Libri di Maria Rosa Giannalia
Isole e voci
Maria Rosa Giannalia
Libro: Copertina morbida
editore: Youcanprint
anno edizione: 2016
pagine: 106
"Isole e voci" è una raccolta di tredici racconti ambientati in tre località: Sicilia, Venezia, Sardegna. Ogni racconto è una voce narrante, un personaggio. Ogni personaggio è un'isola nel mare del presente della propria esistenza, senza altra urgenza che quella di raccontare al lettore un segmento della propria storia: la bambina del racconto iniziale narra con innocenza il dramma di cui è inconsapevole; le voci di un campiello veneziano raccontano, da molteplici punti di vista, la medesima tragedia; la voce leggera ma terribile di un uomo racconta di sé e dell'insipienza della propria vita nel proscenio di una Cagliari fredda e ventosa; una coppia di anziani, dopo una vita di emigrazione, narra il ritorno nella propria terra di Sicilia, le aspettative disattese, i silenzi e la quieta disperazione di chi è sradicato per sempre e ovunque; il reduce racconta il ritorno in una casa un tempo sua e adesso sconosciuta. È un'affabulazione polifonica di tante voci. Il registro del parlato quotidiano flette la scrittura alle esigenze dei parlanti ed acquista di volta in volta l'accento dei luoghi, come spesso avviene nei nostri discorsi.
D'oro e di cemento
Maria Rosa Giannalia
Libro: Libro in brossura
editore: AmicoLibro
anno edizione: 2022
pagine: 272
Nel ridente paesino di Villaranci, vicino a Palermo, Mimmino, nato in una famiglia modesta, inizia a lavorare con il suo parrino mastro Michele a soli dieci anni: è il 1955. Michele insegna a Mimmino i valori dell’onestà e del lavoro, la costruzione delle case a regola d’arte, ma poi vive egli stesso miseramente e non si può permettere più del mangiare. Vorrebbe essere come il suo amatissimo parrino, ma lentamente si accorge della sua ingenuità. Un pericoloso giro di cambiali e di affari sbagliati porta Michele a dover ipotecare la casa prima e rischiare di perderla poi, dovendo quindi chiudere la sua piccola attività, separandosi così da Mimmino. È il 1965, Mimmino ha vent’anni quando inizia a lavorare per una grande impresa edile, senza più il suo parrino al fianco. Le macchine sportive, il giro di soldi lo portano nelle braccia di Don Ciccio, proprio colui che ha condotto alla rovina il suo padrino. Questo è il periodo de Il sacco di Palermo: un’abnorme speculazione edilizia trasforma e distrugge il territorio della Conca d’oro, con i suoi preziosi mandarini, ormai surclassati da quelli di Giaffa, sommersi da un’immensa colata di cemento.

