Libri di Eugenio Montale
William Shakespeare secondo Eugenio Montale
Eugenio Montale
Libro
editore: Mondadori
anno edizione: 2026
pagine: 656
Sorprenderà, probabilmente, scoprire che il poeta più tradotto da Eugenio Montale non è Eliot e neppure Pound, bensì Shakespea
Tutte le poesie
Eugenio Montale
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2024
pagine: 1164
«La mia poesia va letta insieme, come una poesia sola. Non voglio fare il paragone con la Divina Commedia, ma i miei tre libri li considero come tre cantiche, tre fasi di una vita umana» dichiarò Montale nel 1966; e ancora nel 1977 affermò di aver scritto, in tutta la vita, «un solo libro». Un libro in cui ciascuna delle raccolte appare come un capitolo dell'opera unitaria, all'interno della quale trova il suo pieno significato. Dagli Ossi di seppia, del 1925, fino al Quaderno di quattro anni, oltre alle traduzioni e alle poesie disperse, questo volume offre una panoramica completa della produzione di un poeta che, come nessun altro, ha esercitato un'azione profonda e duratura sulla letteratura di tutto il Novecento, e ne è stato indiscusso protagonista.
Ossi di seppia
Eugenio Montale
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2024
pagine: 176
«Qualcosa da dire ce l'ho, ed è la mia invidia, un'invidia però benevola, per chi sta diventando o ridiventando un lettore di
Sulla poesia
Eugenio Montale
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2023
pagine: 696
Sempre più netta appare nel tempo la sorprendente identità di classico di "Sulla poesia". Duplice il suo valore: da un lato, infatti, questo libro permette di accostare in modo nuovo e approfondito numerosi autori di varie letterature, dall'altro offre la possibilità di entrare nel vivo e nel dettaglio dell'opera stessa di Eugenio Montale. "Sulla poesia", apparso per la prima volta nel 1976, è infatti un libro composito e internamente articolato in nove capitoli, nei quali il poeta è presente con discorsi (ad esempio quello scritto in occasione del Nobel), autocommenti e interviste, ma soprattutto ragiona su figure di epoche e culture diverse. Eccoci allora, in questi interventi per lo più usciti su riviste e giornali come il «Corriere della Sera», di fronte a nomi di grandi poeti molto lontani tra loro: da figure centrali dell'Ottocento a Valéry, Eliot, Pound, Auden, oppure Saint-John Perse, Char, ma anche Jiménez, Kavafis, Majakovskij, Pasternak, fino ai nostri D'Annunzio, Pascoli, Gozzano, Campana, Sbarbaro, arrivando ad autori di generazioni successive, come Bertolucci, Sereni, Zanzotto. Le riflessioni di Montale spaziano, sul piano teorico, dalla diffusa tendenza a una poesia oscura a quella della poesia in prosa, indagando momenti e orientamenti spesso decisivi nella ricerca espressiva del secolo scorso. Nella scrittura, come ha opportunamente rilevato Ida Campeggiani nel suo ampio e denso saggio introduttivo, Montale impone «una particolare aura di leggerezza», fortemente comunicativa pur nello scavo in profondo della sua analisi, mostrandosi «ironico e fulminante nei modi», offrendo spazio a humour e paradosso, utilizzando «metafore rapide, come brevi accensioni», giocando su un lessico colloquiale per esprimere concetti in realtà tutt'altro che ovvi.
