Libri di Nicola Mirenzi
Pasolini contro Pasolini
Nicola Mirenzi
Libro: Libro in brossura
editore: Lindau
anno edizione: 2016
pagine: 160
Da quel novembre del 1975 in cui fu ucciso, Pier Paolo Pasolini si è trasformato in un fantasma che si aggira per l'Italia. Da morto, lo scrittore friulano è stato usato da tutti: la destra, la sinistra, i cattolici, gli estremisti, i giustizialisti, i complottisti e i militanti della decrescita felice. Ognuno prende la parte che più gli fa comodo e butta via il resto. È stato detto che Pasolini ha previsto ogni cosa e oggi le sue analisi sono vissute come profezie, ma le sue parole scivolano sulla superficie delle nostre coscienze come balsami. Nessuna abrasione, nessuno scuotimento. Gli schiaffi che dava (e riceveva) sono diventati morbide carezze. Pasolini si è fatto specchio delle nostre brame, ognuno vi si vede più bello e pulito. Nicola Mirenzi appartiene alla generazione di chi non c'era nell'Italia di Pasolini, ma ha "vissuto con lui" perché Pasolini è onnipresente ancora oggi, sotto forma di spettro, icona pop, mito, oggetto di un'operazione di "beatificazione" che nasconde in realtà un atteggiamento superficiale e sostanzialmente indifferente verso la sua opera e le sue battaglie. Nel quarantennale della morte appare quindi impossibile parlare di Pasolini se prima non si distingue l'autore dal racconto edulcorato (e tossico) che ne è fatto. Perché un conto è Pasolini, un altro è il pasolinismo. Una cosa è lo scrittore, un'altra la sua leggenda. E solo il ritorno alla sua opera può riscattare il chiacchiericcio intorno alla sua immagine.
#amala. Il manuale di chi tifa Inter
Nicola Mirenzi
Libro: Copertina morbida
editore: Fandango Libri
anno edizione: 2013
pagine: 96
Tifare l'Inter è un viaggio sulle montagne russe: si sale sul tetto del mondo e l'anno dopo si sprofonda nel girone di Coppa Uefa. L'Inter è il pianto disperato di Ronaldo il 5 maggio 2002 e i tituli conquistati uno dopo l'altro sino al triplete. Campagne acquisti mirabolanti e una processione mitica di flop. Ritratto di una tifoseria unica, che alla passione per il calcio mescola l'utopia di un mondo senza confini, dove non ci sono più stranieri ma soltanto talenti puri e semplici. Il decalogo dell'interista raccontato con i tweet dell'hashtag "#amalaperché", la parola chiave con cui su Twitter gli interisti hanno manifestato la loro fede alla squadra dopo la sconfitta bruciante contro l'Udinese. In ogni capitolo i miti e i riti della religione interista. I nerazzurri come medicina contro il conformismo del bianco e nero. E poi l'interismo rivoluzionato dal comandante José Mourinho. Lo shock che ha spezzato la sindrome della sconfitta e l'antico richiamo della foresta: tornare a essere beneamati e perdenti. Una guida per affrontare le nuove sfide dell'insostenibile leggerezza dell'essere interisti.

