Libri di Domenico Felice
Per mantenere il governo devi amarlo. Lo spirito delle leggi
Charles L. de Montesquieu
Libro: Libro in brossura
editore: Bompiani
anno edizione: 2023
pagine: 204
Lo spirito delle leggi fu pubblicato anonimo a Ginevra nel 1748. In trentadue libri e quattordici anni di lavoro Montesquieu tocca i temi fondativi del vivere politico e sociale: la separazione dei poteri, necessaria per l’esercizio della libertà, la riflessione sui tre tipi di governo - repubblica, monarchia e dispotismo, una nuova idea di libertà che coincide con il diritto di fare quello che le leggi permettono. Montesquieu scende sul terreno del rapporto tra l’uomo e l’ambiente, del clima, della storia di popoli diversi e lontani per scoprire che gli uomini in natura si aiutano, guidati dall’istinto di conservazione. E che i guai cominciano quando il sopravvivere lascia posto al vivere.
Opere storiche. Testo francese a fronte
Voltaire
Libro: Libro rilegato
editore: Bompiani
anno edizione: 2022
pagine: 3200
Nel vasto orizzonte degli interessi di Voltaire lo studio della storia ha sempre avuto un’importanza che è impossibile sopravvalutare. Fin dagli anni giovanili, in cui Voltaire si dedicava alla composizione del poema epico La Henriade, consacrato alla figura esemplare di Enrico IV, la storia fu sempre per lui materia di riflessione, tanto sul passato quanto sul presente. Se nel 1745 Voltaire ottenne la prestigiosa carica di “storiografo di Francia”, che lo costrinse per alcuni anni a svolgere la funzione di storico ufficiale di Luigi XV, è grazie alla sua opera di storico che la storia ha cessato di essere opus rhetoricum o erudizione antiquaria, per diventare uno strumento funzionale alla lotta per la diffusione dei lumi della ragione. «Ciò che solitamente manca a coloro che compilano la storia è lo spirito filosofico: la maggior parte, invece di discutere di fatti con degli uomini, racconta favole a dei bambini», Voltaire lamentava nelle Osservazioni sulla storia. La sua immensa opera storica, che abbraccia le civiltà più remote nel tempo e nello spazio fino alla situazione politica e militare degli anni a lui contemporanei, che sono quelli della Guerra dei Sette Anni, ha provveduto a conferire un nuovo significato e una nuova forza critica al vecchio adagio della historia magistra vitae: alla storia, e in primo luogo a quella che egli studia ed espone nelle proprie opere, Voltaire chiede di essere “utile”, ovvero una storia che sia capace di farci «conoscere i nostri doveri e i nostri diritti, senza avere la pretesa di insegnarceli», come scrive, senza mezzi termini, nel Dizionario filosofico.

