Libri di Serena Ballista
Ava e la missione salvagranchi
Serena Ballista
Libro
editore: Editoriale Scienza
anno edizione: 2026
pagine: 48
Sudamerica e Ava sono un cane e una bambina, pirati ecologisti della "Un Due Tre Stella"
Per mille camicette al giorno
Serena Ballista
Libro: Libro rilegato
editore: Orecchio Acerbo
anno edizione: 2024
pagine: 44
1911: La Triangle Waist Company occupa i tre piani più alti dell'Asch Building di New York. La compagnia produce camicette e occupa circa 500 lavoratori, in gran parte giovani donne immigrate. Il 25 marzo scoppia un incendio. I proprietari si mettono in salvo e lasciano morire le donne e gli uomini intrappolati. L'incendio fa 146 vittime di cui 129 giovani donne italiane ed ebree dell'Europa orientale. 62 di loro muoiono lanciandosi dalle finestre. Il racconto del più grave incidente industriale della storia di New York, per voce di una di quelle camicette che, esposta in una vetrina davanti al grattacielo, vede tutto e tutto sa. Le sue parole illuminano sulle condizioni di sfruttamento delle lavoratrici, ma anche sulle lotte per l'emancipazione delle donne. Età di lettura: da 8 anni.
Cattiva madre
Serena Ballista
Libro: Libro in brossura
editore: Giraldi Editore
anno edizione: 2017
pagine: 100
Una raccolta di ritratti di madri non conformi alle aspettative sociali e per questo, in qualche modo, e certamente per qualcuno, cattive. In nove brani, nove come i mesi che servono per rinascere come madre, vengono tratteggiati alcuni lati oscuri della esperienza di maternità, quelli di cui si fa fatica a parlare perché dolorosi da scovare, dolorosi da ammettere, e comunque tabù per una cultura androcentrica abituata a normare la genitorialità femminile, a sanzionarla quando si discosta dall'ideale materno, e a mitizzarla al punto di renderla irraggiungibile con il grave senso di inadeguatezza che ne deriva per le donne. Da qui il titolo provocatorio “Cattiva madre”, un titolo di denuncia. Fanno, così, la comparsa madri molto diverse tra loro e tuttavia con qualcosa di molto importante in comune, una caratteristica ingombrante, imprevedibile e imprevista e perciò imperdonabile: l'ostinazione a rivendicare per sé la propria preziosa e indisponibile condizione di essere umano, superbo e fragile a un tempo, votato alla libertà di essere chi realmente è e desidera essere a dispetto di tutto.

