Libri di Iside Gjergji
L'«inchiesta operaia» di Karl Marx
Hilde Weiss
Libro: Libro in brossura
editore: Kurumuny
anno edizione: 2025
pagine: 96
Nel 1936, sul numero V della prestigiosa rivista dell’Istituto per la ricerca sociale di Francoforte (Zeitschrift für Sozialforschung), viene pubblicato l’articolo di Hilde Weiss, dal titolo “Die ‘Enquêtte Ouvrière’ von Karl Marx”, basato sul ritrovamento del questionario marxiano nel corso delle sue ricerche d’archivio sulle condizioni sociali dei lavoratori in Francia. Dopo essersi laureata in sociologia ed economia presso l’Università di Berlino con Werner Sombart e aver conseguito il dottorato presso l’Istituto per la ricerca sociale di Francoforte, con una tesi dal titolo "Abbe und Ford: Pläne für die Errichtung Sozialer Betriebe", Weiss si dedica, insieme a Erich Fromm, a ricerche pionieristiche sulla dimensione politica e psicologica dei lavoratori tedeschi durante il periodo di Weimar. Buona parte di questi studi sono stati incorporati nel libro Studi sull’autorità e la famiglia, di Horkheimer, Fromm e Marcuse. Nonostante il suo rilevante apporto alla costruzione della teoria critica, Hilde Weiss resta ancora oggi una delle figure più trascurate della Scuola di Francoforte. Questa pubblicazione vuole contribuire a strapparla dall’oblio.
Il volto acustico della voce. Pubblico, serialità e genere in Herta Herzog
Iside Gjergji
Libro: Copertina morbida
editore: Meltemi
anno edizione: 2023
pagine: 144
L'opera di Herta Herzog si inscrive nella storia della sociologia delle comunicazioni, non soltanto come modello di ricerca, punto di svolta teorico e metodologico di un'intera disciplina, ma anche per la formulazione di alcuni quesiti fondamentali riguardanti l'importanza delle motivazioni psicologiche nei comportamenti dell'audience. È stata la prima studiosa della radio e del suo pubblico e i suoi scritti sulle ascoltatrici delle soap radiofoniche sono stati fondativi dei Communication e Reception Studies: sua fu l'invenzione del focus group. Quella di Herzog è anche una storia che svela la frattura di genere sulla quale si sono costruiti i canoni della sociologia e la sua comunità. Il suo nome è quasi sconosciuto: non si trova nei manuali ed è raro scorgerlo in testi specialistici. Obiettivo di questo libro, dunque, è strappare il prezioso contributo di Herzog dall'oblio forzato, nella consapevolezza che sia una valida guida per comprendere i processi comunicativi dei mass media. Prefazione di Gino Frezza.
Sull'esperienza surrogata. Un'analisi dell'ascolto degli sketch giornalieri
Herta Herzog
Libro: Libro rilegato
editore: Kurumuny
anno edizione: 2022
pagine: 130
Questo libro, il primo di una serie, nasce dal desiderio di valorizzare e diffondere il contributo delle sociologhe nella storia del pensiero sociologico. L’obiettivo è quello di strappare dall’oblio forzato apporti teorici e metodologie di ricerca di innegabile rilevanza insieme agli eventi personali e storici che questa produzione al femminile, con genialità e spirito emancipatorio, ha generato. Herta Herzog, pioniera delle ricerche sulla radio e madre del focus group – ingiustamente considerato invenzione di Robert K. Merton – è qui presentata al pubblico italiano per la prima volta attraverso uno dei suoi testi più significativi, dal titolo “On Borrowed Experience. An Analysis of Listening to Daytime Sketches”, pubblicato nel 1941 dalla rivista Studies in Philosophy and Social Science. Si tratta di un lavoro di grande importanza e attualità, dove si combinano in modo originale i paradigmi della Scuola di Francoforte con l’approccio su usi e gratificazioni, per comprendere i significati che il pubblico femminile della radio attribuisce ad alcuni programmi e, soprattutto, l’uso che ne fa.
La divisione del lavoro sociale di Durkheim
Robert K. Merton
Libro: Libro rilegato
editore: Kurumuny
anno edizione: 2019
pagine: 60
“Durkheim’s Division of Labor in Society” esce nel 1934 nell’«American Journal of Sociology» e, assieme a “Recent French Sociology”, apparso in «Social Forces» sempre nello stesso anno, è tra i primissimi scritti di Robert K. Merton. Dietro richiesta di P. Sorokin, all’epoca tra i suoi maestri ad Harvard, il giovane e brillante sociologo si cimenta in un confronto serrato con "La divisione del lavoro sociale" di É. Durkheim. Da questo incontro nasce il saggio qui tradotto per la prima volta in italiano, con il quale Merton inizia a porre le fondamenta di una relazione teorica e pratica con i concetti del sociologo francese che lo accompagnerà per il resto della sua ricerca.
