Libri di Aldo A. Cassi
Jus brixiae et alibi. Scritti scelti offerti ad Alberto Sciumè
Libro: Libro rilegato
editore: Giappichelli
anno edizione: 2022
pagine: 496
L’Università nacque (per inciso: nell’Italia medievale e con lo studio del diritto; molti lo sanno, ma pochi se lo ricordano quando si disquisisce sulla “offerta formativa” per i futuri giuristi e si pretende di ometterne la Storia del diritto medievale) con la straordinaria scintilla irneriana di un insegnamento che stimola allo studio e di uno studio che si fa motu proprio insegnamento: il sinolo di ricerca e didattica (“studendo docere”) come cuore dell’Università 1. Poi, recentemente, soprattutto per raccogliere finanziamenti, hanno inventato la “terza missione”, una sorta di radicamento sul territorio (una inconscia compensazione localistica, forse, all’esterofilia anglofona che punteggia la mission di ogni università desiderosa di presentarsi smart), che per molte discipline non ha una sana logica. Insomma, il professore universitario si dedica ad una triplice attività, resa sempre più disarticolata dalla burocrazia accademica che ne frantuma l’originaria unitarietà in adempimenti via via più avulsi l’uno dall’altro. Ebbene, ciò che vorrei testimoniare in queste poche righe (che gli sembreranno già troppe, conoscendone l’idiosincrasia ad essere soggetto celebrato) è l’energia con cui Alberto Sciumè ha incarnato le due anime universitarie (ricerca e didattica) e ha accondisceso, con pazienza maggiore di quanto (non) facciano colleghi più giovani, alla missione territoriale.
Santa, giusta, umanitaria. La guerra nella civiltà occidentale
Aldo A. Cassi
Libro: Libro in brossura
editore: Salerno Editrice
anno edizione: 2015
pagine: 173
Plurimillenaria, spesso appassionata, talora sofferta ma sempre rigorosa, è la riflessione sulla guerra: poderosi (e ponderosi) sistemi speculativi sono stati innalzati per giustificare sotto il profilo giuridico e politico il ricorso alle armi. Ai nostri giorni i tentativi di afferrare concettualmente il fenomeno bellico e inserirlo in schemi politico-giuridici si sono moltiplicati e amplificati. Il terrorismo internazionale si diffonde come un virus geneticamente mutato: siamo di fronte all'epidemia di un male che non sembra riconducibile alla - pur tragicamente variegata - esperienza delle guerre. Ma la follia omicida prosegue la sua corsa e il suo corso lungo il medesimo solco antropologico scavato da interrogativi e questioni antiche. Dunque, per acquisirne consapevolezza sarà più che opportuno, necessario, rintracciare e ritracciare almeno alcuni dei principali tratti, snodi, tornanti di un itinerario che, nel bene e nel male (o tra Bene e Male), ha dato forma alla nostra civiltà.
Ius commune tra vecchio e nuovo mondo. Mari, terre, oro nel diritto della conquista (1492-1680)
Aldo A. Cassi
Libro
editore: Giuffrè
anno edizione: 2004
pagine: XVI-496
La giustizia in sant'Agostino. Itinerari agostiniani del quartus fluvius non dictus
Aldo A. Cassi
Libro: Copertina morbida
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2013
pagine: 128
Agostino non scrisse alcuna opera dedicata alla Giustizia. Eppure la dimensione giuridica gli appartenne più di quanto sia stato finora rilevato: dalla sua stessa educazione giovanile all'esaltante esperienza delle liti discusse nel foro per clienti pendentes ex lingua patroni sui; dal deprimente taedium turbarum turbulentarum delle funzioni giurisdizionali come vescovo di Ippona alle accese diatribe canonistiche nei sinodi nordafricani, la giustizia accompagnò costantemente la biografia di Agostino (capitolo 1). Ma a ben vedere (né poteva essere altrimenti) anche la sua bibliografia: molte e profonde sue pagine sono intrise dello sforzo di investigare la Iustitia in tutte le iridescenze del suo spettro: dalla funzione teoretica nel climax Giustizia Conoscenza Verità (capitolo 2), alla complessa configurazione di un "diritto naturale" (capitolo 3), alla formulazione di principia iuris e argomentazioni di matrice giuridica (funzione della pena, giustizia dello Stato, "guerra giusta", punizione eterna ecc.) che informano la Gerusalemme terrena e quella celeste (capitolo 4), e costituiscono preziosi frammenti della mappa che traccia il percorso del quarto fiume dell'Eden (Gn. 2, 10-14), del quale non dictus est il tragitto, perché iustitia ad omnes partes animae pertinet.
Ultramar. L'invenzione europea del Nuovo Mondo
Aldo A. Cassi
Libro: Copertina morbida
editore: Laterza
anno edizione: 2007
pagine: 200
La Conquista del Nuovo Mondo fu l'opera di un Giano bifronte, un balletto sul filo del cinismo e dell'utopia. Di fronte all'enormità della scoperta, gli europei rimasero letteralmente senza parole. La Natura americana e la Cultura europea sembravano irrimediabilmente incommensurabili. Tutti gli aspetti del Nuovo Mondo richiedevano una definizione appropriata, che le categorie concettuali europee non erano in grado di fornire, se non per approssimazione: l'oceano venne provvisoriamente chiamato 'Mar tenebroso', il puma fu battezzato 'Icone di montagna', gli stessi indigeni furono chiamati 'indios', anche se non si trattava nemmeno lontanamente di abitanti delle Indie. Per 'prendere' il Nuovo Mondo, prima di tutto bisognava 'comprenderlo' e i soli che avessero le parole giuste per farlo, gli stregoni delle nuove terre, erano i giuristi. La cultura giuridica fu insomma il sistema di comunicazione, l'interfaccia tra il Vecchio Mondo medievale e il Nuovo Mondo la cui scoperta inaugurava l'età moderna. Abituati per mestiere ad avere orrore delle approssimazioni, i giuristi iniziarono a distinguere, a discutere, a definire. Questo libro ripercorre la storia di quelle parole e del loro potere demiurgico e distruttivo.

