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Libri di Urban@it. Centro nazionale studi politiche urbane

Decimo Rapporto sulle città. L'università pubblica italiana per città e territori

Decimo Rapporto sulle città. L'università pubblica italiana per città e territori

Libro: Libro in brossura

editore: Il Mulino

anno edizione: 2025

pagine: 256

Questo Decimo Rapporto sulle città di Urban@it - nel decennale dell'istituzione dell'omonimo Centro Studi - restituisce il quadro complesso delle relazioni tra le Università pubbliche italiane (a partire dalle istituzioni associate) e le città e i territori. Il volume è strutturato in tre parti: «Diritto allo studio e diritti di cittadinanza», «L'università come controverso attore della rigenerazione urbana», «Pratiche di engagement nella produzione di beni pubblici e benessere collettivo». Con il consueto taglio corale e transdisciplinare, ciascuna parte approfondisce temi e questioni utili a perimetrare un campo di azione entro il quale riconoscere indirizzi per una collaborazione più intenzionale delle università per città e territori. Pertanto, il Rapporto si apre con un'approfondita disamina delle questioni connesse all'innovazione del diritto allo studio nel nostro paese. In particolare, si guarda alle politiche che tracciano i confini per nuove forme dell'abitare studentesco, in grado di promuovere una nuova abitabilità a scala urbana. Si prosegue poi con riflessioni e proposte che puntano a ricollocare il ruolo delle università nei processi di trasformazione e rigenerazione urbana, con attenzione anche al mutamento della domanda di servizi innovativi da parte degli studenti. Infine, si propongono selezionate pratiche originali e virtuose che potrebbero aiutare a potenziare l'azione delle università in favore delle città (e degli abitanti) proprio riflettendo sulla specificità ma, anche, sul valore pubblico e irriducibile di alcune delle molte prassi già in campo. Così il Decimo Rapporto prova, come quelli che lo hanno preceduto, a delineare prassi di intervento che possano diventare indirizzi di policies utili alle università e soprattutto al Paese.
24,00

Studiare e vivere in città accoglienti e sostenibili. La strategia di Puglia Regione Universitaria

Studiare e vivere in città accoglienti e sostenibili. La strategia di Puglia Regione Universitaria

Libro: Libro in brossura

editore: Franco Angeli

anno edizione: 2025

pagine: 238

Il volume raccoglie gli esiti del percorso istituzionale e di ricerca avviatosi nel febbraio 2021 grazie al progetto Puglia Regione Universitaria: studiare e vivere in città accoglienti e sostenibili, promosso dalla Regione Puglia e dall'Adisu Puglia, sotto il coordinamento scientifico di urban@it. Il progetto, di durata biennale, ha coinvolto cinque città universitarie, cinque atenei (responsabili ciascuno di un tema di approfondimento: Housing, Cultura, Sostenibilità, Diritto allo Studio, Accessibilità), numerosi studenti e una serie di stakeholder attivi sul territorio, con lo scopo di definire scenari, politiche e strategie per un rinnovato rapporto tra sistema universitario e sistema urbano. Il volume si articola in cinque sezioni che danno voce, rispettivamente, ai diversi gruppi di lavoro e agli attori coinvolti nell'esperienza, esplicitandone i molteplici punti di vista e raccontando la complessità del progetto. Emergono, quindi, le ragioni e la strutturazione del progetto, i risultati delle attività di ricerca scientifica condotta dai differenti atenei, il rapporto tra i sistemi urbani e i sistemi universitari, le politiche e le strategie regionali, sviluppati nei due anni di attività. Molteplici approfondimenti tematici intervallano la narrazione, tra cui la presentazione dei "progetti bandiera" sviluppati nell'ambito del progetto. Il volume si chiude con uno dei contenuti più operativi del progetto: l'Agenda regionale del Diritto allo Studio, frutto di un lungo e articolato percorso di ricerca e confronto con i territori. In definitiva, il volume intende presentare il progetto Puglia Regione Universitaria nelle varie dimensioni, riconoscendone il merito di aver dato vita ad una rete territoriale per l'interscambio delle conoscenze e allo sviluppo di progettualità condivise, per garantire a chi sceglie di studiare in Puglia un pieno diritto di cittadinanza, quale aspetto imprescindibile del Diritto allo Studio.
33,00

