall'originale norvegese, è stata utilizzata dalla messinscena di Gabriele Lavia, prodotta dal Teatro di Roma, nella stagione 2013-2014.
La terra della sera. Scritti di Par Lagerkvist
Libro: Copertina morbida
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2007
pagine: 140
L'ultima opera teatrale, l'ultima raccolta poetica, l'estremo tentativo di narrazione del premio Nobel norvegese, per la prima volta pubblicati in Italia in una traduzione diretta dalla lingua svedese. È stato scritto che tutta l'opera di Lagerkvist sembra scossa per "l'urto dell'esigenza di significato" e consiste infatti di una oscillazione tra fede e dubbio, sempre a un passo da Dio, ora a meno di un passo da un nume perfino pregato e implorato e, subito dopo, avvertito come un'impossibilità, un vuoto, ma pregnante. Questo Dio sfuggente si presenta in molteplici apparenze nell'opera di Lagerkvist, esplorato, si direbbe, in tutte le sue possibili concezioni e figurazioni, con un accanimento e una profondità vertiginosa, che si fa particolarmente lancinante nei suoi ultimi scritti, che qui presentiamo: il dramma Fate vivere l'uomo (1949), la straordinaria silloge poetica La terra della sera (1953), l'abbozzo di narrazione Il dio solitario (primi anni Settanta).
Vita dalle lettere
Henrik Ibsen
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 1995
pagine: 188
Un'ampia scelta di lettere che fornisce un ritratto inedito della personalità del grande e discusso drammaturgo, permettendo di valutarne l'impegno morale, ma anche l'inevitabile distanza tra gli ideali e i comportamenti, scoprendo meschinità e passioni travolgenti dietro la facciata di un'esistenza senza eventi, che andava tuttavia a sublimarsi in una scrittura rivoluzionaria e tormentata. Un epistolario in cui lettere all'amico scrittore Biornson, al filosofo G. Brandes, all'editore F. Hegel, si inframmezzano a lettere alla sorella, agli amici, ai parenti. E insieme l'affresco di un'epoca che fa rivivere la pittoresca Roma papalina, l'Italia e la Germania risorgimentali e una Scandinavia agitata da feroci polemiche culturali e sociali.
Sposarsi. Dodici storie coniugali
August Strindberg
Libro
editore: Mursia
anno edizione: 2022
pagine: 184
Pubblicate per la prima volta nel 1884, queste dodici novelle causarono a Strindberg un clamoroso processo per blasfemia, dal quale uscì avventurosamente assolto, ma intimamente distrutto.
L'autodifesa di un folle
August Strindberg
Libro
editore: Mursia
anno edizione: 2011
pagine: 240
L’autodifesa di un folle (Le plaidoyer d’un fou, 1887-88) è stata per decenni considerata «il libro più terribile» di Strindberg, una impietosa demistificazione del suo primo ed intenso rapporto coniugale, un disperato atto d’accusa contro il dominio della donna sul maschio, una confessione di dolore e follia. Con tale fama, il romanzo conobbe, sul finire del secolo scorso, diverse edizioni pirata, e subì anche un processo per oscenità. Oggi, in un mutato clima critico, appare come uno straordinario esempio di letteratura sperimentale, una vertiginosa e quasi dostoevskiana investigazione del «sottosuolo» umano, aperta a umori nichilisti e a lacerazioni céliniane. In questa edizione, condotta sul manoscritto originale trovato a Oslo nel 1973 nel lascito del grande pittore Edvard Munch, il lettore italiano può avvicinare per la prima volta quest’opera crudele e inquietante senza censure e in tutta la sua geniale violenza espressiva.
Peer Gynt. Ediz. italiana e inglese
Henrik Ibsen
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2011
pagine: 384
Peer Gynt di Henrik Ibsen (1867) è, per i norvegesi, un'opera poetica fondante l'identità nazionale, come il Don Chisciotte per la Spagna, il Faust per la Germania e la Divina Commedia per l'Italia. In una più universale prospettiva, Peer Gynt ha del resto molte analogie con questi classici perché affronta i temi cruciali del destino civile e metafisico dell'uomo, del senso della sua esistenza e del suo impegno morale. Per questo, Harold Bloom l'ha definito il «centro di Ibsen»: un'immensa capricciosa e sconvolgente opera poetica, che sintetizza e concentra tutta la complessità della natura umana - sospesa fra eroismo e vigliaccheria, abnegazione e istinto, santità e perdizione analizzata e trasfigurata dal grande drammaturgo, con sguardo implacabile e profondo.
La mia parola è no
Pär Lagerkvist
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2007
pagine: 64
"Nel mezzo del cammin della sua vita, fermato il passo, si mise in osservazione per cercare di capire". Nel momento in cui "si ferma e osserva", l'uomo sente in tutta la sua profondità quel contrasto tra la sua anima che tende all'assoluto, alla grandezza, alla libertà, e le forze della vita di cui è prigioniero.
Barabba
Pär Lagerkvist
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2004
pagine: 108
Bandito e assassino, condannato a morte per sedizione e omicidio, scelto dalla folla al posto di Gesù, graziato e rilasciato da Pilato: è tutto quello che sappiamo di Barabba dai Vangeli. Che ne sia stato, poi, di quel primo uomo oggettivamente salvato dalla morte in croce di Cristo, nessuno lo dice. E su quel silenzio che Lagerkvist costruisce il romanzo. Dieci scene scandiscono le tappe fondamentali della sua vita: l'estraneità all'esistenza passata, l'incontro con Lazzaro, con Pietro, dolorosamente pentito di aver rinnegato il Maestro, con la donna pronta a farsi sua testimone, con il compagno Sahak, sono quasi stazioni della sua personale via crucis che lo porta dal Golgota fino alla prigione a Roma da cui uscirà per subire lo stesso destino.

