Libri di Andrea Di Consoli
Il canto silenzioso degli amici
Andrea Di Consoli
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2025
pagine: 216
«Siamo in una strada che con naturalezza fa saltare la distinzione tra poesia e prosa e porta direttamente la scrittura dentro la vita e la vita dentro la scrittura» Franco Arminio «Verrà l’ultimo amore e forse mi perdonerò di essermene andato. Mi vedo all’alba con una sigaretta sulle labbra, taciturno come Vincenzo, pieno di ricordi che mi saltano sulla faccia come le mosche quando arriva l’estate». Una galleria di ritratti, di volti, di storie, di ricordi: Il canto silenzioso degli amici è un luogo poetico affollato, dove l’io narrante è continuamente mosso e agito dagli altri, mescolato alle loro vicende, sollecitato a capire la propria vita attraverso quella degli altri. In bilico tra prosa e poesia, questo libro conferma una voce narrativa nuova, che utilizza della poesia lo slancio lirico e, della narrativa, la vocazione a raccontare storie. Sempre con un linguaggio diretto, franco, esatto nella sua ansia di dire, di definire, di acciuffare brandelli di verità, di durata, di senso. Con realismo confessionale Di Consoli fa continui corpo a corpo con le persone incontrate nell’arco di una vita e con le esperienze concrete della propria vicenda personale, con le cose perdute, con gli affetti, con gli amori, e prova a dare unità e senso a un’esistenza intensa che continuamente si smarrisce e si ritrova. Senza fare sconti ai lati più atroci e disperati della vita, Il canto silenzioso degli amici è anche un inno alla funzione salvifica dei legami, degli altri, dell’amicizia, tanto da configurarsi nel suo insieme come un inno alla speranza: a una speranza “realistica”, concreta, senza illusioni. Un libro emozionante, fraterno, scritto cona la stessa urgenza dei libri di una vita. Sembra l’autoritratto di uno scrittore giunto al culmine del suo sentire maturo, e invece è un libro in cui tutti possono trovare spazio, perché l’”io” di questo libro si compie sempre e solo nel “tu”.
Dimenticami dopodomani
Andrea Di Consoli
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2024
pagine: 208
"Dimenticami dopodomani" è un libro inclassificabile. Forse è una raccolta di poesie; più probabilmente, un libro di racconti in forma poetica. A fine lettura, tuttavia, si ha la sensazione di aver letto un romanzo: il romanzo sentimentale e viscerale di un uomo del sud ormai adulto dilaniato da nostalgie, sensi di colpa, desideri, paure. In questo libro ci sono tutti i temi cari all’autore: l’identità meridionale, la solitudine, l’amore e il disamore, l’essere padre, l’ossessione della memoria, il tarlo della morte. E sempre emerge un tono da resa dei conti, un corpo a corpo con il senso di una vita, un canto urgente e necessario, febbricitante – di scrittore con la fronte calda. Con "Dimenticami dopodomani" Andrea Di Consoli ha dato ennesima prova della sua vocazione di “irregolare”, assai distante dalle mode correnti e da furbizie editoriali. Ha composto un canzoniere realistico e struggente, di grande forza espressiva, rappresentativo della sua generazione. Un libro a cuore aperto, diretto, senza orfismi, reticenze e non detti. Duro e dolcissimo allo stesso tempo. Introduzione di Mario Desiati.
Il nodo
Saverio Strati
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2023
pagine: 178
«Il libro fotografa un uomo in bilico tra modernità e passato, tra avventura e morale, tra radicamento e istinto disgregativo. È un uomo del Sud che non riesce a prendere decisioni con sicurezza e che si muove con impaccio in un nuovo mondo che ha abbracciato immediatamente per intelligenza istintiva ma che ha difficoltà a percorrere con disinvoltura e agilità. E, in fondo, il tema del tradimento, è anche un tema culturale e antropologico, e che riguarda i sentimenti e il sesso solo fino a un certo punto. È evidente un'influenza di un certo clima sperimentale su questo romanzo, anche se tutto è, Il nodo, fuorché un romanzo sperimentale, benché traffichi molto con accavallamenti temporali, plurilinguismo (tedesco, francese, inglese, dialetto, ecc.), inettitudini e "rivoluzioni" più o meno inconsapevoli verso il vecchio mondo. A tutto questo va aggiunto uno stile terso e sorvegliato, un raccontare limpido anche se ossessivo e nevrotico, un uso sapiente e martellante dei dialoghi e una totale assenza di lirismo oleografico e di sociologismo populistico» (dalla prefazione di Andrea Di Consoli).

