Libri di Massimo Baldini
La finanza pubblica italiana. Rapporto 2022-2023
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2023
pagine: 368
Il Rapporto propone, come ogni anno, una rassegna critica dei principali sviluppi che hanno interessato le politiche pubbliche in Italia durante il 2022 e la prima parte del 2023. La principale novità, rispetto agli altri volumi che lo hanno preceduto nella sua ormai più che trentennale storia, consiste nella grande varietà dei temi trattati. Con un taglio divulgativo e sintetico, viene proposto infatti un quadro molto ampio delle forme dell'intervento pubblico nell'economia italiana e dei loro effetti. Oltre a coprire le aree tradizionalmente prese in esame in passato - i conti pubblici nel loro complesso e le prospettive macroeconomiche, le politiche fiscali, la sicurezza sociale, la sanità, l'istruzione, la spesa per infrastrutture -, il volume dedica capitoli di approfondimento a temi di particolare attualità come, tra gli altri, l'evoluzione e le prospettive del debito pubblico, la revisione in sede europea del patto di stabilità e crescita, la riforma fiscale, il dibattito sull'autonomia differenziata delle Regioni, il ridisegno degli istituti di contrasto della povertà e del sostegno delle responsabilità familiari, la riforma della legge sulla cura della non autosufficienza, le politiche per il clima.
Modernità e olocausto
Zygmunt Bauman
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2010
pagine: 280
Sia la memoria collettiva sia la letteratura scientifica hanno tentato di eludere il significato più profondo dell'olocausto, riducendolo a un episodio della storia millenaria dell'antisemitismo o considerandolo un incidente di percorso, una barbara ma temporanea deviazione dalla via maestra della civilizzazione. A queste rassicuranti interpretazioni l'autore contrappone una spietata analisi di quanto accadde nei campi di sterminio non come una sorta di "malattia" sociale, ma come fenomeno legato alla condizione "normale" della società. Secondo Bauman l'olocausto è inestricabilmente connesso alla logica della modernità così come si è sviluppata in Occidente. La razionalizzazione e la burocratizzazione tipiche della civiltà occidentale sono state condizione necessaria del genocidio nazista: esso fu l'esito dell'incontro fra lo sconvolgimento sociale causato dalla modernizzazione, con il suo portato di angosciose insicurezze, e i poderosi strumenti di ingegneria sociale creati dalla modernità stessa. La lezione dell'olocausto va dunque appresa nella sua radicalità, specie in un mondo ancora una volta travagliato da concitate trasformazioni e rinnovati problemi di convivenza fra culture ed etnie.

