Libri di S. Solimano (cur.)
Daniel Spoerri. Dai Tableaux-pièges agli Idoli di Prillwitz. Catalogo della mostra (Genova, 25 marzo-20 giugno). Ediz. italiana e inglese
Libro: Copertina morbida
editore: Silvana
anno edizione: 2010
pagine: 159
Questo catalogo, edito in occasione di un'antologica di Daniel Spoerri ospitata al Museo di Villa Croce a Genova, propone una lettura critica del lavoro di uno dei protagonisti della storia dell'arte contemporanea, a partire dalla sua adesione al gruppo dei Nouveaux Réalistes, nel 1960, sino ad oggi. Fra le opere, ampiamente documentate in queste pagine, si ricordato i Tableaux-pièges, da quelli storici degli anni '60-'70 alla rivisitazione del soggetto in anni più recenti: in essi ricorre il principio della serialità, che è uno degli elementi fondanti del modo assolutamente innovativo di intendere l'arte, teorizzato da Spoerri già alla fine degli anni Cinquanta, in polemica con l'idea dell'unicità dell'opera d'arte. Accanto a essi sono presentati assemblaggi fotografici, collages, composizioni di altra natura e le celebri sculture degli Idoli di Prillwitz, a testimoniare il carattere circolare della ricerca di Spoerri che, pur evolvendosi nel tempo, rimane legata a un'ispirazione visionaria, che ha dato vita a una galleria quasi infinita di creature ibridate. Il volume accoglie numerosi testi critici e un testo dell'artista stesso, ed è completato da apparati bioblibliografici.
Arte in Albania prima e dopo il 1990. Così vicina, così lontana. Catalogo della mostra (Genova, 13 novembre 2009-7 febbraio 2010). Ediz. italiana e inglese
Libro: Copertina morbida
editore: Silvana
anno edizione: 2009
pagine: 64
Questo volume accompagna una mostra dedicata all'Albania, che intende rappresentare attraverso immagini d'arte i profondi cambiamenti che l'avvento della democrazia ha determinato sulla società e sulla vita politica e culturale del paese, e i cambiamenti subentrati nella vita individuale e collettiva. Per documentare questi mutamenti sono presentate insieme, in dialogo e a confronto, opere di artisti emergenti, capaci di rapportarsi a uno scenario internazionale, e opere di realismo socialista provenienti dalla Galleria Nazionale d'Arte di Tirana: il filo rosso che unisce queste opere è offerto dai diversi aspetti della vita quotidiana come il lavoro, la città, la piazza, il patriottismo e il ruolo dei media, l'educazione scolastica, la condizione della donna e la vita di coppia, il volto del potere e il ruolo dell'artista. L'accostamento di opere così vicine cronologicamente ma così lontane per ispirazione e sensibilità estetica è un'efficace testimonianza delle recenti trasformazioni di un paese in cerca della propria identità, ma anche esempio di un più globale cambiamento che coinvolge società e nazioni nel mondo contemporaneo.
Pensare pittura. Una linea internazionale di ricerca negli anni settanta. Catalogo della mostra (Genova, 17 aprile-11 ottobre 2009). Ediz. italiana e inglese
Libro: Copertina morbida
editore: Silvana
anno edizione: 2009
pagine: 180
In questi ultimi anni si è verificata una ripresa di interesse e di studio per quel complesso fenomeno che negli anni settanta è stata la cosiddetta Pittura Analitica, una vicenda artistica forse troppo bruscamente liquidata nella memoria critica, schiacciata fra un ampio precedente problematico (l'Arte Concettuale) e l'onda montante di fenomeni di pur differenziato recupero della figurazione (la Transavanguardia, il Citazionismo, i Nuovi-Nuovi). Gli stessi studiosi che concorrono alla realizzazione di questa mostra hanno dato vita a lavori sistematici che hanno rimesso in luce le vicende di quel periodo, riproponendo più precise fisionomie per le varie fasi della Pittura Analitica, mentre studi internazionali come ad esempio quello di Anne Rorimer, New Art in the 60s and 70s. Redefinig reality (2001), ricollocano nel panorama complessivo del periodo alcune di queste esperienze. Questa stessa mostra presso il Museo di Villa Croce si inserisce in una necessaria volontà di rileggere l'esperienza della Pittura Analitica non solo nella connotazione italiana, ma in relazione alle diverse situazioni europee, anche in riferimento a quei caposaldi culturali (Josef Albers, Lucio Fontana, Piero Dorazio, fino a Robert Ryman) che hanno indirizzato alcuni tratti originari di queste ricerche e hanno costituito nel tempo un pervicace elemento di memoria, oltre che esempio di continuità operativa nell'ambito di queste.
In pubblico. Azione e idee degli anni Settanta in Italia
Libro: Copertina morbida
editore: Skira
anno edizione: 2007
pagine: 144
Un'intera generazione raccontata attraverso le immagini di Uliano Lucas, di Tano D'Amico, di Mario Dondero e dei tanti che contribuirono al racconto visivo degli anni settanta. Cortei, picchetti, scioperi, occupazioni: studenti, operai, donne diventano protagonisti di un'Italia che sembra eruttare - come una società che si scopre essere stata troppo a lungo compressa - il conflitto e la ribellione. In questo volume non ci sono solo i tamburi di latta dei sindacati metalmeccanici o le bandiere rosse, gli eskimo, le gonne a fiori. La macchina fotografa entra forse per la prima volta nelle istituzioni totali: carceri, ospedali, manicomi, rimanda le fattezze degli "invisibili sociali", produce controinformazione. Iconografie mutuate dagli anni cinquanta trovano nuovi linguaggi, rompono con le gerarchie rappresentative del sistema dei media, con i silenzi della televisione. Poche le immagini dei leader, molti i volti fatti risaltare in contesti di folla a rimarcare una nuova soggettività in cui individuo e collettività tendono a sovrapporsi. Cosa rimane degli anni settanta oggi? Sicuramente molto in termini di diritti, di culture diffuse, di evoluzione della coscienza collettiva e delle libertà di scelta individuali. Il volume è il Catalogo della mostra di Genova (Museo di Villa Croce, 29 marzo-2 settembre 2007).
Giuliano Menegon. Catalogo della mostra (Genova, 21 gennaio-12 febbraio 2006) Ediz. italiana e inglese
Libro: Copertina morbida
editore: Silvana
anno edizione: 2007
pagine: 47
Il volume presenta una selezione di opere dell'artista Giuliano Menegon (Venezia, 1945), esposte nello scorso 2006 a palazzo Ducale in occasione del Giorno della Memoria. I quadri di Giuliano Menegon, ispirati alle poesie di alcune tra le più importanti voci del Novecento, da Eugenio Montale a Rainer Maria Rilke, da Dino Campana a Thomas S. Eliot, da Ezra Pound a Thomas Bernhard, per arrivare ai più recenti lavori suggestionati dalle drammatiche tensioni liriche di Paul Celan, proiettano lo spettatore nel duplice drammatico abisso della solitudine disperata della vittima e dell'abiezione spaventosa del carnefice, entrambi privi della loro umanità. Proprio davanti all'umano non umano rappresentato da Menegon, ci si commuove, si soffre, si partecipa alla tragedia collettiva della shoah, la cui memoria si conserva intatta, tramandandosi alle generazioni future. Le opere in catalogo sono accompagnate dai saggi critici di Sandra Solimano e Matteo Focchessati, e seguite da apparati biobibligrafici.


