Libri di Cristina Baseggio
La società delle chiavi incrociate. Le opere che hanno ispirato «Grand Budapest Hotel». Con un’intervista a Wes Anderson
Stefan Zweig, Wes Anderson
Libro: Libro in brossura
editore: Editoriale Jouvence
anno edizione: 2022
pagine: 285
Un'esistenza tormentata, sempre in fuga: Stefan Zweig è riuscito a sopravvivere a due guerre mondiali e alla furia antisemita, che non ha risparmiato però i suoi libri, bruciati nei roghi del 1933. Elegante scrittore, Zweig è stato anche un instancabile viaggiatore, ancora oggi capace di guidare i lettori verso terre inesplorate. Eppure, il regista Wes Anderson ci confida di non aver mai sentito parlare di Zweig prima di acquistare, più o meno per caso, una copia dell' "Impazienza del cuore", il suo unico, grande romanzo. Ha subito amato quel libro e all'improvviso si è trovato con decine di altri suoi scritti che non aspettavano altro che essere letti. "Nella Società delle chiavi incrociate", Wes Anderson non solo discute in un'intervista inedita della vita e dell'opera di Zweig, ma fa anche un'accurata selezione dei libri che lo hanno influenzato. Dal "Mondo di ieri" all' "Impazienza del cuore", passando per "Ventiquattro ore nella vita di una donna", questo volume è un appassionante viaggio nello straordinario universo di Zweig, in compagnia di uno dei registi più visionari di tutti i tempi.
Anniversario dell'esame di maturità
Franz Werfel
Libro: Libro in brossura
editore: Guanda
anno edizione: 2017
pagine: 192
Un incontro di vecchi compagni dell'imperial-regio Ginnasio di San Nicola, venticinque anni dopo il loro esame di licenza, risveglia memorie lontane nella mente del giudice istruttore, Consigliere di Corte d'appello dottor Sebastian. Tra i volti ormai appesantiti dagli anni manca quello di Adler, l'artista, il più dotato, il solo a possedere il segreto della poesia. Mosso da quest'assenza, e da un incontro fatto poco prima, in una notte insonne Sebastian riscrive con fretta furiosa una vecchia vicenda giovanile; che è anche la storia di una colpa e di un'espiazione mancata, e dell'eterna crudeltà degli uomini verso gli eletti, quando li riconoscano come tali. Così nel 1928, ispirandosi ai suoi ricordi personali, Franz Werfel ridusse ai termini della giovinezza e della memoria il mito prediletto della finis Austriae, rappresentando nella mediocrità dei personaggi la debolezza e la sorte di un'intera civiltà. L'Austria imperiale vive ormai solo nei palazzi nobiliari trasformati in uffici o nella figura spettrale dell'ex ufficiale dell'esercito sconfitto che si aggira di notte per la città. Ma la celebrazione, allusiva e reticente, del crepuscolo di un mondo non è che lo scenario per il romanzo di una formazione troncata, alla quale Werfel guarda come esemplare.
I quaranta giorni del Mussa Dagh
Franz Werfel
Libro: Libro in brossura
editore: Corbaccio
anno edizione: 2013
pagine: 912
Il romanzo narra epicamente il tragico destino di una minoranza etnica odiata e perseguitata per la sua antichissima civiltà cristiana, in eterno contrasto con i turchi e con il grande impero ottomano. Verso la fine del luglio 1915 circa cinquemila armeni perseguitati dai turchi si rifugiarono sul massiccio del Mussa Dagh, a nord della baia di Antiochia. Fino ai primi di settembre riuscirono a tenere testa agli aggressori ma poi, cominciando a scarseggiare gli approvvigionamenti e le munizioni, sarebbero sicuramente stati sconfitti se non fossero riusciti a segnalare le loro terribili condizioni a un incrociatore francese. Su quel massiccio dove per quaranta giorni vive la popolazione di sette villaggi, in un'improvvisata comunità, si ripete in miniatura la storia dell'umanità, con i suoi eroismi e le sue miserie, con le sue vittorie e le sue sconfitte, ma soprattutto con quell'afflato religioso che permea la vita dell'universo e dà a ogni fenomeno terreno un significato divino che giustifica il male con una lungimirante, suprema ragione di bene. Dentro il poema corale si ritrovano tutti i drammi individuali: ogni personaggio ha la sua storia, ogni racconto genera un racconto. Fra scene di deportazioni, battaglie, incendi e morti, dotate di straordinaria potenza rappresentativa, si compone quest'opera fondamentale dell'epica moderna.