Quaderno di traduzioni
Eugenio Montale
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori
anno edizione: 2021
pagine: 280
Leggere importanti autori della poesia di varie epoche e letterature nella versione di Eugenio Montale è già di per sé un'avventura affascinante, sorretta peraltro da una certezza: quella di poterli ritrovare in versi perfettamente leggibili in italiano come autentica grande poesia. Una prima edizione del Quaderno uscì nel 1948 nella collana di poesia diretta da Vittorio Sereni per le Edizioni della Meridiana, mentre quella ampliata e definitiva è del 1975. Costante la prevalenza della poesia di lingua inglese, a partire dai versi di Shakespeare per arrivare a importanti versioni da Yeats e Djuna Barnes, proposte nell'edizione del 1975 insieme a un testo del grande poeta greco Kavafis. L'antologia offre un vasto campionario di classici: Blake, Emily Dickinson, Hopkins, Melville, Joyce, Eliot, Leonie Adams, Thomas, per la lingua inglese, ma anche autori di altre letterature come Maragall, Milosz, Guillén. Un capitolo finale di elegante civetteria è poi costituito dalla versione in latino, realizzata da un raffinato e coltissimo poeta come Fernando Bandini, di un capolavoro quale è "La bufera" dello stesso Montale; che qui dunque appare non solo in veste di traduttore ma anche in quella di autore tradotto. Ed è un gioiello in più in un quaderno vitalmente aperto, nel quale, come scrive Enrico Testa, accanto ad autori «importanti per la formazione di Montale o comunque vicini al suo gusto critico se ne alternano altri che ad esso sono estranei». Ne scaturisce un'opera comunque decisamente montaliana, dalla tessitura molto articolata, nel segno di una sfida con le varie forme dei testi originali, allo scopo, felicemente raggiunto, di ricrearne il carattere poetico nel corpo e nelle intonazioni particolari della nostra lingua. L'appendice Scritti sui poeti tradotti affianca al lavoro creativo di Montale la sua produzione saggistica sugli stessi autori.
Diario del '71 e del '72
Eugenio Montale
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori
anno edizione: 2020
pagine: 576
Già con "Satura", apparso nel '71 dopo un lungo silenzio, Eugenio Montale aveva proposto rilevanti novità nel cammino della sua poesia; novità che sono ancora più evidenti nel "Diario del '71 e del '72 ": il ritorno ai valori della comunicazione e l'ulteriore apertura a una dimensione quotidiana del reale. Ma, s'intende, conservando in pieno la complessità del messaggio e assorbendo, nella pronuncia più lineare e a volte colloquiale, non pochi tratti dell'incisiva tensione verticale dei libri precedenti. Si impone dunque nel Montale diaristico la coraggiosa scelta a favore di un dire più prosastico (con momenti di vivace estro plurilinguistico) e di una intonazione narrativa o gnomica. E forse oggi, più ancora di quando questi versi apparvero per la prima volta, la semplicità elegantissima della loro natura, la loro verità antiretorica ci appaiono esemplari. In queste pagine leggiamo un intreccio di meditazioni sull'esserci e sul mutare nel tempo di un soggetto che osserva se stesso e il mondo delle cose in cui è inevitabilmente immerso. Sono vere e proprie quotidiane annotazioni in versi che vanno dallo sguardo sulla realtà minima alla tensione metafisica, dalla riflessione sulla poesia stessa al pensiero di un'irraggiungibile divinità: il tutto nel contesto di una società criticata con ironia tagliente. Con scritti di Angelo Jacomuzzi e Andrea Zanzotto. Commento di Massimo Gezzi.
