Libri di Anacleto Realdon
Psichiatra da stra-pazzo
Anacleto Realdon
Libro: Libro in brossura
editore: Youcanprint
anno edizione: 2025
pagine: 90
E' sempre un'apoteosi, la Barcolana, la regata a vela più affollata al mondo che si svolge ogni anno, alla fine della stagione nel golfo di Trieste. Dal mare, dalla terra, dal cielo o dalla TV, comunque è uno spettacolo unico al mondo di cui dobbiamo andare tutti fieri, triestini, italiani e non. Si vedono molti video celebrativi, curati sia da istituzioni pubbliche che da privati cittadini. Una gara nella gara. Contagio anche tra i non addetti ed i non appassionati. Una regata che non è una regata, in senso rigoroso, ma una festa popolare in cui i mostri di regata partono all'unisono con le nostre barchette che non hanno pretese agonistiche. Una lezione politica ai nostri governanti di come la nautica sia uno sport ed un divertimento anche per un popolo non ricco sfondato.
Ch' a t' vègna 'n canchêr! Raccontarsi per curarsi
Anacleto Realdon
Libro: Libro in brossura
editore: Youcanprint
anno edizione: 2024
pagine: 156
L'autore, velista e psichiatra, vuota il sacco rispetto alle sue esperienze personali, non quelle professionali, ma rispetto alle sue due malattie più gravi, il cancro e la schizofrenia, di cui dichiara di soffrire da sempre. Ripresenta il suo libro di 33 anni fa che portava il titolo di "Enigma cancro". Il titolo attuale, "Ch' a t' vègna 'n canchêr!", è forse dissacrante, ma ora i tempi son maturi e si può finalmente abbandonare infingimenti e falsi pudori. La lotta per la vita comporta l'accettazione di ogni forma di malcelata maledizione, che un ostile e competitivo ambiente di lavoro ti può riservate, ma che l'utilizzo del lessico dialettale reggiano aiuta a superare brillantemente ed allegramente.
Vela passione folle. Ordinaria follia in mare e sulla terraferma
Anacleto Realdon
Libro
editore: Youcanprint
anno edizione: 2022
pagine: 146
Questo saggio segue al precedente dello stesso autore "Il pensionauta folle" . È sempre il binomio vela e follia che viene messo a confronto e che convive nello psichiatra scrittore. Uno psichiatra velista che si autodefinisce schizofrenico e che si cura con la pratica della vela. Ma la vela, a sua volta, è lo sport dei folli, che quindi può causare follia. La vela cura ma può anche determinare follia, è causa ed effetto, allo stesso tempo. È la vela ad essere una passione folle ma è anche lo sport più sano e naturale tanto da essere la cura della follia. Di questo doppio paradosso parla l'autore, folle di suo, e pure follemente appassionato velista. Ripercorre la propria carriera professionale abbinandola alla sua carriera velica con le sue cinque barche a vela, ognuna delle quali ha scandito le varie fasi della sua progressione di carriera fino al suo apice ed al suo collocamento in quiescenza. Due storie curiosamente parallele tra quella del velista e quella dello psichiatra fino a fondersi e confondersi in una fortuita e fortunata combinazione. Ne consegue un variopinto, talora scandaloso, incrocio tra spunti ed aneddoti di vela vissuta e di vita vissuta.
Il pensionauta folle. Vent'anni di navigazione di uno psichiatra
Anacleto Realdon
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Il Frangente
anno edizione: 2018
pagine: 168
Non sono un velista nato, anzi, la mia prima esperienza acquatica è stata drammatica: un naufragio, in tenerissima età, nelle gelide e notturne acque del fiume Adige. Vent’anni più tardi, neolaureato in medicina, uno dei miei primi pazienti mi regalò una vecchia deriva in legno, autocostruita, con le vele in cotone. Con questo improbabile mezzo nautico guadagnai da solo prima il lago poi il mare; la mia “folle” passione per la vela nacque così, fortuitamente, come una sfida alla mia paura più innata, quella verso l’acqua. La vela è nel libro il filo conduttore di ogni percorso e discorso, lo stimolo e il pretesto per raccontare episodi reali e situazioni imprevedibili, storie di normale follia: quella di uno psichiatra velista che trae spunti di vita dal suo vagabondare tra il Mediterraneo e l’Atlantico, prima nel tempo compresso delle vacanze, poi negli spazi dilatati di un felice pensionamento, tuffandosi ogni tanto in divagazioni tragicomiche sulla sua vita personale e professionale. Navigando al largo tra fatiche, imprevisti e soddisfazioni profonde si conquista poco a poco un provvidenziale senso della prospettiva che chi rimane sulla terraferma non potrà mai conoscere.

