Libri di Walter Tomada
Friulani eretici. Storia millenaria di disobbedienti irriducibili e bastiancontrari
Walter Tomada
Libro: Libro in brossura
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 2024
pagine: 304
"I Furlani son irriducibili e bastiancontrari!" Storia millenaria di Friulani Eretici. C'è uno spettro che da secoli si aggira per il Friuli: è la vena eretica di un popolo che normalmente viene descritto come "salt, onest, lavoradôr", tutto d'un pezzo e sempre pronto alla cieca osservanza di regole e ruoli imposti da padroni rapaci. Ad essi ha fatto spesso gioco attribuirgli il ruolo di "sotàn", di suddito manzonianamente "disposto sempre all'obbedienza", e fiero della propria disciplina. Eppure, a ben guardare, gli "irriducibili" sono davvero tanti e attraversano tutte le epoche quasi ci fosse nei friulani un Dna bastiancontrario che affiora quando meno te lo aspetti o, meglio, quando la misura (del buon senso, della giustizia, della decenza) è colma. Tra di loro, ovviamente, ci sono state anche molte donne per cui essere eretiche spesso significava semplicemente voler essere libere. Il minimo comune denominatore della ribellione è il movente: l'autonomia di pensiero. Seguendo le tracce di coloro che si sono mossi lungo i secoli "in direzione ostinata e contraria", si può capire che il senso di indipendenza mentale insito in molti friulani è il sale di una terra che, se è rimasta fedele a se stessa, se ha forgiato e conservato una lingua millenaria, se ha saputo resistere alle onde del destino, a invasioni e catastrofi, lo deve proprio al suo sguardo divergente, spesso libero, uno sguardo friulano.
Storia del Friuli e dei friulani. Dalle origini a noi
Walter Tomada
Libro: Libro in brossura
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 2022
pagine: 490
"Storia del Friuli e dei friulani" è il libro d'un popolo, della sua terra, delle sue condizioni di vita, della sua fede religiosa e popolare, di cosa è accaduto nei suoi millenni di Storia. Dall'era glaciale all'uomo delle caverne, dai tumuli ai castellieri, e così l'avvento dei Venetici e dei Celti, Roma con il suo esercito e la fondazione di Cividale e della grande Aquileia, la distruzione portata da Attila, l'era dei Longobardi, quando i Duchi friulani diventavano Re d'Italia, il 3 aprile 1077, la millenaria stagione dei Patriarchi, la Serenissima, le eresie e le arti, il passaggio di Napoleone e poi l'Austria, il Risorgimento e il 1866, gli anni della fame e le innovazioni dell'Ottocento, la Grande Guerra, Caporetto, il biennio rosso e il fascismo, la Seconda guerra mondiale e la resistenza friulana, il Novecento e le sue tensioni di confine, il prima e il dopo Terremoto… E su tutto, l'anima e le tradizioni, che qui sono antiche quanto il tempo. L'autore, dopo anni di studio, ricerca e scrittura, ci consegna un'opera che è un lungo, appassionante, viaggio nei nostri millenni, alla ricerca delle radici profonde di una terra, il Friuli.
Il Friul. Vie pai secui. La storie de Patrie che no ti àn mai contât
Walter Tomada, Fausto Zof
Libro: Libro in brossura
editore: Corvino Edizioni
anno edizione: 2021
pagine: 296
Udine. Antologia dei grandi scrittori
Walter Tomada
Libro
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 2012
La faglia dentro. Cosa resta del 6 maggio 1976
Walter Tomada
Libro: Libro in brossura
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 2026
pagine: 200
I friulani si portano dentro il terremoto come un marchio: è lo spartiacque della storia di questa terra, ma anche della vita di ciascuno di coloro che l’hanno attraversata nei giorni o negli anni successivi alla scossa del 6 maggio 1976. Il Novecento non ha risparmiato niente, a nessuno e in nessuna parte del mondo. Ma qui da noi la vera cesura del secondo Novecento, che segna come un taglio netto la divaricazione tra il prima e il dopo, tra ciò che eravamo e ciò che siamo diventati, è un’altra: sono gli interminabili 59 secondi in cui la terra tremò. La furia dell’Orcolat, quel minuto maledetto che sembrava non finire mai: e anche i mesi successivi, per ragioni diverse, parvero interminabili. I mesi nelle tende, e poi nelle baracche; i rimpianti, l’anelito a chi e a ciò che si era perduto per sempre; la fatica del mestiere di sopravvivere; lo spavento per le scosse che non smettevano mai, e la ricaduta dopo lo sconquasso del 15 settembre che cancellò anche tutto ciò che era rimasto in piedi; le proteste, che portarono tensione ma anche unità e solidarietà forse irripetibili, nella convinzione comune che “Un modon par omp e il Friûl al torne a plomp”. Da lì si è ripartiti. E mentre il mondo intero veniva in soccorso, e le cronache si accorgevano di questo lembo estremo di penisola, iniziò l’operazione di immaginare un nuovo Friuli, ma “com’era e dov’era”.

