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Libri di Sergio Didonè

«Sto alla porta e busso...» (Ap. 3,20a). Commento alle letture festive del Lezionario Ambrosiano. Anno B

«Sto alla porta e busso...» (Ap. 3,20a). Commento alle letture festive del Lezionario Ambrosiano. Anno B

Sergio Didonè

Libro: Libro in brossura

editore: Macchione Editore

anno edizione: 2017

pagine: 618

L'autore è sacerdote della Diocesi di Milano dal 1976. Impegnato nei primi anni di ministero nella pastorale giovanile degli oratori San Giovanni Bosco di Vimodrone (MI) e di San Simpliciano in Milano, per 20 anni ha insegnato religione in prestigiosi licei milanesi. Docente di etica professionale nelle scuole di preparazione infermieristica di cliniche lombarde e conferenziere, dal settembre 1994 al dicembre del 2008 ha operato nella Fondazione Don Carlo Gnocchi, prima come direttore del Centro Geriatrico di S. Maria al Monte di Malnate (VA) e poi come direttore dell’Hospice S. Maria delle Grazie di Monza (MI), una struttura per malati oncologico-terminali in fase avanzata, ricoprendo anche altri incarichi presso i Servizi Generali della Presidenza di questa ONLUS. Dal 2009 al 2015 ha svolto il suo ministero sacerdotale prima a Milano presso la Parrocchia di S. Maria della Passione e nella Chiesa di San Pietro in Gessate e poi a Varese nella Parrocchia di S. Antonio di Padova (rione Brunella). Dal novembre 2015 opera a Milano nella Parrocchia del Ss. Redentore.
30,00

«Sto alla porta e busso...» (Ap. 3,20a). Commento alle letture festive del Lezionario Ambrosiano. Anno A

«Sto alla porta e busso...» (Ap. 3,20a). Commento alle letture festive del Lezionario Ambrosiano. Anno A

Sergio Didonè

Libro: Libro in brossura

editore: Macchione Editore

anno edizione: 2016

pagine: 516

Sergio Didonè è sacerdote della Diocesi di Milano dal 1976. Impegnato nei primi anni di ministero nella pastorale giovanile degli oratori di Vimodrone (MI) e di S. Simpliciano in Milano, per 20 anni ha insegnato religione in prestigiosi licei milanesi. Docente di etica professionale nelle scuole di preparazione infermieristica di cliniche lombarde e conferenziere, dal settembre 1994 al dicembre del 2008 ha operato nella Fondazione Don Carlo Gnocchi, prima come direttore del Centro Geriatrico di S. Maria al Monte di Malnate (VA) e poi come direttore dell’Hospice S. Maria delle Grazie di Monza (MI), una struttura per malati oncologico-terminali in fase avanzata, ricoprendo anche altri incarichi presso i Servizi Generali della Presidenza di questa ONLUS. Dal 2009 al 2015 ha svolto il suo ministero sacerdotale prima a Milano presso la Parrocchia di S. Maria della Passione e nella Chiesa di S. Pietro in Gessate e poi a Varese nella Parrocchia di S. Antonio di Padova (rione Brunella). Dal novembre 2015 opera a Milano nella Parrocchia del Ss. Redentore.
25,00

«Sto alla porta e busso...» (Ap. 3,20a). Commento alle letture festive del Lezionario Ambrosiano. Anno C
20,00

Grazie, papà don Carlo. L'opera di don Gnocchi nelle testimonianze e nei ricordi dei suoi «figli»

Grazie, papà don Carlo. L'opera di don Gnocchi nelle testimonianze e nei ricordi dei suoi «figli»

Libro: Libro in brossura

editore: Effatà Editrice

anno edizione: 2007

pagine: 384

I gesti e il cammino di un servo del Signore, la figura di un uomo nobile che ha vissuto profondamente il proprio tempo e ha fatto della carità verso i più sfortunati la missione di una vita. Don Carlo Gnocchi visto con gli occhi dei suoi «figli», raccontato attraverso le testimonianze di chi l'ha conosciuto, ricordato con affetto e gratitudine da amici, collaboratori e, soprattutto, dai suoi mutilatini....Sembravano ragazzi come tanti altri, ma non era così perché tutti avevano sperimentato, in misura diversa, un grave trauma con una lunga successione di sofferenze fisiche e morali. In quella essenziale e povera sala da pranzo del collegio di Torino, poche sere dopo il mio arrivo, in file ordinate e silenziose entrarono tutte le classi. Sempre nel più rigoroso silenzio, i ragazzi presero posto a tavola ed in altrettanto religioso silenzio rimasero tutto il tempo della cena senza toccare cibo. Il motivo? Avevano appena appreso la notizia che le condizioni di Don Carlo si erano irreversibilmente aggravate.Così scoprivo che quei ragazzi erano ancor più diversi dagli altri anche perché, quando richiesto dalle circostanze, sapevano sentirsi come una sola persona.
13,00

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