Libri di Viviana Faschi
Dalla struttura alla matrice. Politiche della psicosi a partire da Jacques Lacan
Viviana Faschi
Libro: Libro in brossura
editore: Orthotes
anno edizione: 2023
pagine: 154
Jacques Lacan ci ha insegnato che la psicosi è “strutturata” e che questa struttura è antipodale rispetto a quella nevrotica. Compiendo un percorso a ritroso nella clinica delle psicosi, questo volume vuole scommettere sull’idea che ci sia qualcosa di antecedente alla struttura. Una matrice, la quale, secondo causalità insieme aleatorie e contingenti, stocastiche e necessarie, fa propendere il soggetto per l’una o l’altra struttura. Si scopre così che il confine che separa nevrosi e psicosi non è così netto come si è pensato, e che ci troviamo sempre di fronte a soggettività che non sono né totalmente nevrotiche né totalmente psicotiche, ma sono semmai abitate dalle infinite sfaccettature di questa solo apparente dicotomia.
L'insondabile decisione dell’essere. Filosofia e psicoanalisi dinnanzi alla causalità della follia
Libro: Libro in brossura
editore: Orthotes
anno edizione: 2020
pagine: 166
Che cos’è la follia e perché interessarsene? Interrogare la causalità della follia vuol dire interrogare l’etica del soggetto. Il folle infatti ha molto di dirci e da mostrarci della nostra stessa umanità. «Insondabile decisione dell’essere» – boutade, provocazione, enunciazione ispirata – la frase appartiene al primo Lacan e non viene mai più ripresa lungo il corso del suo insegnamento. Eppure in essa c’è la chiave per comprendere come l’essere del soggetto abbia incontrato sul suo cammino quella compagna di vita chiamata follia. Otto tra filosofi, psicoanalisti e medici cercano in questo volume di sbrogliare l’inestricabile matassa di ciò che è strutturalmente indicibile.
Lo spleen di Milano
Viviana Faschi
Libro
editore: NEM
anno edizione: 2014
pagine: 49
“Lo Spleen di Milano” di baudelaireiana memoria è l’Opera Prima di Viviana Faschi, che inaugura la collana “Le Civette” proprio in omaggio alla “vecchia” Editrice Magenta e agli occhi del predatore notturno sacro agli dei che secondo la tradizione greca, come scrive accuratamente il prefatore, questa è una “poetica della sguardo”; infatti la scrittura della giovane Faschi è una personale riflessione sui limiti dell’agire umano e sul grande disegno che la Poesia universale dona alla realtà quotidiana. Ed è a partire da questa interpretazione compresa tra etica e storia che la figura della poesia negli “Spleen di Milano” segna l’esistenza di una strada percorribile e sviluppa tematiche credibili parlando delle tragedie del vivere nelle quali si indicano i miti che le accompagnano, se ne scrivono i poemi, ma soprattutto se ne indicano le ansie e la malinconia dei luoghi. Infatti se da una parte ci troviamo di fronte ad un io capovolto, come la società degli ultimi anni, dall’altra la prosa poetica di Viviana Faschi si misura con il nesso plausibile tra la poesia (poiein) e la verità (alètheia), temi tanto cari a Heidegger e a Holderlin. Si tratta di un linguaggio colto ma allo stesso tempo semplice (mai semplificato), fortemente introspettivo, quasi autoctono, dove il lirismo è appena accennato a favore di una parola pura e veritativa, che si snoda tra il Duomo e il Mc Donald’s, tra le liturgie sacre di Mariae Nascenti e la home sweet home made in U.S.A. Un libro delle strade tortuose, che vaga al di qua di Milano (il baratro è molto vicino alla riva) e al di là dell’oceano Atlantico, come un epilogo nomade, cercando di dipanare le metafisiche (a volte ambigue e drammatiche) risacche dell’infanzia, ma sempre nitide e chiare, come la nebbia della diversità.