La bufera e altro. Ediz. commentata
Eugenio Montale
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2019
pagine: CXIV-422
Nel 1956, diciassette anni dopo "Le occasioni", Eugenio Montale pubblica il terzo grande capitolo della sua opera in versi, "La bufera e altro", che ne conferma la piena, esemplare centralità nel panorama della poesia del Novecento. La “bufera” del titolo è da riferirsi alla guerra, e dunque all'attraversamento di una tragedia storica, ma, come lo stesso autore chiarì, «è anche guerra cosmica, di sempre e di tutti». E dunque il libro si caratterizza per una aperta tematica vertiginosa, che oltrepassa l'epoca stessa della sua composizione. In questo quadro straordinariamente complesso trovano spazio le figure femminili di interlocutrici privilegiate come Clizia e Volpe, ma anche l'ardua meditazione a ridosso delle ombre degli scomparsi, spinta fino a quella che Gianfranco Contini definì «l'abolizione della barriera fra vita e morte». Montale si muove in un ampio territorio, insieme reale e allegorico, quotidiano e apocalittico, variando i toni, passando dagli accenti più alti a soluzioni epigrammatiche in una lingua di più prosastica e meno lirica eleganza. La bufera e altro si impose subito come un nuovo capolavoro, che oggi possiamo finalmente leggere con l'ausilio di un innovativo, attesissimo commento e di importanti contributi saggistici, tra cui quello di Franco Fortini, che di questi testi ebbe a scrivere: «Rattrappite e indistruttibili, le poesie di Montale sono state per me il paragone stesso della poesia intesa come veglia d'armi e arte regia. Non le rileggo: ma in certe ore si aprono nella memoria, rompendo grumi e cartilagini dell'età sanguinosa che con noi hanno attraversata».
Le occasioni
Eugenio Montale
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2018
pagine: 282
Dopo il grande esordio di "Ossi di seppia", con "Le occasioni" (1939) Eugenio Montale compiva un altro passo decisivo nel movi
Amleto
William Shakespeare
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2017
pagine: XLVI-345
Composta tra il 1600 e il 1602, "Amleto" è forse l'opera più nota di Shakespeare e della storia del teatro intero. La "maschera Amleto", dietro la quale si cela il volto di Shakespeare stesso, percorre l'intero itinerario teatrale del bardo e ha messo a dura prova per secoli l'ingegno dei critici più illustri: Goethe vi ha visto il prototipo dell'eroe romantico, sensibile e tormentato; Eliot un uomo dominato da emozioni inesprimibili; Coleridge un individuo incapace di agire, bloccato da un'eccessiva attività del pensiero e dell'immaginazione, costretto dalla situazione a contravvenire alla propria natura. Certo è che la forza del personaggio – e dell'opera – sta proprio in questo suo essere così ricco di sfumature, sfuggente e complesso, saldamente ancorato nel suo tempo eppure capace di far risuonare le corde più profonde del lettore e dello spettatore di ogni epoca. Con uno scritto di Samuel Taylor Coleridge.
Al Dio sconosciuto
John Steinbeck
Libro: Libro in brossura
editore: Bompiani
anno edizione: 2011
pagine: 256
Romanzo "profetico" che prende il titolo dal discorso tenuto da san Paolo nell'Areopago di Atene, "Al Dio sconosciuto" fu pubblicato nel 1935 e tradotto da Eugenio Montale nel 1946. Racconta la storia di un contadino, Joseph Wayne, che lascia la vecchia fattoria del Vermont per traversare l'America e stabilirsi insieme ai fratelli in una fertile vallata della California. Le vicende, talora cruente, che si susseguono nella "terra promessa" raggiunta da questo indecifrabile sacerdote-colono, danno luogo a un quadro di sapore pagano - primitivistico - che Steinbeck ammanta di una luce sacrale.
Lettere a Clizia
Eugenio Montale
Libro: Libro rilegato
editore: Mondadori
anno edizione: 2006
pagine: XLV-376
Nella primavera del 1933 una giovane italianista americana che ha letto "Ossi di seppia" si reca a salutare Montale, allora direttore del Gabinetto Viesseux, a Firenze. È l'inizio di una intensa relazione che tra alterne vicende durerà fino al 1939. Cantata col nome di Clizia, dedicataria delle Occasioni ("a I.B."), l'identità di questa donna è rimasta a lungo nell'ombra. Col tempo, dopo la morte di Montale, si è a poco a poco scoperto che la donna dagli "occhi di ghiaccio" era Irma Brandeis, un'ebrea americana studiosa di Dante che nel 1983 ha donato al Gabinetto Viesseux le 150 lettere che Montale le scrisse, chiedendo che fossero secretate per vent'anni. I vent'anni sono ormai trascorsi, e questi documenti vengono oggi pubblicati.

