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Libri di Ulderico Daniele

Questo campo fa schifo. Un'etnografia dell'adolescenza rom fra periferie e scenari globali

Questo campo fa schifo. Un'etnografia dell'adolescenza rom fra periferie e scenari globali

Ulderico Daniele

Libro: Libro in brossura

editore: Meti Edizioni

anno edizione: 2013

pagine: 384

I giovani rom alle fermate degli autobus o sui vagoni della metropolitana sono uno dei simboli della pericolosità associata agli "zingari", ma sono ritratti anche come vittime del degrado dei campi-nomadi e di una "cultura" che non ne rispetterebbe diritti e desideri. Il volume, una ricerca etnografica di due anni in un campo nel quartiere Magliana a Roma, vuole sfidare queste rappresentazioni documentando la quotidianità, i sogni e le limitazioni di un gruppo di adolescenti. Questi giovani vivono il confronto con i coetanei nelle scuole, nelle cattedrali del consumo e del divertimento che costellano la periferia e nelle relazioni virtuali dei social network, ma la loro transizione verso l'adultità è segnata dal rapporto con le norme sociali improntate ai valori della "vergogna" e dell'onore che nello spazio separato del campo sono rinforzati dal controllo costante dei co-residenti. Mentre fra i container si nascondono desideri e storie d'amore clandestine, le loro traiettorie si costruiscono attraverso network comunitari che li avvicinano ad altre metropoli europee e agli Stati Uniti, senza alcun radicamento a Roma che non sia limitato allo spazio esclusivo del campo-nomadi.
23,00

Sono del campo e vengo dall'India. Etnografia di una collettività rom ridislocata

Sono del campo e vengo dall'India. Etnografia di una collettività rom ridislocata

Ulderico Daniele

Libro: Copertina morbida

editore: Meti Edizioni

anno edizione: 2011

pagine: 256

Nel settembre 2005 circa mille rom che da vent'anni vivevano nel campo di vicolo Savini, a pochi metri dalla Basilica San Paolo a Roma, sono stati trasferiti con grande clamore mediatico in un nuovo insediamento a 25 km dalla città. Il nuovo campo di Castel Romano, con prefabbricati a scacchiera, circondato da un parco naturale e da un muro di separazione, per le amministrazioni Veltroni e Alemanno rappresenta un modello per la "soluzione del problema rom". Nella prospettiva dell'antropologia critica della contemporaneità la vicenda si rivela esemplare: in prima istanza perché riattualizza termini come "zingaro" e "nomade", con tutto il loro deposito di stereotipi e pregiudizi, quindi per il fatto di rappresentare emblematicamente i processi e gli esiti, perlopiù negativi, delle politiche di separazione ed espulsione dei rom dagli spazi urbani. Un modello innovativo di analisi etnografica, ridislocata nei due insediamenti e lungo le fasi del trasferimento, mette anche in luce come il confine fra i rom e i diversi "noi" -istituzioni, associazioni e società locale- funzioni come criterio ordinatore dei rapporti sociali, fino a produrre differenze, alleanze e forme inedite di potere.
20,00

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