Nono rapporto sulle città. Le città e i territori del PNRR. Attori, processi, politiche

Nono rapporto sulle città. Le città e i territori del PNRR. Attori, processi, politiche

Libro: Libro in brossura

editore: Il Mulino

anno edizione: 2024

pagine: 360

Il Pnrr, ossia la strategia di sostegno e rilancio lanciata all'interno del programma Next Generation EU dell'Unione Europea per rispondere alla crisi innescata dalla pandemia da Covid-19, è senz'altro una delle più rilevanti politiche pubbliche che abbiano interessato il Paese negli ultimi decenni. Le città e i territori sono i maggiori beneficiari degli interventi previsti, ma sono anche, in molti casi, protagonisti nel definirne la domanda, nel delimitare e strutturare il sistema d'azione e i policy networks che presiedono ai processi di attuazione. Una riflessione sulle relazioni tra Pnrr e dimensione urbana è quindi cruciale, per cercare di comprendere meglio se le città siano il focus del Pnrr o lo sfondo su cui il programma si articola, e, in entrambi i casi, a quali idee di città e territori e a quali «questioni urbane» il programma sia ispirato e provi a rispondere. Questo approfondimento è utile anche considerando l'eredità che la breve stagione di lavoro legata al Pnrr potrà lasciare alle generazioni future e per comprendere in quale misura la città, nelle sue diverse forme, sarà considerata centrale nella relazione con i processi di sviluppo locale e sovra-locale. Il Nono Rapporto raccoglie contributi di studiose e studiosi da differenti università italiane ed enti di ricerca europei, che restituiscono l'articolazione degli approcci e delle modalità con cui territori differenti, dalle città metropolitane ai contesti di città medie, si sono confrontati con questa politica e come hanno proposto di declinarla in chiave urbana e territoriale. Dal punto di vista tematico, il Rapporto indaga poi alcuni nodi cruciali, costitutivi delle relazioni tra elaborazione e attuazione del Pnrr da un lato, e contesti territoriali e istituzionali dall'altro, quali la dimensione di innovazione e di apprendimento istituzionale nelle politiche locali, i temi della governance multilivello, gli aspetti legati alla preparedness di fronte all'incertezza sistemica crescente, le relazioni con le agende per la sostenibilità ai diversi livelli e - secondo il divenire dei singoli contesti - l'innovazione urbana e il suo contributo a quella del Paese.
26,00

Ottavo rapporto sulle città. Mobilità & Città: verso una post-car city

Ottavo rapporto sulle città. Mobilità & Città: verso una post-car city

Libro: Libro in brossura

editore: Il Mulino

anno edizione: 2023

pagine: 224

La transizione verso una mobilità urbana sostenibile, inclusiva e sicura è un obiettivo condiviso da diverse agende urbane, orientate a perseguire un modello di città meno dipendente dall'uso dell'auto che è stato definito post-car city. Il cambiamento di paradigma richiede azioni di progettazione e ri-organizzazione della mobilità urbana finalizzate al riequilibrio modale in favore del trasporto pubblico, della mobilità attiva e di quella condivisa e alla intermodalità, sostenuta anche dalla diffusione di piattaforme di infomobilità che possono migliorare l'organizzazione degli spostamenti individuali e ottimizzare la gestione dei servizi. La sfida si pone rispetto alle modalità e ai tempi per conseguire questa transizione. Non si tratta infatti (solo) di sostenere la ricerca e la diffusione di innovazioni tecnologiche, ma di ripensare il ruolo di tutte le componenti della mobilità urbana, nell'ottica di fornire servizi integrati per spostamenti door-to-door e per garantire una accessibilità diffusa. Il libro, che raccoglie contributi di studiosi di numerose università italiane, restituisce un quadro di misure avviate per traguardare un modello di post-car city, valutarne la significatività rispetto alle diverse condizioni insediative e la applicabilità rispetto al quadro normativo di riferimento. Il Rapporto offre tre prospettive di dibattito: si interroga sull'efficacia e trasferibilità di modelli di integrazione trasporto e usi del suolo come i TOD e le politiche per sostenere la accessibilità di prossimità; discute del ruolo delle innovazioni tecnologiche e digitali e delle implicazioni socio-economiche e spaziali della loro diffusione e, infine, si confronta con le necessarie innovazioni normative per perseguire la transizione.re - secondo il divenire dei singoli contesti - l'innovazione urbana e il suo contributo a quella del Paese.
20,00

