Libri di Pier Luigi Pisa
Valeva la pena tentare. Sam Altman, OpenAI e il sogno di un'intelligenza artificiale per tutti
Pier Luigi Pisa
Libro: Libro in brossura
editore: Apogeo
anno edizione: 2025
pagine: 320
Giocare a Dio non è più una metafora. Un uomo sta riscrivendo le regole della nostra esistenza, stravolta da macchine che apprendono, comprendono, promettono di migliorare la nostra vita ma al tempo stesso minacciano di annientarla. L'artefice di questo thriller dalle tinte distopiche si chiama Sam Altman. Ex guru delle startup e imprenditore con l'ossessione per l'apocalisse (e come sopravviverle), Altman ha guidato un gruppo di visionari in una missione quasi impossibile: creare un'intelligenza artificiale per il bene dell'umanità. "Valeva la pena tentare" narra l’ascesa fulminea e turbolenta di Altman e OpenAI, l'azienda che ha co-fondato nel 2015 insieme a Elon Musk e un nucleo ristretto di ricercatori. All’epoca l’idea di un’AI capace di imitare la mente umana sembrava fantascienza. Ma in pochi anni quel sogno ha preso forma. Si chiama ChatGPT. Parla e crea come una persona vera. È utilizzata da centinaia di milioni di utenti. Ha stupito il mondo e cambiato tutto. Persino chi l'ha creata. L'ambizione di Sam Altman ha incontrato un successo inaspettato, fiumi di denaro e il timore globale di una tecnologia fuori controllo. Mentre OpenAI insegnava alle macchine a ragionare, e si trasformava in un potente colosso tech, all’interno dell’azienda si sono consumati drammi profondamente umani: battaglie di potere, tradimenti, addii dolorosi. Lo stesso Altman è caduto e risorto nell'arco di cinque giorni. Valeva comunque la pena tentare? Tra le pagine di questa storia, ognuno troverà la sua risposta. E più di un indizio sul futuro che ci attende.
Empatia aumentata. Intelligenza artificiale, senso e sostenibilità nei progetti del futuro. Capire l'intelligenza artificiale attraverso l'empatia
Lorenzo Sciadini
Libro: Libro in brossura
editore: McGraw-Hill Education
anno edizione: 2025
pagine: XIV-298
Molti temono che l'AI ci renda meno umani. E se ci rendesse più empatici? L'intelligenza artificiale sta già ridisegnando come pensiamo, decidiamo e ci organizziamo. Non è l'eroe né il cattivo di questa storia: è una forza che possiamo guidare verso direzioni umane. Ed è proprio qui che emerge il nodo: ogni tecnologia amplifica ciò che siamo, compresi i nostri limiti percettivi. Il problema non è la tecnica, ma i limiti naturali della nostra empatia: funziona da vicino, con chi ci somiglia, qui e ora. Fatica a comprendere chi è lontano nello spazio, nel tempo o nella cultura. Esclude sistematicamente chi non può essere rappresentato, umani e non umani. L'autore ha passato due anni a sperimentare sul campo un'ipotesi operativa: usare l'AI non per sostituire l'empatia, ma per ampliarne il campo d'azione. Dalle banche alla sanità, dalle imprese all'università, ha applicato l'empatia aumentata per includere prospettive che di solito restano fuori dai processi decisionali. Questo libro ricostruisce il metodo e ne mostra l'applicazione sul campo, ed offre strumenti immediatamente utilizzabili. Per chi guida organizzazioni, progetta servizi, forma persone. Per chi vuole capire l'intelligenza artificiale attraverso l'empatia e usarla senza perdere l'umano. L'empatia aumentata è il coraggio di non accontentarsi delle proprie intuizioni. Prefazione di Pier Luigi Pisa.

