Libri di M. Ceretta
Stato e potere nell'anarchismo
Mirella Larizza Lolli
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2016
pagine: 176
Il volume di Mirella Larizza Lolli, arricchito di un'introduzione di Giampietro Berti e da un apparato bibliografico aggiornato, illustra attraverso un'indagine rigorosa l'itinerario attraverso il quale la dottrina anarchica è andata costruendo la sua identità: dalla riflessione sullo stato moderno, la sua genesi e le sue strutture, messa a punto dai grandi teorici (da William Godwin a Pierre-Joseph Proudhon, da Michail Bakunin a Pètr Kropotkin), alla disamina appassionata delle nuove tappe che la vicenda statuale ha conosciuto nel secolo XX (stato socialista, nazifascismo, welfare state), attuata da esponenti meno noti, ma non per questo meno perspicaci. La categoria del potere, della quale gli anarchici hanno fatto e fanno uno strumento euristico privilegiato, appare in questo quadro come l'esito della riflessione su processi storici determinati, che nella vicenda dello stato moderno e contemporaneo trovano il loro momento sintetico ed esplicativo. L'interpretazione dell'anarchismo che qui si delinea suggerisce con vigore il suo radicamento in una fase cruciale della nostra storia, sgombrando il campo dai genericismi di una visione metastorica, ancora largamente diffusa nell'opinione pubblica e intellettuale.
Montalembert pensatore europeo
Libro: Copertina morbida
editore: Studium
anno edizione: 2013
pagine: 352
L'originale e multiforme contributo alla vita politica, intellettuale e religiosa del suo tempo fa di Charles de Montalembert - principale esponente del liberalismo cattolico in Europa - una delle figure più interessanti di un secolo, il XIX, che tra la doppia rivoluzione (politica in Francia e industriale in Inghilterra) e l'avvento delle ideologie contemporanee (liberalismo, socialismo, nazionalismo) ha cambiato il volto dell'Europa e del mondo. Il volume si propone d'indagare il ruolo storico di Montalembert valorizzandone le caratteristiche di "pensatore europeo", quale egli fu per formazione intellettuale e per la varietà delle sue esperienze nella vita della Chiesa e della società politica, in un'epoca di trasformazioni profonde.
Ragione e retorica nella filosofia di Hobbes
Quentin Skinner
Libro: Libro in brossura
editore: Raffaello Cortina Editore
anno edizione: 2011
pagine: 590
Questo lavoro di Quentin Skinner è una lettura innovativa della filosofia politica hobbesiana. Ricostruendo la cultura umanistica inglese dell'età dei Tudor e il suo recupero della retorica classica, Skinner prende in esame la prima formazione intellettuale di Hobbes. Mette in luce, poi, come Hobbes si sia ribellato alla propria educazione umanistica e, negli "Elements" e nel "De cive", abbia cercato di fondare una scienza della politica, sul modello della geometria euclidea. Nel "Leviathan", invece, si mostra un cambio di rotta e Hobbes fa largo uso di strategie retoriche nell'elaborazione della sua filosofia politica. Secondo Skinner, in quelle pagine Hobbes combina opportunamente ragione ed "eloquenza", fornendoci un testo che non può essere compreso se non si è consapevoli della sua dimensione retorica. Nel suo insieme, "Ragione e retorica nella filosofia di Hobbes" mette in rilievo due concezioni contrapposte della natura dell'argomentazione morale e politica: il modello deduttivo, "geometrico", che Hobbes fa proprio in un primo tempo e che è stato da allora largamente dominante, e l'opposto modello umanistico e retorico, con il suo accento sul dialogo e sulla negoziazione, che Skinner qui sollecita a riprendere in considerazione. Una nuova prefazione, scritta dall'autore per l'edizione italiana, approfondisce alcuni nodi interpretativi e concettuali toccati nel testo.
Gustave De Beaumont. La schiavitù, l'Irlanda, la questione sociale nel XIX secolo
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2011
pagine: 336
La figura di Gustave de Beaumont (1802-1866) rappresenta un momento importante della storia intellettuale e politica del XIX secolo. Non soltanto per l'amicizia di una vita intera con Alexis de Tocqueville, con il quale avrebbe tra l'altro condiviso il celebre viaggio in America, ma anche come autore di un'opera vasta e molteplice in cui convergono numerosi temi oggetto di dibattito etico e civile nei decenni centrali dell'Ottocento: dai progetti di riforma penitenziaria visti in una prospettiva di ampia riforma sociale (Beaumont avrebbe con Tocqueville dato alle stampe un libro importante sul tema delle prigioni) alla schiavitù (l'esperienza americana è fonte ispiratrice di un originale romanzo dal titolo Marie ou l'esclavage), fino al problema della colonizzazione francese in Algeria e alla grande opera dedicata alla questione irlandese, vera e propria riflessione di "scienza politica nuova" a partire dai temi del rapporto tra aristocrazia e democrazia, forza e diritto, religione e libertà. L'intera opera di Beaumont costituisce testimonianza della grande stagione del liberalismo ottocentesco, capitolo essenziale per intendere lo sviluppo delle idee politiche in Europa, in particolare nel loro rapporto con il resto del mondo.
George Orwell. Antistalinismo e critica del totalitarismo. L'utopia negativa. Atti del Convegno (Torino, 24-25 febbraio 2005)
Libro
editore: Olschki
anno edizione: 2007
pagine: XXIV-254
George Orwell è il massimo interprete di un genere letterario, la distopia, che sembra essere la cifra del nostro presente; questa, infatti, coglie ed esprime con un'efficacia senza paragoni il principale paradosso che il terzo millennio ha ereditato dal Novecento: la clamorosa contraddizione tra l'onnipotenza dei mezzi tecnici che il secolo ha trovato a propria disposizione e la drammatica incapacità da esso mostrata di raggiungere, senza pagare un prezzo sproporzionato, pressoché tutti i propri fini.