Settimo rapporto sulle città. Chi possiede la città? Proprietà, poteri, politiche

Settimo rapporto sulle città. Chi possiede la città? Proprietà, poteri, politiche

Libro: Libro in brossura

editore: Il Mulino

anno edizione: 2022

pagine: 336

Nella messa in opera del Piano nazionale di ripresa e resilienza una parte essenziale delle innovazioni che esso vuole «mettere a terra» chiama in causa le città e le loro capacità di mobilitare, aggregare, decidere, realizzare progetti di profondo, rapido e tangibile miglioramento della vita individuale e collettiva. È un impegno colossale data la trasformazione della cultura amministrativa e organizzativa che richiede anche e proprio alle istituzioni e alle comunità locali. E dato anche il bisogno che le une e le altre sappiano creare un ambiente favorevole all'effettività di un cambiamento sostanziale nelle proprie agende di lungo andare e negli obiettivi sino a oggi prediletti. Il Settimo rapporto sulle città di Urban@it affronta le condizioni di contesto che quel cambiamento dovrebbero ospitare. Lo fa mettendo sotto osservazione alcune delle principali città italiane secondo tre profili essenziali: lo stato e l'evoluzione degli assetti e dei mercati immobiliari; l'impatto e le dinamiche dei processi di digitalizzazione nelle reti in cui questi si articolano; il formarsi e il consolidarsi di pratiche di condivisione civica e sociale della gestione di beni, spazi e funzioni di rilevanza comunitaria. Tre prospettive di ricerca che evidenziano, anche mediante approfondimenti trasversali alle diverse realtà urbane, come si siano andate evolvendo la configurazione dei poteri locali, le modalità di governance cui essi danno vita, le relazioni con soggetti e dinamiche internazionali di mercato, le forme, gli attori e le risorse della negoziazione e della regolazione sociale. Ne emerge un ritratto a mosaico che - scontando l'impatto della pandemia e le misure conseguenti - ci dice come cambi il «possesso» delle città in Italia, come esso si vada articolando e redistribuendo. E quanto possa influenzare, o condizionare o vincolare - secondo il divenire dei singoli contesti - l'innovazione urbana e il suo contributo a quella del Paese.
25,00

Sesto rapporto sulle città. Le città protagoniste dello sviluppo sostenibile

Sesto rapporto sulle città. Le città protagoniste dello sviluppo sostenibile

Libro: Libro in brossura

editore: Il Mulino

anno edizione: 2021

pagine: 272

Il cambiamento climatico e la crisi determinata dalla diffusione del virus Covid-19 hanno fatto uscire il dibattito sulla sostenibilità dalla ristretta cerchia degli addetti ai lavori per farne un argomento all'attenzione di un'opinione pubblica sempre più vasta. Molti ormai si rendono conto che non bisogna tornare a come eravamo prima della pandemia, con il rischio di ricreare le cause che l'hanno generata a partire dalla distruzione degli habitat naturali, ma occorre cambiare il nostro modello di sviluppo nell'unica direzione possibile, quella dello sviluppo sostenibile. Anche l'Europa ha fissato alcune priorità - transizione energetica, trasformazione digitale, inclusione sociale - per le quali le città sono fondamentali. Il rapporto è suddiviso in tre parti. La prima, intitolata «Le politiche urbane alla prova degli SDGs» si propone di fare il punto sulle esperienze di localizzazione degli obiettivi dell'Agenda ONU 2030 a livello urbano sia in Italia che a livello internazionale. Nella seconda, intitolata «La resilienza urbana, i cambiamenti climatici e i rischi ambientali» si prendono in esame le dimensioni energetiche e ambientali dell'Agenda, mentre nella terza, «I cambiamenti climatici e le dissimmetrie sociali sullo sfondo della crisi del welfare urbano», si prendono in esame le dimensioni sociali e quelle legate al paesaggio e all'alimentazione. Nell'introduzione dei curatori sono contenute le proposte per sviluppare le esperienze di Agende locali a partire dalle Agende metropolitane per lo sviluppo sostenibile, in corso di elaborazione col sostegno del ministero dell'Ambiente.
20,00

