Libri di Silvana La Spina
Le avvelenatrici
Silvana La Spina
Libro
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2026
pagine: 240
È una mattina di fine dicembre del 1783, l'aria odora di neve, anche se i palermitani sanno che è solo un'impressione: a Paler
Un rebus per Leonardo Sciascia
Silvana La Spina
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2025
pagine: 320
Nel settembre del 1985, a Leonardo Sciascia capitano due cose: la morte di Italo Calvino nell’Ospedale di Siena, e la morte di Aurelio Arriva, giudice, in casa sua. Una pistolettata: suicidio, dicono. Il giudice e lo scrittore siciliano, amici fin dall’infanzia, avevano litigato e non si parlavano da tempo. Qualcuno, in paese, continuava a dire per invidia; qualcun altro insinuava che l’invidia non c’entrava niente, era Sciascia che non avrebbe dovuto mettere l’amico in un libro – anzi, continuava quel qualcuno, Sciascia della Sicilia non avrebbe dovuto proprio parlare. Leonardo Sciascia, dal canto suo, sosteneva che le grandi amicizie, come i grandi amori, sono come le piante: a un certo punto si seccano, e nessuno può farci niente. Era successo con Guttuso, e forse stava succedendo pure con Vincenzo Consolo. Tuttavia, nonostante, in paese, gli inquirenti pensino che la morte del giudice Arriva sia dovuta a un suicidio e nonostante il tutto sia accaduto, come una disgrazia, un malaugurio, durante la festa della Madonna Bambina, Elena Arriva, la figlia del giudice morto, bella e bionda come certe madonne lombarde, si presenta a casa dello scrittore – la gloria, il vanto del luogo, l’uomo che passeggia a braccetto con Claudia Cardinale – per chiedergli di indagare sulla morte del padre. Elena non crede all’ipotesi del suicidio, e Sciascia è l’unico che di suo padre sa tutto. In una sarabanda di dicerie, malevolenze, lettere anonime che ricordano le righe minatorie di A ciascuno il suo, in un turbine di fatti di corna, disgrazie passate, presenti e future, donne vecchie e donne fatali, scrittori benevoli e altri invidiosi, cause perse e altre fatte perdere, un circolo di gentiluomini che non sempre lo sono e un pubblico ministero che torna a indagare là dove è stato bambino, Silvana La Spina, con una lingua pastosa e spinosa quanto un fico d’India, racconta Leonardo Sciascia e il suo mondo, facendone un investigatore acuto, curioso e pieno di pietà per le miserie degli uomini. Un romanzo avvincente e scuro.
L'ombra dei Beati Paoli
Silvana La Spina
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2024
pagine: 208
Palermo, 1783. È una città fetida quella che il Viceré ha avuto l’incarico di governare, disinibita e senza scrupoli, e lui, il marchese di Caracciolo, illuminista e fine intellettuale, sta cercando di porre un freno a una nobiltà che se ne infischia di ogni sua legge e proclama. Negli ultimi giorni, però, qualcosa è riuscito a scuotere gli animi: alcune lettere anonime, minacciose e molto circostanziate, sono state inviate a esponenti del loro piccolo mondo, e il marchese Camille de Gubarnatis è stato assassinato. Schiacciato da una carrozza in corsa, non prima che gli fossero cavati gli occhi. Per molti dietro a quella morte si celano i Beati Paoli, un’antica setta di incappucciati che rivendica i diritti del popolo e si scaglia contro le ingiustizie. Non tutti credono nella loro esistenza, ma il sospetto addensa nubi minacciose su una nobiltà che si tiene stretti i suoi privilegi, incurante del resto. C’è un solo uomo di cui il Viceré sa di potersi fidare più che di sé stesso: il barone Maurizio di Belmonte, che già in precedenza ha risolto uno dei casi più atroci accaduti in città. Belmonte non ha avuto una vita facile: costretto a fuggire da Palermo quando era solo un ragazzo, ha vissuto per anni di espedienti prima che il Viceré gli ridesse fiducia e lo riportasse sulla retta via. Per questo, quando viene chiamato a indagare, non può che accettare la sfida, seppur combattuto tra sentimento e ragione. In una Palermo rovente e in pieno fervore per i preparativi del Festino di santa Rosalia, Belmonte dovrà calarsi nei recessi più oscuri, e con l’aiuto di Sofia Schulz, la pittora dei morti, donna di grande fascino e mistero che gli ha rapito il cuore, cercherà di districar si tra dicerie e superstizioni, in cerca di una velenosa verità.