La sociologia francese contemporanea
Robert K. Merton
Libro: Libro rilegato
editore: Kurumuny
anno edizione: 2019
pagine: 54
Alla radice della sociologia di Robert K. Merton troviamo tanto il funzionalismo quanto l’analisi dei paradigmi scientifici. Entrambi si possono ricondurre alla particolare influenza esercitata su di lui dal durkheimismo nei primissimi anni della sua formazione ad Harvard. Le tracce più significative di questa influenza sono reperibili nei primi due saggi in assoluto scritti da Merton, “Durkheim’s Division of Labor in Society” pubblicato nel 1934 nell’«American Journal of Sociology» e “Recent French Sociology”, apparso in «Social Forces sempre nello stesso anno». In quest’ultimo, qui presentato per la prima volta in traduzione italiana, Merton analizza le diverse correnti della sociologia francese a lui contemporanea concentrandosi sulla dimensione conflittuale. Vera e propria “battaglia delle scuole” in cui i diversi combattenti sono animati da un unico intento, scalzare la Scuola durkheimiana dalla sua posizione egemonica, la sociologia francese presenta, allora, una caratteristica eclatante: l’“antagonismo”.
«Uccidete Sartre!». Anticolonialismo e antirazzismo di un «revenant»
Iside Gjergji
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2018
pagine: 118
Jean-Paul Sartre, uno dei più grandi pensatori del XX secolo, ha più volte rischiato la vita per aver lottato in difesa dei colonizzati. Per í sostenitori del colonialismo, le sue parole e il suo attivismo politico erano pericolosi, ostacoli da eliminare. Per i rivoluzionari e i movimenti anticoloniali, invece, erano fonte di ispirazione. Frantz Fanon volle soltanto lui per la prefazione a "I dannati della terra". Questo libro propone una puntuale analisi dei concetti di razzismo e colonialismo in Sartre. La tesi radicale a cui giunge la riflessione del filosofo è che il colonialismo sia un sistema, ovvero un meccanismo complesso posto alla base della produzione e riproduzione del capitalismo: il razzismo non rappresenta una sua semplice dottrina, ma una dimensione operativa, una violenza che giustifica se stessa. In un momento storico in cui da diverse tribune si reclama a gran voce il ritorno al colonialismo, si moltiplicano e prolungano le missioni militari all'estero, si fortificano i confini nazionali in Europa e altrove, si intensifica il razzismo istituzionale e si costruiscono ovunque asimmetrie tra individui, classi e popolazioni, il pensiero di Sartre torna a essere centrale e imprescindibile anche per chi lo aveva frettolosamente archiviato. Il libro raccoglie inoltre quattro scritti di Sartre, tra cui "Il colonialismo è un sistema", universalmente considerato un contributo importante per l'analisi del fenomeno coloniale.
Sulla governance delle migrazioni. Sociologia dell'underworld del comando globale
Iside Gjergji
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2016
pagine: 164
Il libro si occupa di un tema attuale: il sistema globale di gestione e controllo delle migrazioni internazionali. In una fase storica nella quale le migrazioni sono tornate a occupare uno spazio centrale nelle agende governative e nei media, è più che mai necessario penetrare nelle dinamiche dei poteri che decidono della vita degli immigrati. Poteri che privilegiano procedure mutuate dal privato, caratterizzate dal primato degli organi esecutivi, da forme para-normative e dalla logica del just in time. Con gli strumenti della ricerca sociale e attraverso uno slalom tra documenti ufficiali e riservati, riunioni pubbliche e a porte chiuse, norme morbide e norme rigide, la vastità del mondo e l'angustia di un ufficio ministeriale, il libro entra nelle trame dell'underworld del comando globale.
Circolari amministrative e immigrazione
Iside Gjergji
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2013
pagine: 176
Il carattere emergenziale attribuito all'immigrazione e il convincimento diffuso circa la politicità di tale fenomeno sociale hanno giustificato l'affidamento esclusivo della sua gestione agli organi esecutivi dello Stato e all'autorità di polizia. Questa 'pertinenza' al potere esecutivo ha spesso determinato l'utilizzo degli atti amministrativi come principale fonte normativa e, quindi, come dispositivo generale e ordinario nella gestione quotidiana dei movimenti migratori. È proprio l'uso abnorme degli atti amministrativi, in specie le circolari amministrative, nella gestione quotidiana dei movimenti migratori, infatti, ad aver dato vita in Italia ad un particolare fenomeno che possiamo anche definire fenomeno di governo per circolari. Dopo gli anni Novanta infatti le circolari amministrative sono diventate strumento privilegiato di integrazione e di interpretazione della disciplina giuridica dell'immigrazione. La continua creazione di 'nuove' regole e di 'interpretazioni autentiche' attraverso le circolari amministrative ha prodotto un forte condizionamento nelle modalità e nei tempi di applicazione dell'attuale legislazione in vigore. Questo libro passa al setaccio quell'interminabile sottobosco di ordini amministrativi dal dopoguerra ad oggi.