Quinti rapporto sulle città. Politiche urbane per le periferie

Quinti rapporto sulle città. Politiche urbane per le periferie

Libro: Copertina morbida

editore: Il Mulino

anno edizione: 2020

pagine: 224

Il termine periferia non è antico, compare solo alla fine degli anni Venti dello scorso secolo e nel senso comune è sempre associato al dualismo spaziale con il centro. Ma tale categoria analitica non è più adeguata. La sofferenza urbana pervade l'insieme del territorio metropolitano, con alcune zone in cui il disagio è particolarmente concentrato e che, in diversi casi, non hanno una relazione con la distanza dal centro della città. Entra in crisi così la rappresentazione fisica e spaziale del concetto di periferia. È interessante notare che ciò nonostante, o forse proprio per questo, nel corso degli ultimi anni questo concetto è tornato al centro dell'interesse tanto delle politiche pubbliche (commissione della Camera della scorsa legislatura, bando da 2,2 miliardi di euro) quanto della ricerca. La questione più rilevante è il come intervenire, evitando la solita lista delle opere pubbliche da fare, con un approccio realmente integrato che affronti le cause del disagio delle condizioni di vita delle periferie: la casa, il lavoro e l'educazione. Riprendendo le indicazioni della commissione parlamentare, si può auspicare una specifica Strategia per le periferie 2020-2030 con una chiara regia centrale e un ampio ricorso alla co-progettazione fra gli attori coinvolti, basata su una mappa delle aree prioritarie di intervento. Si propone la realizzazione di Agenzie sociali di quartiere che trattando in modo integrato alcuni fondamentali bisogni, funzionino come hub fra i servizi sociali dei comuni, le scuole, i centri per l'impiego e il terzo settore. In duecento quartieri delle città italiane, ove è più grave il disagio, si potrebbero formare e impiegare giovani agenti di sviluppo, da selezionare fra coloro che già operano in quei territori, con il compito di aggregare e far cooperare tutti gli attori per valorizzare e utilizzare nel miglior modo possibile le risorse esistenti.
19,00

Quarto rapporto sulle città. Il governo debole delle economie urbane

Quarto rapporto sulle città. Il governo debole delle economie urbane

Libro: Copertina morbida

editore: Il Mulino

anno edizione: 2019

pagine: 251

La qualità delle aree urbane è un fattore fondamentale per il rilancio dell'economia italiana e per la riduzione delle disuguaglianze sociali e territoriali. Tuttavia il contributo delle città all'economia nazionale è inferiore rispetto ad altri grandi Paesi avanzati, essendo frenato dalla congestione, dai contenuti livelli di istruzione, dalle elevate rendite immobiliari e da un deficit di governo. Lo testimoniano la scarsa incidenza del ruolo delle città metropolitane e gli esiti fortemente diversificati dei grandi programmi di trasformazione urbana. Lo confermano le dinamiche riguardanti il turismo nei centri storici, le aree perturbane, i contenitori industriali abbandonati nei distretti e nelle città, la diffusione della residenza dei migranti fuori dai centri maggiori. Anche interessanti fenomeni emergenti, quali i sistemi locali del cibo, i makerspace, le innovazioni delle aziende di servizio pubblico e il ruolo delle Fondazioni di origine bancaria, nuovi centri nevralgici delle economie locali, sono scarsamente e debolmente governati. Per questo il Rapporto propone alcuni indirizzi per un'Agenda urbana fondata su politiche di espansione e soluzioni istituzionali innovative, a partire da una sede decisionale in cui lo Stato e le città verifichino costantemente l'andamento degli investimenti pubblici e rimuovano gli ostacoli che si manifestano nell'attuazione degli interventi.
20,00

