Libri di Silvano De Fanti
La linea zero
Szczepan Twardoch
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2026
pagine: 320
Il 24 febbraio del 2026 saranno trascorsi quattro anni dall’invasione russa dell’Ucraina: anni di bombardamenti e rappresaglie, durante i quali Twardoch si è recato al fronte portando aiuti, osservando la morte da vicino, mettendosi personalmente in pericolo. Ha conosciuto soldati e ufficiali, ha raggiunto il fronte orientale, la «linea zero» che dà il titolo al libro e dove si svolgono i fatti raccontati. Da questa esperienza ha tratto un romanzo su una guerra reale, i cui personaggi sono però di invenzione, perché solo ricorrendo a figure immaginarie gli è stato possibile descrivere la realtà, quasi che la finzione sia l’unico modo di narrare l’indicibile. La linea zero descrive poco più di ventiquattro ore trascorse dai soldati al fronte, mentre aspettano l’attacco nemico. Il protagonista, Koń, è un volontario polacco, in fuga dai suoi fantasmi. L’attesa, l’isolamento, la paura lo costringono a riflettere su come la guerra lo abbia cambiato, a ripercorrere le vicende dei suoi compagni, ad aggrapparsi al ricordo di un amore forse perduto per sempre. Koń si trova in un rifugio sotterraneo insieme a Jagoda, matematico e accanito lettore, anche lui volontario. Prima della guerra faceva il barman a Berlino, era amato e ammirato, conduceva una vita felice che ha abbandonato per affrontare una guerra in cui non crede. Quando i russi si avvicinano, Jagoda e Koń ingaggiano una battaglia con i fucili e le granate: i corpi straziati dei nemici restano sul campo, soltanto un ragazzo russo si aggrappa alla vita, implora che lo facciano prigioniero. Poco dopo Koń viene intercettato dai droni russi, sa che questa volta non si salverà, eppure spera, nell’ultimo istante, che la guerra finisca e che ci sarà un futuro al di là di essa. Con capitoli brevi e affilati, una prosa asciutta, cruda, inclemente, La linea zero pone il lettore davanti all’orrore, allo spreco di vite umane per una causa che genererà odio per sempre: perché, suggerisce l’autore, vi sarà forse un giorno una pace fittizia, una tregua che permetterà ai soldati di tornare dalle loro famiglie, ma nessuno riuscirà a dimenticare ciò che è stato.
Empusium. Una storia di natura e orrore
Olga Tokarczuk
Libro: Libro in brossura
editore: Bompiani
anno edizione: 2025
pagine: 336
1913. Il giovane Mieczyslaw, malato di polmoni, arriva a Görbersdorf, noto centro di cure della Bassa Slesia, ed entra subito a far parte della piccola variegata comunità che aspetta la guarigione − o altro − passeggiando, conversando, mangiando e bevendo saporose specialità locali. Filosofia, amore, arte, guerra, e poi le donne, sempre le donne: questi i temi prediletti dai suoi compagni di pensione e terapia. Nella pensione in cui M. abita succedono strane cose: la moglie del proprietario è appena morta in circostanze misteriose, e il ragazzo è attratto dalla sua stanza, dalla sua storia. Ma anche altre storie lo avvincono: per esempio la leggenda locale che vuole che nei boschi riposino singolari creature terrigne, calde e seducenti quanto feroci. Ancora donne. E mentre tra chiacchiere, potenti cordiali alle erbe, confidenze e tirate fanatiche i suoi compagni di ventura cercano di allontanare i presagi di morte che li accerchiano, M. scoprirà l'attrazione che lo lega a Thilo, giovanissimo artista, e le sfumature di slanci e sentimenti che lo abitano, lo fanno inimitabile, forse lo salveranno. Olga Tokarczuk rivisita certe atmosfere alla Thomas Mann, torna al tema amato della natura e del suo potere, irride i triti rituali dell'amicizia al maschile e tratteggia un ritratto di giovane pensoso che nel dolore e nella paura impara a crescere e a credere in ciò che è.
Il tenero narratore e altri saggi
Olga Tokarczuk
Libro: Libro in brossura
editore: Bompiani
anno edizione: 2024
pagine: 272
La complessità del mondo contemporaneo e la crescente interconnessione dell'umanità richiedono oggi un nuovo modo di raccontare la realtà. Olga Tokarczuk ci propone in questo libro quasi un manifesto della sua poetica innovativa. Una straordinaria testimonianza dell'attività di scrittrice, che le è valsa il premio Nobel, e dell'anima di attivista impegnata su numerosi temi sociali e ambientali. Il tenero narratore è un inno al ruolo cruciale della letteratura. Scrittori e scrittrici occupano una posizione privilegiata: sono esploratori e artigiani che lavorano con frammenti della realtà, impegnati a svelarne una portata più ampia e aperta. Tokarczuk invita a liberarsi dai vincoli del proprio io narrante per abbracciare una voce nuova, che combini l'impersonalità con una dolce tenerezza. Già, la tenerezza, che è la forma più modesta di amore eppure la più potente, perché ci fa rivolgere lo sguardo oltre noi stessi, verso gli altri esseri umani, gli animali e la natura, nella consapevolezza di un destino comune. Completano questa raccolta di scritti una riflessione sull'importanza dei traduttori, che nel nostro mondo interconnesso svolgono il compito vitale di far circolare idee e conoscenza, e un resoconto molto intimo sul periodo dei lockdown dovuti al Covid, in cui l'autrice condivide paure e speranze per il futuro.
Guida il tuo carro sulle ossa dei morti
Olga Tokarczuk
Libro: Libro in brossura
editore: Bompiani
anno edizione: 2024
pagine: 272
Janina Duszejko, insegnante d'inglese appassionata delle poesie di Blake, è un'eccentrica sessantenne che preferisce la compagnia degli animali a quella degli uomini e crede nell'astronomia come strumento per porre ordine nel caos della vita. Quando alcuni cacciatori vengono trovati morti nei dintorni del suo villaggio Janina si tuffa nelle indagini, convinta che si tratti di omicidi. Olga Tokarczuk ricorre ai modi del noir classico per virare verso il thriller esistenzialista e affrontare temi come la follia, il femminismo, l'ingiustizia verso gli emarginati e i diritti degli animali.

