Libri di S. Bietoletti (cur.)
Umberto Maestrucci pittore. Catalogo della mostra (Firenze, 4-26 febbraio 2012)
Libro: Copertina morbida
editore: Polistampa
anno edizione: 2012
pagine: 72
Il catalogo riproduce una quarantina di opere, realizzate perlopiù con tecnica a olio, del pittore fiorentino allievo di Alberto Zardo e apprezzato, tra gli altri, da Pietro Annigoni, che lodava l'esecuzione "rapida, semplice e non di meno elegante del dipinto, che lasciava trasparire la commozione dell'autore per il miracolo di trasfigurazione poetica che si era compiuto in quell'attimo felice". Arricchiscono la galleria i ritratti di Maestrucci eseguiti da Ugo Vittore Bartolini, Giuseppe Rossi e dallo stesso Annigoni. Introdotta da Luigi Zangheri e Annamaria Giusti, la monografia si avvale del testo critico di Silvestra Bietoletti ed è completata da un'ampia biografia dell'artista.
Francesco Pagliazzi. Opere 1942-1955
Libro: Copertina morbida
editore: Polistampa
anno edizione: 2008
pagine: 72
Catalogo della mostra ospitata dal 18 ottobre al 9 novembre 2008 presso la Limonaia di Palazzo Medici Riccardi a Firenze, in occasione del ventennale della scomparsa dell'artista. Francesco Pagliazzi, di scuola fiorentina e parigina, nasce nel Reggello (Fi) nel 1910; durante la guerra si trasferisce a Palazzuolo sul Senio, dove trascorre il resto dei suoi giorni. Attraverso le sue "pitture veementi, genialmente sintetiche" - come le definiva Pietro Annigoni - rappresenta oggi l'orgoglio di quel piccolo paese della provincia di Firenze. Nei bozzetti di cinquant'anni di lavoro ripercorsi metodicamente e accostati secondo un ordine dettato dal sentimento e dalle consonanze estetiche, più che da un itinerario cronologico, sono ricomposti straordinari tableaux in grado di esprimere con completezza le doti di Pagliazzi e di evocarne la personalità; una "personalità eccezionale sotto ogni aspetto", come ricordava con simpatia l'amico Annigoni, che amava descriverlo nella sua vita quotidiana "svagata, estrosa e cosparsa di episodi subito diventati aneddoti" e allo stesso tempo lo stimò capace di "balenanti manifestazioni di saggissimo buon senso" e di "profonda meditazione poetica".