L'uomo di zolfo. Il romanzo di Luigi Pirandello
Silvana La Spina
Libro: Libro in brossura
editore: Bompiani
anno edizione: 2023
pagine: 416
La barbetta da fauno, lo sguardo severo, i capelli biondi ravviati all’indietro: qualcuno per le vie della capitale potrebbe scambiarlo per uno studente tedesco. E invece quel ventenne malinconico è arrivato a Roma dalla Sicilia, dove ha lasciato un padre che lo preferirebbe lontano dai libri e una fidanzata che non vuole sposare. Si chiama Luigi Pirandello, e dentro di sé porta una ridda di ombre cui ancora non sa dare corpo né voce. Nel giro di una manciata di anni quel ragazzo tormentato diventerà il più famoso scrittore italiano, l’uomo che nella matassa dei legami familiari, in un matrimonio-prigione dove deflagra la pazzia, trova la materia da cui trarre drammi, novelle e romanzi; l’artista che vive negli alberghi parigini, conversa con Albert Einstein e vince il premio Nobel eppure ha sempre bisogno di denaro; l’intellettuale che intrattiene ambigui rapporti con il fascismo; il drammaturgo che si innamora della giovanissima attrice musa delle sue pièce. Siciliana e sulfurea quanto il suo personaggio, Silvana La Spina si accosta allo scrittore che più di tutti ha saputo presagire nel doppio, nelle maschere, negli avatar, diremmo oggi, una delle chiavi più inquietanti della modernità. E in queste pagine ci conduce dietro le quinte della vita di Pirandello, consegnandoci in forma di romanzo una biografia sorprendente, a tratti sferzante ma anche capace di liberare l’uomo dalle incrostazioni dell’icona e restituircelo nella sua più piena sensibilità.
Penelope
Silvana La Spina
Libro: Libro in brossura
editore: La Tartaruga
anno edizione: 2023
pagine: 320
In una notte d’autunno a Itaca, alla presenza di un’Euriclea muta, mentre al piano di sotto Ulisse vanta le sue imprese agli amici ubriachi, Penelope racconta la sua storia, la parte in ombra della sua vita. Alcune cose sono ben note a tutti – la vita a Itaca, la guerra di Troia, il ritorno di Ulisse e la strage dei pretendenti –, altre, invece, sono destinate a spiazzare il lettore: la violenza subìta dal padre Icario, la gelosia del figlio Telemaco, l’amore appassionato per Cleone di Lesbo. Chi è allora Penelope? Una figura mitologica, consacrata e fissata dalla tradizione? Una donna paziente, fedele, ubbidiente, che attende il ritorno del marito lontano? O è forse qualcosa di irrimediabilmente diverso, un’estranea, una straniera? È proprio in questa piega del pensiero, che si inserisce il racconto di questa Penelope, a cui Silvana La Spina regala la voce. Il suo raccontare o raccontarsi è quello di una donna che vuole liberarsi del pesante fardello del marito. Dare spazio alla propria identità, in un mondo fortemente dominato dalla narrazione maschile. È perciò strazio e furore, passione e ferocia. Reso in uno stile essenziale, e nel contempo arcaico e popolare, presto il mito di Penelope si tramuta sotto i nostri occhi nel tema – anch’esso eterno – della femminilità umiliata. E la voce di Penelope diventa quella di tutte le donne, della loro impotenza, rabbia e ribellione. A quel punto per il lettore sarà impossibile staccarsene: anzi, imprigionato fin dalle prime pagine, la seguirà fino all’imprevedibile finale.
Angelica
Silvana La Spina
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2022
pagine: 304
Sono molti i romanzi che approfondiscono un personaggio letterario, raccontando una parte rimasta segreta che l’autore aveva deciso di tralasciare. Così Silvana La Spina torna a visitare Il Gattopardo, romanzo iconico e intoccabile della tradizione letteraria italiana, e va alla ricerca di Angelica: narrandone la vita, le passioni, i fallimenti. La figlia di don Calogero Sedara, amministratore dei feudi del principe di Salina, è una ragazzina come tante. Ma il padre, arrivista senza scrupoli, che fa affari loschi anche con i banditi locali pur di arricchirsi, la avvia a conoscere la buona società. Angelica diviene amica di Concetta, la primogenita del principe di Salina, va a studiare in un collegio raffinato di Firenze, incontra il giovane Tancredi, al momento garibaldino. Angelica è bella, Tancredi ha bisogno di soldi per fare carriera, così deciderà di sposarla, abbandonando la cugina Concetta con cui era vagamente fidanzato. A quel punto Angelica cambierà posizione nel mondo, divenendo principessa, una dama alla moda, bellissima, che legge, suona, si intende di arte. La sua vita si svolgerà a Palermo, a Roma, dove il marito fa di tutto per diventare deputato, anche con l’aiuto mafioso del suocero. Fino a Vienna, dove Angelica finirà per infilarsi nelle maglie della politica, aiutando l’imperatrice Sissi a risolvere un grave problema del figlio Rodolfo. Angelica è un romanzo moderno. Per Silvana La Spina, la Sicilia non è mai un pretesto, una maniera, una moda: è un cantiere aperto, un laboratorio di passioni scritte in una mappa letteraria originale e spiazzante.

