Libri di Paolo Giove
La lezione pedagogica della filosofia
Paolo Giove
Libro: Libro in brossura
editore: Aracne
anno edizione: 2016
pagine: 128
Con la progressiva sostituzione della filosofia con le scienze umane, e della pedagogia con le scienze dell'educazione, si deduce che oggi la filosofia è in crisi. Le ragioni di tale crisi sono da rintracciare nella presa di consapevolezza che le società contemporanee sono diventate "società terapeutiche", il cui monitoraggio culturale ed esistenziale è sempre più gestito dall'automatismo di una certa "cultura impersonalista" dettata dalla disumanizzazione dell'utilitarismo tecnoscientifico ed economico del mercato globale. La filosofia, pertanto, ne è la vittima principale in quanto essa stessa è ormai annoverata come una forma di "sapere inutile". Ha perso di credibilità pedagogica. Da questa presa di consapevolezza l'autore, oltre a indagarne le cause e le motivazioni di ciò, si pone l'obiettivo di restituire alla disciplina la sua "anima pedagogica" attraverso un recupero educativo che ripercorre le sue sempre attuali lezioni, con l'intento di lanciare un messaggio a chi crede in una sua apertura verso il senso, il trascendimento, l'ascetico, il mistico. Il libro è destinato sia agli addetti ai lavori che ai lettori disinteressati.
Educazione e tempo. La concezione del tempo nella filosofia e nella pedagogia. Da Heidegger e Husserl all'educazione permanente
Paolo Giove
Libro
editore: Dellisanti
anno edizione: 2011
Mnemosyne educatrice
Paolo Giove
Libro: Libro in brossura
editore: Aracne (Genzano di Roma)
anno edizione: 2021
pagine: 180
Tra "banalità" e "rarità", "complessità" e "semplicità", "profondità" e "superficialità", la memoria oggigiorno vive in una situazione (identitaria, sociale, politica, etica, culturale, educativa) di mercé dettata e caratterizzata da quelli che potremmo definire: gli "lmprenditori della memoria" (mass media, istituzioni, tessuto sociale, ecc.). Ora, in questo scenario, la memoria non è più quella "dimensione nobile" ereditata dalla sapienza greco-latina, ma, al contrario, essa si è resa sinonimo di "mnemorrea" a causa della sua continua ed incessante manipolazione e strumentalizzazione da parte - appunto - dei suoi "imprenditori" di turno. Prendendo quindi le mosse, e le conseguenti giuste distanze, da questo impersonalismo socio-etico-culturale (specie sul piano pedagogico e filosofico) in cui oggigiorno la memoria si trova a dover convivere, l'autore si ripropone di rintracciare i momenti e i passaggi più suggestivi (sotto il profilo storico, pedagogico, antropologico, sociologico, psicologico, filosofico, etico e poetico) per restituire alla memoria quella sua ormai cancellata "nobiltà" filosofico educativa, soprattutto sul piano esistenziale. Pertanto, il volume vuole ridiscutere il senso "attuale" della memoria riconsegnandola come dimensione concreta, invisibile, indivisibile, spirituale, trascendentale, umana ed esistenziale della vita di tutti. La memoria è, pertanto, un modo di sentire, di percepire, di vivere, di abitare, d'esistere del tutto umano; anzi essa è ciò che ci rende umani conferendo umanità al nostro stesso modo di essere, appunto, degli "esseri umani".

