Libri di Cesare Segre
Orlando furioso
Ludovico Ariosto
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2022
pagine: 1552
Nelle ottave dell'«Orlando Furioso» – composto tra il 1505 e il 1532, durante l'intera carriera letteraria di Ludovico Ariosto – il mondo cavalleresco appare come una finzione letteraria di cui celebrare i valori, sempre attuali, dell'eroismo, dell'onore e soprattutto dell'amore, e attraverso i cui personaggi esaltare la varietà e la grandezza dell'azione umana. Assai complesse e variegate sono infatti le figure che incontriamo, così come le loro vicende e i loro sentimenti: esplorazioni avventurose, storie d'amore contrastato e di delicati idilli, combattimenti, azioni d'amicizia e lealtà... Il Furioso si presenta così come un vero atlante della natura umana, il punto culminante del Rinascimento e della sua scoperta dell'uomo.
Diario civile
Cesare Segre
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 312
“Diario civile” testimonia il lato militante di uno dei più importanti intellettuali della seconda metà del Novecento. Una raccolta, a cura di Paolo Di Stefano, degli interventi apparsi sul Corriere della Sera in cui Cesare Segre ha indagato inquietudini, dubbi, malesseri e speranze del nostro tempo. È il 1988 quando il filologo e semiologo Segre inizia a ragionare pubblicamente sui temi che ogni giorno lo interrogano e stimolano le sue riflessioni. Ne nasce un dialogo sul contemporaneo che lo coinvolgerà per venticinque anni: venticinque anni di domande, analisi, critiche, ragionamenti, discussioni e anche accese polemiche intorno a letteratura e politica, società e religione, cultura e cambiamento. In queste pagine emergono infatti i molti volti di Segre: l’individuo attraversato dalla storia, che salda ricordi personali e narrazione collettiva ripercorrendo il suo essere scampato ai rastrellamenti nazisti, la tragedia della Shoah e «l’enorme sollievo» della Liberazione; il professore che ha a cuore l’istruzione dei giovani e il lavoro dei docenti, minacciato da riforme sempre più insensate; il linguista, preoccupato per l’appiattimento dei registri nell’uso dell’italiano e per il sempre maggiore ricorso, anche nei contesti più alti, al turpiloquio; il critico letterario, che si esprime senza concedere sconti a nessuno, saldo sostenitore della responsabilità etica di ogni intellettuale. “Diario civile” è assieme il testamento culturale di un grande letterato e un invito alla meditazione attiva sul mondo: a rendere vivo il passato, interpellare il presente e immaginare il domani.

