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Libri di Armando Spataro

Le ragioni del no. La posta in gioco nel referendum costituzionale

Le ragioni del no. La posta in gioco nel referendum costituzionale

Nello Rossi, Armando Spataro

Libro: Libro in brossura

editore: Laterza

anno edizione: 2026

pagine: 144

Due magistrati, con una lunga esperienza professionale, spiegano le ragioni del no e la posta in gioco in questo referendum. I sostenitori del sì faranno leva su questioni molto sentite dalla generalità dei cittadini: la lunghezza dei processi, i veri o presunti errori giudiziari, le responsabilità dei magistrati, i motivi del conflitto tra politica e magistratura. In realtà, la revisione costituzionale si occupa assai poco della giustizia italiana e punta a ridefinire, a tutto vantaggio del governo, l’equilibrio tra i poteri dello Stato rendendo la magistratura più debole. Se la riforma andrà in porto, l’attuale maggioranza di governo si sentirà incoraggiata a procedere con il premierato sulla via di una modifica in senso autoritario dello Stato.
12,00 €

Loro dicono, noi diciamo. Su premierato, giustizia e regioni

Loro dicono, noi diciamo. Su premierato, giustizia e regioni

Gustavo Zagrebelsky, Armando Spataro, Francesco Pallante

Libro: Libro in brossura

editore: Laterza

anno edizione: 2024

pagine: 212

Nonostante il fallimento dei tentativi di revisione costituzionale del 2006 e del 2016, l’ossessione per la modifica della Costituzione torna a occupare la scena politica italiana. Contro la democrazia partecipata si pone il premierato proposto da Fratelli d’Italia: una visione nella quale la democrazia si riduce alla scelta, tramite plebiscito, del capo cui sottomettersi una volta ogni cinque anni, senza che, tra una votazione e l’altra, possano operare contropoteri o i cittadini far sentire la propria voce. Sarebbe la negazione del costituzionalismo e della democrazia. Contro l’indipendenza e l’autonomia della magistratura si pone una riforma della giustizia che prevede la separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri e la creazione di due Csm separati e di una Alta Corte per i procedimenti disciplinari, composti tramite sorteggio di tutti i membri. Misure che manifestano soltanto la volontà di controllo della magistratura da parte della politica, ottenuta per svuotamento e indebolimento del suo ruolo. Contro il principio di uguaglianza opera l’autonomia regionale differenziata voluta dalla Lega: un progetto volto ad aumentare poteri e risorse economiche a favore delle regioni più forti e più ricche, con il conseguente abbandono a sé stesso del resto del Paese. L’esatto contrario di ciò di cui l’Italia avrebbe bisogno perché segnerebbe la fine della solidarietà sociale e dell’unità della Repubblica. Se l’Italia soffre una crisi trentennale, la soluzione non è acuirne le cause, annichilendo il Parlamento, il potere giudiziario e l’idea della cittadinanza nazionale, ma difendere sopra ogni cosa l’equilibrio dei poteri e il valore di un’appartenenza comune nel pieno rispetto delle differenze alimentate dal pluralismo delle idee.
15,00 €

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