Libri di Daniela Bartolini
Le ricette di Collodi
Daniela Bartolini
Libro
editore: Maria Pacini Fazzi Editore
anno edizione: 2016
pagine: 48
La tradizione culinaria di Collodi si basava sul fatto che “in cucina non si butta via nulla” (non scordiamoci che fino agli anni ’20 esso era in provincia di Lucca). Ecco perché il piatto più rappresentativo e antico di questa filosofia è proprio il pattumino lucchese, fatto con gli avanzi delle verdure per il minestrone. Sulla storia del paese di Collodi e sul celebre burattino Pinocchio creato dalla fantasia di Carlo Lorenzini, detto Carlo Collodi, non mancano certo libri, informazioni, riviste e quindi non mi soffermo su questa storia. Ciò che l’autrice cerca di raccontare e trasmettere attraverso queste pagine, è il paese visto dagli occhi di una bimba che ha vissuto il periodo più bello e importante per il paese dei Balocchi. Perché è intorno agli anni ’50 che la già conosciuta Villa Garzoni diventa punto di riferimento turistico, iniziano i lavori per il Parco di Pinocchio, vengono allestite le prime bancarelle di souvenirs. Inoltre, con l’avvento del cinema, arrivano in paese personaggi celebri come Vittorio Gassman, Steve Rives, Diana Dors, Fred Buscaglione ed altri ancora. Significativa è la presenza del mondo dell’arte, legata alla realizzazione delle opere dedicate al Parco di Pinocchio, degli scultori Emilio Greco e Venturino Venturi…
Praga. Diario di viaggio
Daniela Bartolini
Libro: Libro in brossura
editore: Robin Edizioni
anno edizione: 2012
pagine: 96
"Ogni nostro viaggio inizia dal soggiorno, più precisamente dal divano del soggiorno". Ecco l'incipit di questo reportage di viaggio che sa mescolare con sapienza finzione narrativa e finzione storica, descrizione e affabulazione. L'autrice con questo illuminante libro di immagini e parole ci fa immergere lentamente nel cuore pulsante della città di Praga senza mai scadere nel bozzetto oleografico o nel facile stereotipo. Indimenticabili le descrizioni di Stare Mesto, la Città Vecchia o di Mala Strana. Altrettanto suggestiva l'atmosfera che l'autrice sa evocare nel cimitero ebraico con una prosa semplice e priva di retorica: "Non è il freddo, liscio marmo lunare dei cimiteri di guerra; non è la pietra corrosa delle croci celtiche degli incantati cimiteri irlandesi e nemmeno l'anonimo grigio lapideo dei tanti cimiteri verticali delle nostre città..." Le parole hanno come naturale contrappunto una serie di scatti in un bianco e nero dai toni incantati.

