Libri di Lucia Immordino
Dio non ride. Il ridere tra ordine costituito e libertà
Lucia Immordino
Libro: Libro in brossura
editore: Tra le righe libri
anno edizione: 2018
pagine: 78
"Il riso non è affatto una cosa frivola e non abbiamo intenzione di rinunciarvi. Nel mondo antico ridevano a crepapelle sull'Olimpo e sulla terra, ascoltando Aristofane e le sue commedie, e ridevano a crepapelle fino ai tempi di Luciano. Dal IV secolo gli uomini hanno smesso di ridere". Il saggio esamina il riso come strumento di comunicazione, come motore primo della creazione, come elemento intrinseco della società. In particolare ne analizza la valenza tra le cifre del Cristianesimo. Lo studio effettuato per la creazione di “Dio non ride” si pone come l’inizio di ulteriori apprendimenti universitari di ordine antropologico, sociologico, storico-religioso e anche come spunto per approfondimenti di natura filosofica. "Il riso è satanico, dunque profondamente umano": così scriveva Boudelaire nel 1855. Per giustificare l’osservazione aggiungeva che il Verbo Incarnato non ha mai riso: per Colui che sa tutto e può tutto, il comico semplicemente non esiste. Effettivamente i Vangeli attribuiscono a Gesù le lacrime, ma mai il riso.
Il castello sulla rupe di borgo Jolanda
Lucia Immordino
Libro: Libro in brossura
editore: BooksprintEdizioni
anno edizione: 2011
pagine: 120
Quaranta giorni
Lucia Immordino
Libro
editore: Aletti editore
anno edizione: 2013
pagine: 140
Durante, figlio di un vecchio notaio, trova una sorta di diario dentro un'antica scrivania di suo padre: fogli scritti a mano e talvolta addirittura vergati con gocce di sangue. Incuriosito, procede nella ricerca e trova altri fogli, pezzi di giornali, riflessioni, foto. Scopre, così, la storia di una giovane donna ebrea, che ha vissuto il ventennio fascista cogliendone entusiasmi, delusioni e brutture. Sarah Tamar, è questo il nome della protagonista, è l'anello di congiunzione tra tre uomini: Leone Sangiorgio, il medico che sceglie il confino volontario; Elia Almansi Macchioro, professore universitario e padre di Sarah; nonché lo stesso padre di Durante. Tre uomini, tre partigiani e una giovane donna che cerca di vivere il più dignitosamente possibile quella vita che il fascismo si prepara ad annullarle. Attraverso le lettere di Leone, Sarah prova a dare un senso alla propria esistenza, ma senza riuscirci. Scopre in sé, tuttavia, quella forza interiore che l'aiuterà poi a vivere coraggiosamente la prigionia a Mauthausen.

