Libri di Marco Formisano
La passione di Perpetua e Felicita. Testo latino a fronte
Libro: Libro in brossura
editore: Rizzoli
anno edizione: 2008
pagine: 131
Cartagine, 2O3 d.C.: Perpetua è una giovane donna condannata a morte insieme ad altri quattro coetanei a causa del suo credo cristiano, intollerabile per le autorità imperiali. L'esecuzione ha luogo nell'anfiteatro della città: i martiri vengono dati in pasto agli animali feroci per poi venire finiti dalla spada dei gladiatori. Questi gli eventi narrati nella "Passio Perpetuae et Felicitatis", uno dei più antichi testi appartenenti alla raccolta chiamata successivamente "atti dei martiri". È la narrazione di un martirio che si sviluppa attraverso parole, visioni e sogni; un racconto del tutto privo di retorica che ci restituisce un personaggio al pari di Antigone e Lucrezia.
Tecnica e scrittura. Le letterature tecnico-scientifiche nello spazio letterario tardolatino
Marco Formisano
Libro
editore: Carocci
anno edizione: 2001
pagine: 200
La cultura della tecnica antica costituisce un terreno di ricerca affascinante, finora poco indagato. Le letterature tecnico-scientifiche di età tardoantica, in particolare, mancano di una trattazione specifica. Questo studio risponde pertanto ad una doppia necessità: da un lato sottolinea l'originalità della cultura letteraria tardoantica, troppo spesso oggetto di pregiudizi classicistici, dall'altro mette in evidenza come in questo periodo la cultura della tecnica sviluppi in modo originale rispetto al passato la codificazione letteraria delle nozioni. Nei testi presi in esame, di diverso ambito disciplinare (arte della guerra, medicina, veterinaria, agrimensura), emergono alcuni nodi teorici che sono alla base delle moderne scritture tecniche: in particolare, lo sforzo di far prevalere l'utilitas sull'eloquentia. Ed è proprio l'atto del riassumere - che è alla base di ogni discorso scientifico - che rende i precetti raccolti direttamente fruibili. La produzione di testi, che oggi definiremmo 'manuali , non rappresenta quindi una mancanza di originalità, bensì una significativa innovazione culturale nello spazio letterario tardoantico.