Terzo rapporto sulle città. Mind the gap. Il distacco tra politiche e città

Terzo rapporto sulle città. Mind the gap. Il distacco tra politiche e città

Libro: Copertina morbida

editore: Il Mulino

anno edizione: 2018

pagine: 330

Dopo anni di stasi le città tornano all'attenzione della politica nazionale, come dimostra il Bando per le periferie del 2016. Ma il gap tra politiche e città persiste, anche se si riconfigura in un movimento di tipo quasi ondulatorio, di ricerca reciproca e al tempo stesso di incontro incompleto. Le politiche sono in cerca di città, perché non hanno sedimentato una visione strategica del ruolo delle città nello sviluppo del Paese. Esiste uno scarto tra retoriche e politiche, tra ordinario e straordinario, tra sperimentazione e flusso costante dell'azione pubblica. Se ne occupa la prima parte del Rapporto. Anche le città sono in cerca di politiche, per contesti, popolazioni, problemi e innovazioni che crescono fuori o ai margini delle politiche esistenti. I nodi principali sono la variabile tempo - poiché si tratta di trasformazioni che non è possibile affrontare in una logica emergenziale -, la difficoltà a mettere a fuoco le questioni, la scarsità degli strumenti a disposizione degli attori territoriali, a partire dal restringimento del welfare. Tutto questo è materia della seconda parte del Rapporto. Proporsi di ridurre la distanza tra politiche e città, come fa la terza parte, significa riflettere in profondità sulle ragioni della distanza e apprendere dai diversi cantieri aperti, anche da parte di nuovi attori che «fanno città». Significa aprire una nuova stagione di politiche urbane a partire da questioni di metodo (conoscenza, regolazione, finanziamento) e affrontando questioni di contenuto (inclusione dei migranti e dei rifugiati, qualità dell'aria, economia circolare, resilienza, povertà urbana, abitare, lavoro e competenze nell'economia locale, cultura) per superare la logica dei bandi e procedere attraverso accordi con le autorità urbane locali sull'esempio dei city deals olandesi e britannici. L'Agenda urbana nazionale non è un piano, o non lo può più essere. È un metodo e una visione al plurale, con pratiche innovative ispirate a un quadro di riferimento strategico capace di informare politiche integrate.
25,00

Secondo rapporto sulle città

Secondo rapporto sulle città

Libro: Copertina morbida

editore: Il Mulino

anno edizione: 2017

pagine: 301

L'Agenda urbana nazionale deve prendere le mosse dalle agende delle città: questa è la prospettiva e la proposta di fondo del secondo Rapporto di Urban@it. Solo così si potranno attuare le sollecitazioni dell'Agenda urbana per l'Unione europea (Pact of Amsterdam) e della New urban Agenda dell'Onu (Habitat III di Quito). Molte nostre città versano in una situazione di crisi strutturale, con il rischio di un'ulteriore divisione tra aree e regioni del paese. Ciò nonostante si stanno sperimentando politiche innovative sulla gestione dei fenomeni migratori, la rigenerazione urbana, la resilienza nei confronti dei cambiamenti climatici, l'innovazione sociale come motore possibile di coesione. Ma, soprattutto nel Mezzogiorno, le sperimentazioni più interessanti non sono ancora in grado di incidere sulle agende urbane per ridefinire il modello di sviluppo, in una fase di drastica riduzione delle risorse per i governi locali e di crescita della fragilità dei territori. Nel giugno 2016 sono andate al voto alcune tra le maggiori città italiane, con un avvicendamento di maggioranze e l'affermazione di rilevanti novità politiche. In un contesto di forte movimento, il Rapporto propone una lettura delle agende urbane articolata su due piani. Nei «ritratti» dedicati a Torino, Milano, Venezia, Parma, Prato, Roma, Napoli e Matera - non solo città metropolitane, ma anche città medie e medio-grandi - vengono narrate e interpretate evoluzioni e prospettive, con la possibilità di trarne considerazioni di carattere generale. Inoltre, i capitoli dedicati a temi trasversali - le Agende transnazionali, il riassetto istituzionale dei governi locali, il welfare, le periferie e la rigenerazione urbana, le politiche per la resilienza e i fenomeni migratori - propongono una lettura dei processi di trasformazione che ridefiniscono la cornice stessa dell'azione di governo, sfidando la capacità innovativa delle città.
24,00

Undicesimo rapporto sulle città

Urban@it. Centro nazionale studi politiche urbane

Libro: Libro in brossura

editore: Il Mulino

anno edizione: 2026

pagine: 160

16,00

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